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“Cucina di resistenza”, Gaia Menchicchi: «Il ricavato del nostro libro sarà interamente devoluto alla Croce Rossa»

cucina di resistenza
Basta dare una rapida occhiata ai contenuti condivisi sui social network in queste settimane, per rendersi conto che gli italiani, in tempo di Coronavirus, si stanno riscoprendo tutti cuochi! Sarà la noia, sarà la permanenza forzata in casa, ma la cucina è uno dei settori che si stanno esplorando di più. Tutti ai fornelli, insomma!

C’è chi si è impegnato nel proporre in famiglia un piatto della propria tradizione culinaria, chi ha tentato una ricetta da tempo chiusa in un cassetto, chi è andato sul sicuro con il proprio cavallo di battaglia. Pizza e pane sono tra i più gettonati, ma non mancano plumcake e biscotti tra i cibi più fotografati di questi giorni. Farina e lievito sembrano essere diventati più introvabili e pregiati di un tartufo bianco d’Alba! E proprio dall’interesse dimostrato per il settore culinario in tempo di Coronavirus, è nato il libro Cucina di resistenza.

Cucinare al tempo del Coronavirus

La cucina incontra la beneficenza, grazie all’idea di Anna Prandoni e Gaia Menchicchi. La prima (giornalista specializzata in enogastronomia) ci ha messo le parole, la seconda (fotografa e grafica con la passione per la cucina) le immagini. Costrette in casa entrambe e con un umore non proprio alle stelle, una sera hanno deciso di mettere in piedi questa iniziativa, come racconta proprio Gaia:

«In realtà Anna e io avevamo in ballo un altro progetto ben più grande, che l’emergenza ha bloccato. Eravamo un po’ giù e cercavamo qualcosa per tenerci impegnate e abbiamo pensato di pubblicare un libro! All’inizio è nata come scherzo, mai e poi mai avremmo pensato di realizzare davvero una cosa del genere. E invece nel giro di una settimana abbiamo messo insieme tutto il materiale!».

Ad aiutarle, lo chef nonché autore di libri di cucina Fabio Zago:

«Siamo partite dalle nostre ricette preferite e abbiamo optato per qualcosa di facile realizzazione, alla portata di tutti. Poi lui ha aggiunto dei consigli da chef per migliorarle».

Ecco come è nato Cucina di resistenza nel tempo sospeso: cucinare al tempo del Coronavirus, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Croce Rossa Italiana, in prima fila nella lotta al virus:

«Abbiamo deciso di fare qualcosa di bello anche per chi in questo momento non può dilettarsi con la cucina né vedere le cose “positive” di questa situazione. So che è una parola grossa, ma a stare a casa si riscoprono tante cose e molte persone questo non possono farlo. Ci sembrava bello dedicare a loro il libro e i suoi guadagni».

E in effetti questa permanenza in casa ha fatto riscoprire a tanti proprio il piacere della cucina, un effetto che Gaia spiega così:

«Per quanto riguarda me è come una sorta di meditazione, tenere le mani impegnate per creare qualcosa fa bene alla testa. E penso che sia così un po’ per tutti. Io sto facendo tanto il ramen, che mi piace moltissimo, ma anche gli gnocchi e poi mi sto sbizzarrendo con il pane e addirittura con il lievito madre. Questo è probabilmente l’unico momento della vita in cui io ci possa provare!».

Cucina di resistenza nel tempo sospeso: cucinare al tempo del Coronavirus è disponibile sia in versione cartacea che in ebook, per accontentare sia i romantici lettori legati alla carta che quelli più tecnologici che non disdegnano sfogliare le pagine con un clic. Le due autrici invitano tutti a replicare le loro ricette e a condividerle sui social con l’hashtag #cucinadiresistenza. E a tal proposito, i consigli di Gaia per realizzare scatti a prova di like sono:

«Innanzitutto mettersi vicino a una finestra, usare il sole ed esclusivamente la luce naturale. E poi non avvicinarsi troppo al soggetto, perché ne risulterebbe deformato. Infine, smanettare un po’ con le tante applicazioni di post-produzione disponibili. Bisogna trovare un proprio stile».

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