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“Un bene da coltivare”: una villa confiscata alla mafia diventa un orto didattico col crowdfunding Bicocca

Trasformare una villa confiscata alla mafia in un orto didattico. È questo l’obiettivo del progetto “Un bene da coltivare” selezionato nell’ambito della seconda edizione di Bicocca Università del Crowdfunding. La raccolta fondi parte oggi su Produzioni dal Basso e avrà il sostegno di Fondazione di Comunità Milano.

Un orto didattico e comunitario nel giardino di una villa confiscata a un narcotrafficante della mafia. È l’obiettivo di “Un bene da coltivare”, progetto selezionato nell’ambito della seconda edizione dell’Università del Crowdfunding, il programma di finanza alternativa dell’Università di Milano-Bicocca, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori, dottorandi e dipendenti dell’Ateneo di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

La campagna di crowdfunding servirà per trasformare la villa che si trova a Rozzano in un vero e proprio percorso didattico e dimostrativo. Saranno realizzate 12 aiuole di circa 8 metri quadri l’una. Sono previste anche una piccola serra per la crescita dei germogli e una lombricaia per la produzione del compost. Ultimati i lavori, sarà offerto alla cittadinanza un corso di formazione gratuito della durata di 16 ore. Villa e giardino saranno anche aperti una domenica al mese per circa 100 famiglie e ospiteranno attività per le scuole.

Il gruppo che ha sviluppato questa iniziativa è composto da dieci persone, ed è guidato da Mara Heidempergher. Mara è una studentessa del corso intensivo per educatori socio-pedagogici dell’Università di Milano-Bicocca.

Un bene da coltivare
Il team: da sinistra Massimo Martin, Mara Heidempergher, Giuseppe Cassata, Michelangelo Mecca, Anita Meschia e il cane Nero

Un luogo che rinasce dopo 10 anni di abbandono e degrado

Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune di Rozzano e l’appoggio di Fondazione di Comunità Milano. Con i soldi raccolti in crowdfunding e grazie al cofinanziamento di Fondazione di Comunità Milano, che scatterà qualora la campagna raggiungesse la metà dell’obiettivo, il team di “Un bene da coltivare” potrà acquistare gli strumenti necessari per realizzare l’orto. Compreranno vanghe, zappe, annaffiatoi, cesoie, motozappe, rastrelli, badili con la consulenza di due agronomi professionisti.

La proprietà consiste in un edificio di oltre 350 metri quadrati su due piani con un giardino di 1.500 metri quadrati. Ci sono una grande fontana abbandonata, un piccolo anfiteatro in cemento, fioriere tonde e statue alte un metro e mezzo. La villa apparteneva a un narcotrafficante che trasportava droga dal Sudamerica in Lombardia ed era stata confiscata definitivamente nel 2008.

Un bene da coltivare

Dopo più di dieci anni di abbandono e degrado, la villa sta lentamente rinascendo come laboratorio di partecipazione e spazio rivolto all’educazione alla legalità, con un forte valore sociale. È sede di spettacoli, concerti, mostre, dibattiti, feste, corsi e laboratori autogestiti.

«Ora, grazie al programma Bicocca Università del Crowdfunding, vogliamo trasformare l’attuale piccolo orto presente nel giardino della villa – continua Mara – in un orto didattico e comunitario esteso per circa 150 metri quadrati di terreno, nella parte a nord del giardino, che risulta particolarmente degradata. Per poi sviluppare un percorso di sostenibilità ambientale e alimentare basato sui valori di legalità e lotta alla mafia da condividere con il maggior numero di persone e famiglie».

«Quando torneremo alla normalità speriamo che l’orto didattico possa diventare un simbolo»

Non manca un pensiero alla situazione attuale, nell’intenzione dei promotori della raccolta fondi. «In questo momento di emergenza sociale che sta condizionando le nostre vite – afferma Mara Heidempergher –, anche se non è facile, bisogna guardare con ottimismo al futuro. Quando torneremo alla normalità speriamo che l’orto didattico, grazie a chi avrà creduto in noi e ci avrà sostenuto, possa diventare un simbolo di quei valori da preservare e sui quali investire di nuovo, come il bisogno di comunità. Partendo in primo luogo dai bambini e dall’educazione».

Un bene da coltivare

Per i tre istituti comprensivi di Rozzano (Calvino, Barozzi Beltrami, Monte Amiata) è previsto un percorso di educazione alla legalità, all’ambiente e all’alimentazione. Un laboratorio rivolto a circa 400 alunni che potranno così conoscere un bene del proprio territorio confiscato alla mafia, scoprire il valore del prendersene cura e imparare con la pratica come cresce il cibo che mangiano.

A partire da oggi e per due mesi è possibile contribuire concretamente alla realizzazione del progetto con una donazione sulla pagina dedicata. Si possono seguire gli sviluppi del crowdfunding sui social con gli hashtag #unbenedacoltivare e #BiUniCrowd. Obiettivo: 5mila euro.

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