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“Passing – Due donne”, Rebecca Hall debutta alla regia su Netflix

“Passing” significa passando, ma anche transitorio, fugace, di passaggio. Passando attraverso le stagioni, da una torrida giornata d’estate, a una notte gelida imbiancata dalla neve. “Passing”: transitorio e fugace. Come la vita.  

Una pellicola in bianco e nero per parlare di bianchi e di neri nell’America degli anni Venti. “Passing – Due donne” è un film che scorre lento, come uno di quei grandi fiumi americani dove la vita passa monotona al suono del jazz. Un fiume di invidia, vittimismo, autolesionismo, insoddisfazione.

Il titolo di “Passing” in italiano è “Due donne”. Irene o Reenie (Tessa Thompson) e Clare (Ruth Negga). Due donne nere, che vogliono “passare” per bianche.

Passing, il film di Rebecca Hall

Nonostante “Passing” abbia una fotografia costruita nei minimi dettagli, firmata da Eduard Grau, con riprese eleganti, un dialogo costante tra luci e ombre, e inquadrature che danno al film una notevole potenza visiva, la sceneggiatura passa fugacemente sulle tematiche del libro di Nella Larsen, da cui è tratto, e il film di Rebecca Hall non riesce a colmare con le immagini i vuoti lasciati dalla sua scrittura.

"Passing - Due donne", il film di Rebecca Hall

La nuova borghesia nera, l’America razzista WASP, i neri di razza mista che riuscivano a farsi passare per bianchi, la psicologia di Irene e Clare, restano sempre sfocati come immagini in secondo piano.

La lentezza con cui si muove la macchina da presa, le inquadrature che ci fanno vedere il mondo di Reenie attraverso i suoi occhi, l’uso del bianco e nero, il sound design meticoloso, ci mettono davanti a un thriller psicologico che però resta sempre nella fase preparatoria. L’afa torrida dell’apertura, che toglie il respiro, si gela lentamente, insieme alle aspettative dello spettatore. 

“Passing – Due donne”, la sinossi

A New York, alla fine degli anni Venti, mentre si afferma il movimento culturale afroamericano denominato Rinascimento di Harlem, due donne di colore, Irene Redfield e Clare Kendry, riescono a farsi passare per bianche. Un pomeriggio d’estate, le due, che sono state amiche d’infanzia, si incontrano per caso, e Irene, pur con una certa riluttanza, fa entrare in casa sua Clare, la quale ben presto si attira le simpatie del marito, di tutta la famiglia e infine dell’intera cerchia sociale di Irene. A mano a mano che le vite delle due donne si intrecciano sempre più strettamente, Irene si rende conto che Clare sta portando lo scompiglio nel suo mondo, tra ossessioni, rimozioni e bugie.

"Passing - Due donne", il film di Rebecca Hall

Il titolo italiano, “Due donne”, rende forse bene il rapporto tra fotografia e sceneggiatura, caratterialmente diverse come Irene e Clare, l’una attenta, riflessiva, introspettiva, e l’altra superficiale, ambigua, che tenta di costruire un legame profondo con la sua storia senza riuscirci per mancanza di determinazione.

“Passing – Due donne” è una storia che oscilla tra sensuale e cerebrale, senza essere mai veramente né l’una né l’altra. Un film che ti coinvolge visivamente, complice anche il formato in 4:3, come nella Hollywood classica, ma che passa senza aver creato un legame con lo spettatore.

Rebecca Hall, il debutto come regista

Esordio dell’attrice Rebecca Hall dietro la macchina da presa, il film è stato fortemente voluto dalla regista inglese perché, come spiega lei stessa: «Mio nonno era nero e si è fatto passare per bianco per gran parte della sua vita».

"Passing - Due donne", il film di Rebecca Hall

«Ne ho parlato a un amico», ha raccontato la Hall, «e lui mi ha suggerito di leggere “Passing”. Ho letto il libro, l’ho messo giù e ho scritto la sceneggiatura. In una decina di giorni avevo una bozza. La notte in cui l’ho finita, sono andata a un evento a cui partecipava anche David Bowie, uno dei miei idoli. Siamo finiti a parlare di libri. Fino ad allora, quando nominavo “Passing” nessuno l’aveva mai sentito, ma Bowie lo citava come uno dei suoi romanzi preferiti. L’indomani mi ha inviato una rara biografia di Larsen e una nota di incoraggiamento a portare avanti l’idea di farne un film. Ho studiato e letto molto, e poi ho scritto un’altra bozza con tutta quella conoscenza incorporata. Alla fine ho deciso che avevo bisogno di fare questo film per la mia formazione come regista, per il tipo di cinema che amo, e perché fare questo film era il mio modo di tornare alla mia famiglia con compassione, generosità e amore verso coloro che si sono costruiti la loro identità in un mondo che li temeva e li disprezzava».

“Passing – Due donne” sarà distribuito da Netflix.

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