Demna firma Generation Gucci, la nuova campagna che reinterpreta pezzi e simboli iconici della Maison tra tailoring, borse cult e visione contemporanea.
Un casting nuovo. Uno sguardo più netto. Un’estetica che non cerca approvazione. La campagna Generation Gucci, scattata da Demna, segna un passaggio preciso nella narrazione della Maison: meno nostalgia, più controllo, più identità.

Le immagini scorrono come un lookbook essenziale, ma non freddo. Ogni scatto costruisce una tensione visiva sottile, dove il passato di Gucci resta presente, ma viene filtrato attraverso un linguaggio più diretto. Non c’è sovraccarico. Non c’è decorazione gratuita. Tutto è calibrato.
Generation Gucci, la campagna scattata da Demna
Il punto di partenza è l’archivio, però la rilettura è contemporanea. I completi sartoriali dominano la scena, con pantaloni slim e linee asciutte che disegnano una silhouette precisa. Accanto a questi, i total look in pelle introducono una dimensione più decisa, quasi urbana.

Allo stesso tempo, emergono elementi più morbidi. Gli abiti fluidi e i capi in seta alleggeriscono la costruzione visiva e creano un equilibrio tra rigidità e movimento. Questo contrasto rende la collezione più interessante, meno prevedibile.
Accessori Gucci: il ritorno delle icone, ma con più carattere
Se l’abbigliamento definisce l’attitudine, sono gli accessori a fissare l’immagine. La Jackie 1961 torna con proporzioni aggiornate, mantenendo la sua eleganza riconoscibile. La Dionysus appare più affilata, più contemporanea. Poi c’è la Paparazzo bag, che introduce un accento più grafico grazie alla banda Web e al dettaglio Horsebit.

I fondali cromatici pieni e le pose pulite rafforzano poi l’impatto visivo. L’effetto è quasi editoriale. Ogni immagine sembra costruita per restare impressa, senza bisogno di eccessi.
Gucci: identità forte, evoluzione continua
Gucci nasce a Firenze nel 1921 da Guccio Gucci, con una visione chiara: creare oggetti di lusso legati al viaggio e all’artigianalità. Da allora, il brand ha attraversato epoche diverse senza perdere riconoscibilità.
I codici restano. Il morsetto Horsebit, la banda Web, le borse iconiche. Tuttavia, ogni direttore creativo ha riscritto il linguaggio. Tom Ford ha portato sensualità e rigore. Alessandro Michele ha costruito un immaginario stratificato e decorativo. Ora, con Demna, la direzione cambia ancora: più essenziale, più controllata, più contemporanea.












