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“Una storia”: esce domani l’autobiografia di Luciano Ligabue

Luciano Ligabue, l'autobiografia "Una storia"
Esce domani, martedì 3 maggio, l’autobiografia del cantautore e regista Luciano Ligabue “Una storia”, edita da Mondadori

Nato a Correggio nel 1960, Luciano LIgabue ha all’attivo ventidue album, tre film e sei libri: “Fuori e dentro il Borgo”, “La neve se ne frega”, “Lettere d’amore nel frigo”, “Il rumore dei baci a vuoto,” “Scusate il disordine”, “È andata così”, scritto con Massimo Cotto. Domani esce per Mondadori “Una storia”, la sua autobiografia.

Luciano Ligabue presenterà il libro domani alle ore 21 a Torino, presso OGR in Corso Castelfidardo 22, Torino. L’incontro, in collaborazione con il Salone del Libro di Torino, sarà moderato da Bruno Ventavoli. L’evento è sold out, ma è possibile iscriversi a una lista d’attesa accessibile dal sito di OGR Torino. Per chi non riuscisse a prenotarsi, l’evento è in streaming sui canali YouTube e Instagram di OGR Torino e sui canali YouTube e Facebook di Mondadori.

“Una storia”, Luciano Ligabue si racconta in un’autobiografia

C’è un intero universo, circoscritto e infinito, nella narrazione autobiografica di Luciano Ligabue. Sessant’anni di vita che, in virtù di una scrittura in stato di grazia, si elevano a vera e propria storia, tutta da leggere, tutta da rivivere.

Luciano Ligabue, l'autobiografia "Una storia"
La cover dell’autobiografia di Luciano Ligabue

Una storia, questo il titolo che Luciano Ligabue ha scelto, perché questo libro è sia la sua storia, quella più intima, personale e famigliare, sia un meraviglioso racconto che abbraccia la provincia italiana, dagli anni Sessanta ad oggi. Affrontando per iscritto il bilancio della sua esistenza, con l’eclettismo artistico che gli è proprio, il Liga esce dai comodi confini del classico resoconto biografico e tratteggia magistralmente situazioni, luoghi e persone, donando loro una dimensione romanzesca. Li fa vedere, toccare e conoscere.

È tutto un prato. È tutto un prato con noi sopra. Sappiamo di selvatico, di erba medica, di fossi e di sudore seccato. Di fuga da un altro guaio. Dopo aver corso come Domenghini, ci lasciamo cadere a pancia in giù, tiriamo il fiato e l’aria sa di terra. Quando ci giriamo vediamo un pomeriggio che non finisce mai.

E invece finisce e ci fa lasciare sempre qualcosa a metà.  I bagni in mutande nei canali, le gogne inflitte e subite, le gare in bici fino al cartello, la testa sotto la fontana con l’acqua che sa di ferro, le cerbottane e le fionde, le manate ai campanelli, la fitta al cervello per il morso al ghiacciolo. Le strisce di verde che non vengono mai via.

Segno le braghe a mia madre e le dico: «Non stare a lavarle, le rimetto così fino a quando ricomincia scuola».

«Tant t’è bel li stes» sorride lei, sei bello lo stesso.

La Rina che mi perdona sempre.

La storia di Luciano Ligabue, alla fin fine, non è altro che “una storia”, ma di quelle che ne contengono cento, e altre cento ancora. Come dice lui stesso: “Nessun libro può contenere la vita di qualcuno. Ma i ricordi che contano sì. Con quelli ci si può provare.”

La foto di apertura è di Ray Tarantino©

 

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