Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio e Geppi Cucciari insieme in una commedia che parla di chi non si lascia comprare.
Alla Sala Petrassi della Festa del Cinema di Roma l’applauso arriva lungo, spontaneo. Sullo schermo, una Sardegna che profuma di vento e di sale, sospesa tra un passato che resiste e un futuro che avanza. “La vita va così” di Riccardo Milani, film di apertura della ventesima edizione, è ispirato a una storia vera e racconta la battaglia di un pastore contro la trasformazione della sua terra in un resort di lusso.

“Dieci anni fa ho conosciuto questa storia – racconta Milani in conferenza stampa -. Frequento quel sud della Sardegna, leggevo di questa vicenda sui giornali. Poi il protagonista è morto e ho sentito che era arrivato il momento di raccontarla”. Accanto a lui, lo sceneggiatore Michele Astori, che con Milani firma la terza collaborazione: “Con Riccardo ogni film è un viaggio antropologico nei territori. Questa volta è la Sardegna, ma in fondo parliamo di un’Italia nascosta, di luoghi che hanno bisogno di essere ascoltati”.
“La vita va così” apre la Festa del Cinema di Roma 2025
Il film, prodotto da OurFilms, Wildside, PiperFilm, Medusa Film, Circle One e Netflix, porta in scena la tensione tra chi difende la propria terra e chi la vuole trasformare. Ma, come sottolinea Milani, “non è solo la storia di un uomo che ha detto di no, è la storia di una comunità divisa tra il bisogno di lavoro e il rispetto del territorio. È una vicenda che riguarda tutti noi, non solo la Sardegna: racconta come queste due necessità non riescano mai a trovare un punto di incontro”.

Per Diego Abatantuono, che nel film interpreta l’imprenditore Giacomo, la commedia resta “la forza del cinema italiano”. “I film più importanti del nostro cinema sono stati le commedie: Scola, Monicelli, Risi… Milani continua quel percorso. Qui c’è anche un po’ di neorealismo, perché quando racconti il reale ti scontri inevitabilmente con la commedia”. E aggiunge, con la sua ironia lucida: “Il mio personaggio non fa ridere mai. È convinto di essere nel giusto, ma si scontra con un uomo resistente – non resiliente, quella parola mi fa schifo – che difende la sua dignità. Alla fine, mi convince. Capisco che non tutto si può comprare”.

Virginia Raffaele, che interpreta Francesca, la figlia divisa tra due mondi, ha lavorato sul campo per entrare nel personaggio: “Sono andata in Sardegna prima delle riprese, ho vissuto accanto alla gente, cercando di cogliere la cadenza della lingua e la verità di quei luoghi. Cambia tutto anche solo a dieci chilometri di distanza. Ci ho messo il cuore”.
Milani la guarda con affetto: “Virginia ha dentro di sé il dolore del distacco. L’ho visto anni fa in uno spettacolo teatrale, e qui l’ha riportato in modo profondo, legandolo al tema della terra e delle radici”.
Nel cast anche Aldo Baglio, Geppi Cucciari e numerosi attori sardi, da Jacopo Cullin a Massimiliano Medda, che rendono autentico il racconto di una Sardegna che non è cartolina, ma carne viva.
Il film, che arriverà in sala il 23 ottobre distribuito da Medusa Film e PiperFilm, è dedicato a Gigi Riva. “È una storia che afferma con coraggio che non tutto si può comprare”, dice Milani. “Da qui nasce il titolo: La vita va così. Perché la vita, a volte, è fatta anche di chi resta, di chi resiste, di chi sceglie di non cedere”.


