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12 dicembre, giornata delle persone scomparse. Mauro Valentini di Penelope: «Illuminiamo di verde i monumenti»

Il 12 dicembre è la giornata delle persone scomparse. Ne parliamo con Mauro Valentini di Penelope, autore di “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.
61.826: questo il numero delle persone a tutt’oggi scomparse in Italia. Una vera e propria emergenza sociale che coinvolge non solo i familiari, ma tutta la società civile. Un fenomeno importante. È come se cittadine come Viareggio o Massa Carrara sparissero di colpo. Il 12 dicembre è la giornata dedicata alle persone scomparse, e noi ne abbiamo parlato con Mauro Valentini, giornalista, scrittore, consigliere Penelope Lazio e autore del libro Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.

Una voce familiare che saluta, una porta che si chiude, un figlio che esce. Un marito, una moglie, un genitore, una sorella, un fratello: persone che amiamo che, quotidianamente, salutiamo in modo frettoloso. Tanto «ci vediamo dopo». Ma per migliaia di persone, quel dopo non è più arrivato. I dati sono dell’associazione Penelope Italia, e il 12 dicembre è la giornata dedicata alle persone scomparse. Una giornata di sensibilizzazione nazionale al fenomeno. Una giornata che vuole esser di ricordo per gli scomparsi, e di sostegno alle famiglie che cercano un loro caro.

Non sapere se i propri familiari siano vivi, stiano bene, abbiano bisogno di aiuto, se siano vivi o morti, come inghiottiti in un buco nero, senza una motivazione, una spiegazione, lascia aperta una ferita che non è facile rimarginare. Il tempo si ferma, la testa non smette di pensare e il cuore di sanguinare, in un’attesa straziante attesa. Questo è il dramma che vivono i familiari di una persona scomparsa. Ed è un dramma che può colpire chiunque.

Abbiamo affrontato un tema così delicato con Mauro Valentini, giornalista, scrittore,consigliere Penelope Lazio e autore del libro Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.

Il 12 dicembre è la giornata delle persone scomparse. Ne parliamo con Mauro Valentini di Penelope, autore di “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.

L’Associazione Penelope: cos’è e di cosa si occupa?

Penelope Italia nasce nel 2002 per aiutare i familiari delle persone scomparse ed è una realtà presente in quasi tutte le Regioni italiane. Ha una struttura che aiuta i familiari nel primo intervento, a livello psicologico e legale, grazie a professionisti forensi, medici e psicologi che, volontariamente, mettono a servizio delle famiglie le loro competenze. Penelope fornisce anche supporto logistico, perché se uno scompare a Roma e la sua famiglia è a Catania, per soggiornare a Roma per settimane o mesi serve un aiuto.

Penelope si impegna moltissimo nei casi di ritrovamento di adolescenti, ad esempio, nell’azione di supporto psicologico gratuito, perché dietro a un ragazzo che scappa di casa, c’è un malessere che va affrontato. Un adolescente che scompare e decide di dormire alla stazione, si mette in una situazione di pericolo che bisogna scongiurare. Una fuga, che all’inizio può sembrare una bravata, potrebbe diventare una tragedia. Quindi cerchiamo di intervenire affinché certe recidive non accadano. Chi lo fa una volta, ha avuto un motivo per farlo. È questo che va affrontato.

Il 12 dicembre è la giornata delle persone scomparse. Ne parliamo con Mauro Valentini di Penelope, autore di “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.

Il 12 dicembre Penelope Italia ricorda la giornata dedicata alle persone scomparse. In che modo?

Abbiamo chiesto ai prefetti di accendere le prefetture e i monumenti di verde, che è il nostro simbolo di speranza. Lo scorso anno lo hanno fatto. Speriamo anche quest’anno. Come recita il motto dell’associazione: “Chi dimentica, cancella e noi non dimentichiamo” .

Esiste il profilo di una persona che scompare?

No, gli scomparsi sono anziani, bambini, persone di qualsiasi età. Scompaiono perché hanno problemi, di natura psicologica o fisiologica. Alcune vicende entrano nella nostra storia, come quelle di Emanuela Orlandi, Mirella Gregori, Roberta Ragusa: casi noti tuttora  irrisolti. Ma non tutti finiscono nelle pagine dei giornali, non tutti hanno la visibilità mediatica. C’è un mondo di scomparsi che è silenzioso. 

Purtroppo molte delle scomparse sono degli omicidi camuffati. Molte sono tragedie, tipo uno che cade da un dirupo e non viene più trovato. Purtroppo stiamo assistendo ad un’evoluzione sinistra, per cui, in casi di femminicidio, gli assassini provano a camuffarli da scomparse. 

Il 12 dicembre è la giornata delle persone scomparse. Ne parliamo con Mauro Valentini di Penelope, autore di “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.

Quali sono gli obiettivi raggiunti da Penelope Italia in questi anni?

Penelope Italia nel corso dei suoi 18 anni, ha combattuto  molte battaglie. Ha ottenuto l’istituzione della figura del Commissario Straordinario per le persone scomparse facente parte del Ministero dell’Interno. È stata parte attiva nella promulgazione di una Legge, la 203 del 2012, che regola le azioni che le forze dell’ordine devono mettere in campo immediatamente nei casi di scomparsa. 

Il problema principale è attivare immediatamente i protocolli di legge per le persone scomparse: le prime 48 ore sono quelle cruciali. Sembrerà strano, ma fino al 2012, per denunciare una scomparsa, dovevi pregare il commissariato di zona che accettasse la denuncia. Ai familiari dicevano «vabbè, poi si trova, sarà un moto rabbioso». Nel caso di maggiorenni, poi, era ancora più difficile, perché sono liberi di andare dove vogliono. Adesso, anche davanti ad un maggiorenne, sono obbligati a prendere la denuncia di scomparsa. Quello delle persone scomparse, è un fenomeno importante. È come se cittadine come Viareggio o Massa Carrara sparissero di colpo. Questi sono i  numeri. 

Ci sono segni che la famiglia può intercettare? 

Nei giovani i segnali sono i più disparati. Però c’è un fenomeno importante, che è quello degli anziani affetti da Alzheimer o da demenza che, se non assistiti, scompaiono. Questo diventa anche un problema di natura legale, perché spesso vengono accolti in ospedale senza avvisare alcun parente. 

Sembra assurdo, ma non esiste una banca dati che confronti le persone in ospedale, senza nome, con gli scomparsi. La cosa più terribile, poi, è l’assenza di una banca dati dei corpi privi di identità. Ogni cadavere ha una famiglia che lo sta cercando. Ci sono corpi che giacciono anche per 10 anni dentro un obitorio e magari ci sono famiglie che cercano quel parente e non hanno pace. È fondamentale chiudere quel cerchio che porta dalla vita alla morte e consentire ai familiari di piangere la morte dei loro cari. 

È incredibile dover ancora chiedere una cosa banale, come un file excel dove mettere le caratteristiche del corpo non reclamato. Avere una banca dati facilmente raggiungibile dagli ospedali e dalle forse dell’ordine all’interno degli ospedali, sarebbe già di grande aiuto. 

Noi di Penelope chiediamo poi la banca del DNA, perché sono migliaia le salme in attesa di un nome. Solo la buona volontà degli operatori che guardano una trasmissione come Chi l’ha visto?, oppure consultano i siti delle associazioni, permette, a volte, un ricongiungimento. Ma non possiamo andare avanti a buona volontà. Istituire norme, in questa situazione, è un atto di civiltà.

Il 12 dicembre è la giornata delle persone scomparse. Ne parliamo con Mauro Valentini di Penelope, autore di “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”.

Immagino che la cosa peggiore sia non sapere il destino dei propri cari…

Per questo siamo un’associazione “amici delle famiglie degli scomparsi”. Alcune scomparse diventano lunghissime. Penso, ad esempio, a Mirella Gregori, sulla cui storia ho scritto un libro. La mamma è stata affacciata per tre anni ad aspettarla. Quando hanno dovuto cambiare casa e le hanno tolto il telefono, perché allora non si poteva traslocare il numero, lei è impazzita dal dolore perché diceva «e se poi torna, se chiama e non mi trova?» È ovvio che Mirella avrebbe saputo a chi rivolgersi, ma per la madre era una sorta di abbandono. Bisogna supportare le famiglie in questo senso. È ciò che fanno i volontari di Penelope: sono a disposizione per aiutare famiglie che affrontano questo tipo di tragedia.

 

 

 

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