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Green Pea: a Torino Oscar Farinetti lancia il primo centro interamente dedicato allo shopping sostenibile

Green Pea: a Torino Oscar Farinetti inaugura il centro commerciale dedicato allo shopping sostenibile
Green Pea è il primo Green Retail Park al mondo. Oscar Farinetti ha lanciato a Torino il suo terzo progetto imprenditoriale, dopo Unieuro e Eataly. Si tratta di un centro di 15.000 mq, interamente dedicati ai prodotti sostenibili e rispettosi della terra, dell’aria, dell’acqua e delle persone.

Il 9 dicembre 2020 a Torino è stato inaugurato Green Pea, dedicato al tema della sostenibilità ambientale, aperto al pubblico ieri. 15mila metri quadrati tradotti in 5 piani comprendenti 66 negozi, un museo, 3 luoghi di ristorazione, una piscina, una SPA e un club. All’interno di questa struttura, si va alla riscoperta di prodotti che, giunti a fine vita, si possono riutilizzare o riciclare. Il centro, è sorto proprio a fianco di Eataly, progettato dallo stesso Farinetti e inaugurato nel 2007.

Sostenibilità e avanguardia: le parole chiave di Green Pea Torino

La sostenibilità è un tema di grande attualità. Lo hanno appurato i fondatori di Eataly, il colosso specializzato nella vendita e nella distribuzione di generi alimentari italiani di alta gamma, che ampliano i propri orizzonti orizzonti con un nuovo progetto ambizioso che, oltre al food, coinvolge anche i settori moda e lifestyle: Green Pea che letteralmente significa “pisello verde”, è un centro commerciale dedicato allo shopping sostenibile a 360°. La struttura abbraccerà istruzione, moda, interior design, bellezza, automotive e intrattenimento, il tutto votato alla sostenibilità. 100 i partner coinvolti nel progetto, con una missione in comune: vendere prodotti attenti all’ambiente, in uno spazio all’avanguardia.

Green Pea: a Torino Oscar Farinetti inaugura il centro commerciale dedicato allo shopping sostenibile
Photo Credits: Valeria Torchio©

La struttura architettonica del centro commerciale dedicato alla sostenibilità a Torino

Gli architetti ACC – Cristiana Catino e Negozio Blu Architetti Associati – e Carlo Grometto, hanno dato vita a un luogo con le caratteristiche di un organismo naturale. L’edificio è costruito interamente con materiali riciclabili (acciaio, ferro e vetro). La struttura in legno esterna (che ricorda un gianduiotto) è stata realizzata con i resti di alberi caduti per motivi naturali. Il  giardino pensile, invece,  ospita oltre 2mila piante. Green Pea utilizza fonti rinnovabili garantendo un’elevata efficienza e una riduzione delle emissioni di CO2.

Green Pea: a Torino Oscar Farinetti inaugura il centro commerciale dedicato allo shopping sostenibile
Photo Credits: Valeria Torchio©

I piani dedicati allo shopping di Green Pea

Al piano zero del centro commerciale, troviamo le proposte di Fiat Chrysler, Iren, Enel X, Tim e Unicredit, nonché il museo ‘Green Pea discovery museum’. Al primo piano sono presenti oltre 40 partner del settore casa. tra i quali Whirlpool, Roda, Gervasoni, Riva 1920, Pianca, Rubelli, Artemide. Il piano superiore è dedicato alla moda. Il centro schiera nomi come quelli di Borbonese, Timberland, PT (Pantaloni Torino), Patagonia, Ecoalf, North Sails. Al terzo piano fanno capolino la bellezza e l’alta moda, con Ermenegildo Zegna, Brunello Cucinelli, Herno e Sease, che proporranno concept store dedicati a Green Pea, affiancati dalla zona sartoria. Non mancano libri, cultura e cibo, dal Bistrot Pop a un ristorante stellato, fino al club dedicato all’ozio creativo, con Spa, cocktail bar. inoltre, la struttura ospita la prima piscina a sfioro torinese, affacciata sull’arco alpino. Attualmente,  non è visibile al pubblico.

Green Pea: a Torino Oscar Farinetti inaugura il centro commerciale dedicato allo shopping sostenibile

“From duty to beauty” : un inno alla sostenibilità

La famiglia Farinetti vuole contribuire a un cambio di visione dei consumi cominciando proprio dallo slogan di Green Pea : “from duty to beauty”. Secondo questi imprenditori, infatti, la sostenibilità può passare dall’essere un dovere a una forma di bellezza. Prima o poi la pandemia passerà e, dopo di lei, avremmo buone possibilità di incombere nella crisi ambientale. Potrebbe diventare irreversibile se non ci sarà un cambio di visione e di stile di vita.

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