Alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 il Leone d’Oro va a Jim Jarmusch con Father Mother Sister Brother. Premi anche a Kaouther Ben Hania, Benny Safdie, Toni Servillo e Gianfranco Rosi.
La 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è chiusa con un palmarès equilibrato, capace di rappresentare le diverse anime del cinema contemporaneo. La giuria, guidata da Alexander Payne e composta da Stéphane Brizé, Maura Delpero, Cristian Mungiu, Mohammad Rasoulof, Fernanda Torres e Zhao Tao, ha assegnato il Leone d’Oro a Jim Jarmusch per Father Mother Sister Brother. Il film, coproduzione tra Stati Uniti, Irlanda e Francia, segna un ritorno potente del regista americano. Un’opera che unisce intimità familiare e tensione poetica, conquistando pubblico e critica. Ecco tutti i premi della Mostra del Cinema 2025.
Venezia 82, i premi della Mostra del Cinema 2025
Accanto al riconoscimento principale, il Gran Premio della Giuria è andato a The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania. Un film coraggioso che intreccia impegno civile e sensibilità narrativa, confermando il rilievo crescente del cinema arabo.

Il Leone d’Argento per la regia ha premiato Benny Safdie con The Smashing Machine. Un lavoro che segna il passaggio dall’esperienza condivisa con il fratello Josh a una piena autonomia creativa.
Coppa Volpi a Xin Zhilei e Toni Servillo
Sul fronte attoriale, la Coppa Volpi femminile è andata a Xin Zhilei per The Sun Rises on Us All di Cai Shangjun. Quella maschile ha incoronato Toni Servillo per La Grazia di Paolo Sorrentino. Una collaborazione che si conferma pilastro del cinema italiano contemporaneo.

Il premio per la migliore sceneggiatura ha valorizzato Valérie Donzelli e Gilles Marchand con À pied d’œuvre.
Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a Gianfranco Rosi per Sotto le nuvole, ulteriore conferma di una poetica capace di fondere impegno e visione autoriale.
Infine, il Premio Marcello Mastroianni ha acceso i riflettori sulle nuove generazioni. Il riconoscimento è andato a Luna Wedler, protagonista di Silent Friend di Ildikó Enyedi, considerata una delle promesse più interessanti del panorama europeo. La chiusura di Venezia 82 ha ribadito dunque la capacità della Mostra di unire tradizione e nuove voci, consolidando il suo ruolo di osservatorio privilegiato sul cinema mondiale.


