Chanel ha sfilato con la Haute Couture FW25-26 al Grand Palais. Una collezione intima, tra tweed, piume e trasparenze.
Per la stagione Chanel Haute Couture FW25-26, la maison ha scelto di abbandonare ogni idea di spettacolo per abbracciare l’intimità. Il Grand Palais è stato trasformato in un salotto privato ispirato a quello leggendario di Mademoiselle Gabrielle Chanel di 31, Rue Cambon, con tappeti bianchi, specchi alle pareti e cuscini trapuntati. Niente scenografie monumentali o effetti teatrali. Solo silenzio, eleganza e una manciata di ospiti selezionati. Un ritorno al cuore della couture: la discrezione, il contatto diretto, la rarefazione. Un’ambientazione raffinata che evoca i primi saloni Haute Couture della Maison. Per il finale, le modelle si sono radunate davanti a un portico in legno dorato, omaggio alle sfilate di Gabrielle Chanel.

In attesa dell’arrivo ufficiale di Matthieu Blazy, previsto per ottobre, è stato il team creativo interno a firmare la collezione Chanel Haute Couture FW25-26. Il risultato è un omaggio alla stagione fredda, ispirato ai paesaggi delle Highlands scozzesi che tanto affascinavano Coco Chanel. Non si tratta di una rilettura letterale, ma di evocazioni visive: tweed corposi dai toni grigi e brinati, giacche che ricordano l’abbigliamento da caccia d’alta quota, stivali robusti abbinati a gonne di tulle.
Chanel, la sfilata Haute Couture FW25-26
L’atmosfera è più da guardaroba personale che da passerella. Ogni look sembra pensato per una cliente reale, che entra nel salone e seleziona con cura il suo capo ideale. Non c’è una narrativa imposta, ma una serie di proposte raffinate, tutte accomunate dalla maestria dei laboratori Chanel. Il savoir-faire degli atelier domina la scena: le piume e il tulle vengono ricamati in modo da imitare l’aspetto del montone, le cappe sembrano ricoperte da neve ghiacciata, mentre i cappotti in tweed nero sono alleggeriti da dettagli impalpabili simili a fiocchi sospesi.
L’eveningwear, punto fermo della Chanel Haute Couture FW25-26, gioca con trasparenze, stratificazioni e leggerezze inaspettate. Bluse in chiffon bianco galleggiano su top in pizzo guipure, gonne lunghe in tulle sfilacciato aggiungono movimento e sensualità. Tutto suggerisce modularità: le clienti possono adattare ogni look alla propria visione di eleganza. La collezione diventa così un catalogo di possibilità, più che un manifesto creativo.
Tuttavia, proprio l’assenza di una voce stilistica forte si fa sentire. La collezione è impeccabile, ma prudente. Non osa ridefinire i codici della maison, né immaginare nuovi scenari per la couture contemporanea. Il momento sembra quello di una transizione, un respiro trattenuto prima della trasformazione. L’arrivo di Blazy promette una nuova energia, forse una rivoluzione controllata. Ma per ora, Chanel si affida alla forza silenziosa dei suoi laboratori, alla ritualità dell’haute couture, alla bellezza fatta di dettagli.
In un’epoca di rumore, Chanel Haute Couture FW25-26 sceglie il sussurro. E continua a definire l’eleganza con la voce più discreta, ma più autorevole, della moda parigina.
















































