Valentino Garavani presenta un progetto digitale sulla borsa DeVain, interpretata da nove artisti internazionali. Creatività, sperimentazione e visioni contemporanee.
La nuova pagina creativa di Maison Valentino si apre nel segno della sperimentazione. La borsa Valentino Garavani DeVain diventa infatti il centro di un progetto digitale internazionale che unisce linguaggi diversi e sensibilità lontane, per raccontare una femminilità moderna attraverso lo sguardo di nove artisti.
È un viaggio visivo che procede per immagini, intuizioni, frammenti narrativi, sempre sospesi tra realtà e invenzione. Un modo per esplorare la moda con strumenti nuovi, senza perdere la delicatezza che accompagna ogni gesto creativo firmato Valentino.
Il progetto creativo digitale dedicato alla borsa Valentino Garavani DeVain
Il progetto nasce come una costellazione di visioni. Ogni artista interpreta la DeVain come un oggetto vivo, capace di trasformarsi, riflettere mondi interiori, evocare atmosfere inattese. Attraverso il digitale, la borsa smette di essere un semplice accessorio e diventa un simbolo di libertà, quasi un’estensione dell’immaginazione contemporanea.

È un modo, inoltre, per ampliare il dialogo tra artigianalità e innovazione, una conversazione che la maison considera centrale da quando Alessandro Michele guida il nuovo corso creativo.
I nove artisti internazionali che interpretano la nuova borsa Valentino Garavani
Il primo capitolo del progetto presenta cinque voci, tutte diverse tra loro, eppure legate da un filo estetico che vibra di sperimentazione. Il fotografo e regista Thomas Albdorf lavora sulla percezione e costruisce scenari che riflettono la borsa su superfici specchianti. Le simmetrie diventano architetture, le texture si amplificano, le forme si moltiplicano come in un gioco di illusioni.

Enter The Void, invece, sposta l’immagine in un territorio onirico. Crea un non-luogo dove acqua, deserto e architetture immaginate convivono in equilibrio incerto.

Le DeVain fluttuano come creature sospese, mentre la geografia si dissolve in un racconto che appartiene più ai sogni che al reale.

Il lavoro di Paul Octavious dialoga con la storia dell’arte. Reinterpreta la ritrattistica del XVI secolo, mescola pittura antica e animazioni digitali, trasforma le composizioni statiche in micro-narrazioni che respirano. La borsa si integra così in un linguaggio che abbraccia passato e presente, tradizione e tecnologia.

La visione di Tina Tona procede con ritmo diverso: collage multimediali, stratificazioni visive, movimenti rapidi. Ogni immagine esplode in una coreografia di forme che unisce ordine e caos, precisione e libertà. L’artista ruandese-ugandese porta nel progetto un’estetica vibrante, sospesa tra grafica, colore e intuizioni intime.
Il digitale come spazio di libertà artistica
Chiude questo primo ciclo la sensibilità cinematografica di Albert Planella, che combina intelligenza artificiale e struttura narrativa. Le immagini scorrono come fotogrammi emotivi, sospesi tra lucidità e sogno. La DeVain appare come un oggetto metamorfico. Cambia, respira, suggerisce un movimento interiore che supera i confini dell’immagine.

Con questo progetto, Maison Valentino afferma una visione chiara: esplorare il digitale non come semplice supporto, ma come spazio di libertà artistica. È un atto di fiducia verso la creatività umana e la sua capacità di reinventarsi. La moda diventa così laboratorio, dialogo, tensione poetica. È un modo per raccontare un accessorio e, allo stesso tempo, riflettere sulla nostra relazione con l’immaginazione.
La borsa Valentino Garavani Devain firmata da Alessandro Michele
La borsa Valentino Garavani DeVain, protagonista del progetto, incarna questa filosofia. Disegnata da Alessandro Michele e presentata nella Pre-Fall 2025, esprime una femminilità consapevole e leggera. È una clutch morbida, destrutturata, capace di unire grazia e spontaneità. Il nome gioca sulla parola “divine”, suggerendo un sentimento di libertà personale, mai ostentata. La gamma è vasta: ventisette varianti che attraversano nappa, denim, rafia crochet, shearling decorato da strass, velluto ricamato, combinazioni floreali. Ogni versione racconta un carattere diverso, una sfumatura di stile. Ogni cliente può inoltre personalizzare il tag in pelle con le proprie iniziali, impresse in ottone anticato. Un gesto che trasforma la DeVain in un oggetto intimo, quasi un talismano.
Dietro le immagini finali si nasconde anche l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale, impiegata per alcune opere di Enter The Void, Paul Octavious e Planella. Tutto avviene nel rispetto dei modelli coinvolti, con consenso informato, in linea con l’etica trasparente che la maison continua a sostenere.
Il risultato è un racconto corale, sofisticato e contemporaneo. La DeVain diventa così un ponte tra mondi: tra moda e arte, tra fisico e digitale, tra visione collettiva e individualità. È un progetto che invita a guardare oltre, a considerare ogni accessorio come un frammento di identità, come una storia che continua a trasformarsi.


