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Scuola, i pro e i contro del ritorno alla didattica in presenza: i pareri di psicologi e psichiatri

Scuola, i pro e i contro del ritorno in classe
Il ritorno a scuola rappresenta due desideri contrastanti: la voglia di tornare alla normalità e la paura nei confronti del momento storico. Questo timore è scaturito dalla probabilità che un ritorno tra i banchi possa compromettere la salute di bambini, insegnanti e familiari.

Dopo mesi di didattica a distanza, ritorno a scuola è stato, in questi giorni, oggetto di analisi e approfondimenti da parte di alcuni psicologi e psichiatri italiani. Gli psicologi pugliesi Daniela Sannino e Antonio di Gioia sono intervenuti per commentare le reazioni dei genitori. Inoltre hanno cercato di portare alla luce le dinamiche di un momento che richiede un grande sforzo da parte di tutti gli attori coinvolti. Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e della International Psychoanalytical Association (IPA), invece, ha spiegato il motivo per il quale è compromettente il ritorno frazionato alle lezioni in presenza per le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Il nuovo modello educativo digitale: il ritorno a scuola commentato dalla psicologa Daniela Sannino

La scuola, quella in presenza, fatta di insegnanti, studenti, momenti di crescita sociale, è stata catapultata, in tempi straordinariamente rapidi, in un modello educativo alternativo, quello digitale. A tal proposito, ecco quanto esplicita Daniela Sannino, psicologa e psicoterapeuta. «L’incertezza sull’andamento dei contagi da Covid-19 e l’ipotesi di un rientro a scuola stanno mettendo, un’altra volta, in allerta le famiglie. Paura, ansia, rabbia ma, allo stesso tempo, desiderio di ritornare in classe per un graduale ritorno alla normalità, coinvolgono genitori e figli. Alcune famiglie, considerano la didattica in presenza un rischio troppo alto al quale esporre i propri figli. Altre, invece, sono favorevoli alla scuola in presenza, in quanto rappresenta una soluzione alle proprie organizzazioni per le esigenze di lavoro».

Scuola, i pro e i contro del ritorno in classe

 

La relazione tra genitori e figli messa a dura prova

La Dott.ssa Sannino continua la sua analisi, riportando le nuove modalità dei processi educativi. «Molti genitori, hanno dovuto riorganizzare la gestione delle attività quotidiane avvalendosi dell’aiuto, chi ne ha avuto la possibilità, dei nonni, zii, parenti. C’è, però, anche la paura del contagio dei nonni, soggetti più a rischio. Tutto questo aumenta l’incertezza e mette a dura prova la relazione fra pari e fra genitori e figli. I  ragazzi e adulti possono, insieme, socializzare di più le paure, le tensioni. È il momento in cui gli adulti possono imparare dai ragazzi, accettare le loro proposte per gestire al meglio l’organizzazione di un quotidiano ormai cambiato».

Scuola, i pro e i contro del ritorno in classe

Lo psicologo Antonio di Gioia analizza le difficoltà di organizzazione all’interno delle famiglie

Lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Di Gioia fa luce sulle difficoltà di organizzazione all’interno delle famiglie, indotte dal nuovo modello di didattica. «Fra qualche mese toccheremo l’asticella del primo anno, un anno che ha tracciato un segno indelebile nella crescita personale di tutti i nostri ragazzi. Hanno convertito le loro abitudini giornaliere ed hanno fatto i conti con nuove modalità di studio e di gestione del tempo. Seppur con numerose difficoltà legate all’utilizzo dei nuovi dispositivi tecnologici non sempre all’altezza delle esigenze, le famiglie hanno sperimentato un modello di didattica alternativo al quale non erano preparati. In molti casi, hanno avuto serie difficoltà di organizzazione a causa, fra le altre motivazioni, degli impegni lavorativi».

Scuola, i pro e i contro del ritorno in classe

La psichiatra Adelia Lucattini è contraria al ritorno a scuola in presenza frazionato

Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e della International Psychoanalytical Association (IPA) è contraria al ritorno frazionato alle lezioni in presenza, per le scuole secondarie di primo e secondo grado.

«Il pericolo maggiore è l’instabilità emotiva, non la perdita relativa di nozioni, perché queste ultime si possono recuperare, mentre se nei ragazzi si mina la sicurezza e la stabilità, si danneggia la struttura per pensare. – spiega Lucattini. Le prime conseguenze, possono essere i problemi di attenzione e concentrazione con una minore capacità di apprendimento e, quindi, un rendimento scolastico più basso. Le seconde, sono l’instabilità dell’umore e i comportamenti trasgressivi o “di ritiro” ed evitamento. Cambiare continuamente le carte in tavola senza una prospettiva temporale precisa porta, invece, ad avere una sensazione di pericolo, moltiplica l’incertezza e la paura. Quindi, sarebbe meglio scegliere una situazione che rimanga la stessa per tutta la durata dell’emergenza».

 

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