Bella Hadid è la protagonista della campagna Miss Sixty SS26: denim iconico, estetica rococò punk e femminilità ribelle per una nuova generazione.
C’è qualcosa di volutamente imperfetto, irriverente e magnetico nella nuova campagna Miss Sixty primavera-estate 2026. Un’estetica che mescola romanticismo e disordine, lusso e rottura delle regole. Al centro di questo racconto visivo c’è Bella Hadid, già protagonista della campagna Miss Sixty SS25, musa contemporanea che trasforma l’immaginario settecentesco in un manifesto di libertà stilistica.

la SS26 firmata Miss Sixty non cerca la perfezione. Al contrario, la decostruisce. Il risultato è una visione rococò punk, sensuale e disallineata, che parla il linguaggio della nuova femminilità.
Marie Antoinette, ma con attitude
Scattata da Gabriel Moses e stilizzata da Frederic Saint Parck, la campagna rilegge l’icona di Marie Antoinette come una ribelle moderna. I set evocano interni decadenti, quasi teatrali. Ambienti consumati. Texture vissute. Un’estetica volutamente “rovinata”.

Bella Hadid indossa denim Miss Sixty dalle linee affilate e avvolgenti. Spicca un ensemble corsetto-inspired, deciso e audace. Accanto, una giacca cropped rosa pallido introduce una nota romantica, subito spezzata da dettagli in pelle, lacci grezzi e finiture irregolari. Nulla è addomesticato. Tutto comunica carattere.
Bella Hadid, icona di una nuova sensualità
Eletta Model of the Year nel 2022, negli ultimi anni Bella Hadid ha ridefinito il concetto di sex appeal. Non più patinato, ma autentico. Il suo stile mescola Y2K, minimalismo e nostalgia con un’attitudine quasi anti-fashion. Per questo Miss Sixty la sceglie ancora.

Perché incarna una femminilità libera, consapevole, mai compiacente. Una donna che indossa i vestiti, non il contrario.
Miss Sixty, storia di un denim iconico
Fondato negli anni Novanta, Miss Sixty ha segnato un’epoca con il suo denim sensuale e provocatorio. Vita bassa, silhouette scolpite, spirito ribelle. Un DNA che ha attraversato generazioni, tornando oggi più attuale che mai.
La SS26 conferma questa eredità. Ma la aggiorna. Più consapevole, più forte, più contemporanea.


