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È morto Gigi Proietti: il grande attore ci lascia nel giorno del suo ottantesimo compleanno

è morto Gigi proietti
Doveva essere una giornata di festa, per celebrare un traguardo importante: quello degli ottant’anni. Invece il cuore di Gigi Proietti, mostro sacro della recitazione, si è fermato alle 5:30 di questa mattina nella clinica romana Villa Margherita.

«Nelle prime ore del mattino è venuto a mancare all’affetto della sua famiglia Gigi Proietti». Ne danno comunicazione la moglie e le figlie del noto attore romano. «Nelle prossime ore daremo comunicazione delle esequie», dicono Sagitta, Susanna e Carlotta. Gigi  Proietti morto proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Nato a Roma il 2 novembre 1940, l’attore, regista e drammaturgo aveva sempre ironizzato sulla sua data di nascita: «Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre».

Gigi Proietti era ricoverato da due settimane per problemi al cuore. Ieri sera, purtroppo, le sue condizioni si sono aggravate.

Gigi Proietti, una carriera lunga sessant’anni

Nato a Roma, Luigi Proietti dopo il diploma al liceo classico  si iscrive al corso di laurea in Giurisprudenza, che abbandona a soli sei esami dalla laurea. Appassionato di musica sin da bambino, suona vari strumenti tra cui la chitarra ed il pianoforte. Nel tempo libero inizia a esibirsi come cantante nelle feste, nei bar all’aperto, e, più avanti, nei night-club più celebri della capitale. 

Parlando di questo periodo, in un’intervista rilasciata nel 2016 al Corriere della Sera, Proietti ricordava: «Per mantenermi agli studi cantavo nei night club. Cominciavo alle 10 di sera e finivo alle 4 del mattino, uscivo fuori con un collo gonfio… Non c’era misura di camicia che tenesse: ce voleva un copertone». Il giovane Proietti, rivela tuttavia di non essere inizialmente interessato al mondo del teatro: «Assolutamente no! A teatro non c’ero mai stato e poi non ero figlio di attori».

Dopo aver lasciato la facoltà di Giurisprudenza, Gigi Proietti inizia a frequentare il corso di mimica del Centro Universitario Teatrale. A partire dal 1964 ricopre ruoli di contorno sul palcoscenico con il Gruppo Sperimentale 101, e inizia a recitare i primi ruoli.

addio a Gigi Proietti

Primi successi ed esordi cinematografici

Già a quattordici anni Gigi Proietti viene scritturato al cinema come comparsa nel film Il nostro campione, diretto nel 1955 da Vittorio Duse. Nel 1964 interpreta un altro piccolo cameo in Se permettete parliamo di donne del maestro Ettore Scola. Nel 1966 che debutta contemporaneamente sul grande e piccolo schermo.  Al cinema lo vediamo in un episodio de Le piacevoli notti nel 1966, e in ruoli più corposi in Lo scatenato, La matriarca e Una ragazza piuttosto complicata. Tinto Brass è il primo regista a valorizzarlo con un ruolo da protagonista nel suo film L’urlo del 1968, presentato in concorso al Festival di Cannes. In televisione esordisce nello sceneggiato I grandi camaleonti (1964), diretto da Edmo Fenoglio. 

Il successo con Alleluja brava gente

Il primo, clamoroso successo arriva nel 1970. Proietti viene improvvisamente chiamato a sostituire Domenico Modugno nella parte di Ademar nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluja brava gente«Una botta di fortuna. Lì capii che si poteva coniugare il teatro lucido con la qualità artistica: il cosiddetto teatro popolare», raccontò anni dopo.

Il trionfo dei One-Man Show

Dopo una serie di prove teatrali, nel 1976 Gigi Proietti stringe un  sodalizio con lo scrittore Roberto Lerici, insieme al quale scrive e dirige i suoi spettacoli, rimasti nella storia. Il  più celebre è A me gli occhi, please (1976), riportato in scena nel 1993, 1996 e nel 2000, in una memorabile performance allo Stadio Olimpico della sua città natale. Memorabili anche Come mi piace (1983), Leggero leggero (1991) e, per la televisione, Attore amore mio (1982) e Io, a modo mio (1985).

In questi spettacoli Proietti, totalmente privo di guida registica, ha modo di scatenare la sua verve attoriale. È monologhista, cantante, imitatore, ballerino. Le sue performance ottengono un dirompente successo di pubblico. Dalle 6 serate inizialmente previste, si arrivò a superare le 300, con oltre 2000 spettatori di media a riempire i teatri tenda e i palasport di tutta l’Italia-

Ancora oggi A me gli occhi, please, anche per i suoi risvolti in parte drammatici, è riconosciuta una delle prove teatrali più riuscite e uniche di sempre.

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Gigi Proietti tra teatro, cinema, TV e radio

Negli anni 1970 recita come protagonista assoluto nei film Gli ordini sono ordini (1970), Meo Patacca (1972), Conviene far bene l’amore (1975), Languidi baci, perfide carezze (1976). Notevoli sono anche le partecipazioni comprimarie in film di rilievo come La proprietà non è più un furto (1973) di Elio Petri, L’eredità Ferramonti (1976) in un memorabile duetto con Anthony Quinn, e soprattutto in Casotto (1977) insieme a Ugo Tognazzi e una giovane Jodie Foster. 

Passa con incredibile disinvoltura dalla commedia, al ruolo impegnato, dal dramma erotico al film grottesco. Partecipa a film di Bolognini, Monicelli, Petri e Magni e Alberto Lattuada. Partecipa inoltre ad alcuni film statunitensi diretti da registi di prestigio come Lumet, Altman e Ted Kotcheff, nonché con il francese Bertrand Tavernier. 

Mandrake in Febbre da cavallo

La grande consacrazione cinematografica di Gigi Proietti arriva nel 1976 con il ruolo brillante che diventa il suo più celebre, ovvero quello dello sfortunato indossatore Bruno Fioretti. Nella commedia di Steno Febbre da cavallo, Fioretti detto Mandrake inventa qualsiasi stratagemma per poter giocare ai cavalli in società con alcuni suoi amici perdendo regolarmente.

La pellicola, accolta inizialmente con freddezza da parte della critica cinematografica, con il passare degli anni è diventata un vero e proprio film di culto. Una delle sequenze più memorabili del film è senza dubbio quella della storica tris, che si ritorcerà contro ai tre protagonisti, dei cavalli King, Soldatino e D’Artagnan.

Nel 2002 viene girato il sequel, Febbre da cavallo – La mandrakata, diretto dal figlio di Steno, Carlo Vanzina,  definito dallattore un «ritorno sul luogo del delitto». La riproposizione dello storico trasformista indebitato Mandrake lo porta a vincere un Nastro d’argento come miglior attore protagonista.

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La nascita del Laboratorio 

Nel 1978 assume, insieme a Sandro Merli, la direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma, creando un suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche per i giovani attori, portando in scena con i suoi allievi durante gli anni 1980 numerosi spettacoli assai apprezzati. In particolare questa particolare gavetta segnerà l’esordio di tanti futuri e apprezzati volti del mondo dello spettacolo: tra questi ci furono Flavio Insinna, Chiara Noschese, Giorgio Tirabassi, Enrico Brignano, Massimo Wertmüller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà, Francesca Reggiani, Gabriele Cirilli e Sveva Altieri.

Gigi Proietti doppiatore

Proietti si è cimentato con successo anche nel campo del doppiaggio, dove inizia nel 1964 prestando la voce al Gatto Silvestro dei cartoon della Warner Bros., quindi a celebri divi del grande schermo come Robert De Niro, Sylvester Stallone, Richard Burton, Richard Harris, Dustin Hoffman, Charlton Heston e Marlon Brando, nonché per George Segal in Tenderly di Franco Brusati e persino a Michel Piccoli nel Diabolik di Mario Bava. Più recentemente ricordiamo il suo doppiaggio del personaggio del Genio della lampada nel film Aladdin (1992), prodotto dalla Walt Disney Pictures, che ripeterà anche nei due sequel distribuiti soltanto in home video, Il ritorno di Jafar e Aladdin e il re dei ladri, e in due videogiochi ispirati al film, La sfida per Agrabah e La bottega dei giochi di Aladdin. 

Tuttavia il suo lavoro più celebre resta forse quello del primo Rocky del 1976, in cui doppiò un esordiente Sylvester Stallone.

Un altro suo doppiaggio è quello dei personaggi dei due draghi siamesi Devon e Cornelius nel film d’animazione La spada magica – Alla ricerca di Camelot, dove li doppia con due toni di voce diversi.

I successi in TV: Il maresciallo Rocca

Nel 1992 Gigi Proietti ottiene un discreto successo con le serie di telefilm Un figlio a metà, bissato dal seguito Un figlio a metà – Un anno dopo (1994), diretti da Giorgio Capitani, dove interpreta il ruolo di un doppiatore cinematografico (che esercita anche nella realtà e con successo). Due anni dopo, è ancora diretto da Capitani nella sitcom Italian Restaurant (1994) con Nancy Brilli in cui è il proprietario di un ristorante italiano a New York.

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Nel 1996 arriva il trionfo della serie televisiva Il maresciallo Rocca, creato dalla coppia di scrittori Laura Toscano e Franco Marotta e ancora diretto da Capitani, nella quale l’attore romano interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, vedovo con tre figli, maresciallo comandante della stazione dei Carabinieri di Viterbo, che tra un caso e l’altro si innamora di una deliziosa farmacista, interpretata da Stefania Sandrelli. La serie, partita in sordina su Rai 2, conquista i favori del pubblico fino a superare agevolmente i dieci milioni di telespettatori a sera e a fare seria concorrenza a trasmissioni ampiamente collaudate come il Festival di Sanremo. L’ultima puntata registrò il record di quasi 16 milioni di spettatori permettendogli di vincere il Premio TV come personaggio maschile dell’anno.

Verso la fine degli anni 1990 Proietti interpreta un altro personaggio creato da Toscano e Marotta, L’avvocato Porta, in due stagioni dirette da Franco Giraldi per Canale 5, ma con minor successo.

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Le ultime apparizioni in TV e al cinema

Nel 2017 conduce in prima serata su Rai 1 il varietà Cavalli di battaglia. Lo show ripropone i migliori “sketch” del maestro oltre ai numerosi cavalli di battaglia sia suoi che dei vari ospiti che si susseguono. Nel 2018 è narratore/ospite in Ulisse – Il piacere della scoperta, programma documentaristico di Rai 1.

Il 19 gennaio 2019 conduce in diretta su Rai 1 l’evento inaugurale di Matera capitale europea della cultura 2019 alla presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte ed al capo dello stato Sergio Mattarella. 

Il 12 marzo compare nella prima puntata di Meraviglie – La penisola dei tesori, altro programma documentaristico condotto da Alberto Angela. Nel dicembre scorso lo abbiamo visto al cinema con Pinocchio di Matteo Garrone, dove interpreta Mangiafuoco.

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