Francesca Liberatore trasforma la scuola Nicola Moreschi di Milano in passerella per la FW26. Una sfilata che riporta la moda dove nasce l’immaginazione, tra simbolismo, geometrie e cultura.
Per la terza volta, e con un format ancora diverso, Francesca Liberatore ha scelto un istituto scolastico come cornice della propria sfilata FW26. Questa volta è stata la scuola superiore Nicola Moreschi di Milano a trasformarsi in spazio creativo. Ribaltando così le convenzioni della Milano Fashion Week. Lo scopo? Riportare la moda là dove, secondo la stilista, nascono le idee e l’immaginazione. “La mia peculiarità è essere al contempo stilista e docente”, ha dichiarato la Liberatore. “È qui, attraverso la principale formazione dell’individuo, che si sviluppano l’idea e l’immaginazione”.
Un progetto che non è solo estetico ma culturale, reso possibile dalla co-lab con la scuola e con la città di Milano, che hanno accolto una richiesta “anomala” trasformandola in opportunità. L’appello finale è alla città stessa. Ovvero custodire questi luoghi pubblici come spazi esclusivi per la crescita delle nuove generazioni. La moda, in questo caso, non occupa la scuola: la attraversa, la rispetta, la interpreta.
Francesca Liberatore FW26
Soffio, bocca, freccia: l’’intelligenza diventa la parola che coglie il segno. Nella collezione di Francesca Liberatore FW26, c’è un rimando alla simbologia cinese dove il linguaggio genera l’idea.
Come in una scrittura che non ammette cancellazione, il gesto è essenziale. Muta da quadrato a rombo in una ricerca di stabilità ed equilibrio fondata sulla ricchezza di prospettive diverse. Un dialogo tra generazioni e culture che reinventa i gesti. Una liturgia di forme e colori, lunghezze e materiali. La pelle imita il denim in proporzioni 80’s, con ampie maniche appoggiate su triangoli ed intarsi di maculato. L’eleganza di giacche e completi con gonne mini o ampie a ruota, si alterna a abbinamenti con lycra a stampa futurista tra blocchi geometrici di nero, acquamarina e viola. I rombi creano composizioni tra rosso, ametista e brown, per giacconi e bomber di linea comoda e maniche in maglia spesso portati con leggings colorati. Un’influenza giocosa come principio creativo chiave nelle collezioni della Liberatore, ispirata dalla riscrittura della vita quotidiana con spirito e nonchalance.













