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Allergia o intolleranza al cibo? Chiedere una diagnosi medica ed evitare i provvedimenti fai da te

Cosa vuol dire essere allergico? Sono molte le persone che credono di avere un’allergia a un determinato alimento. Uno studio americano ha dimostrato come il 50% delle persone che dichiarano di avere un’allergia, in realtà, non presenta i sintomi che racconta di percepire

Un’allergia alimentari comporta specifici sintomi. I più comuni sono:

  • prurito in bocca o generale, orticaria, eczema;
  • gonfiore in alcune parti del corpo, quali le labbra, la lingua, il viso, o altre;
  • problemi nella respirazione;
  • dolori all’addome, diarrea, vomito;
  • vertigini.

Lo studio dell’”Anna and Robert H. Lurie Children’s Hospital” di Chicago e della Northwestern University ha preso in analisi circa 40mila persone. Vediamo quali sono i risultati di questa enorme ricerca.

Circa 20mila persone credono di essere allergiche, in realtà la loro è una condizione legata all’intolleranza al cibo. Ciò dimostra quanto sia importante affidarsi a un allergologo, prima di prendere provvedimenti fai da te.

La diagnosi di un allergologo è fondamentale per comprendere quale deve essere l’elemento da eliminare nella dieta, senza incorrere in carenze alimentari. Nello studio si evidenzia un incremento di questa sintomatologia, non legata alle allergie, bensì alle intolleranze.

Altro dato particolarmente importante è che dei 20mila allergici diagnosticati, circa il 40% ha iniziato a percepire i sintomi allergici in età adulta. Questa informazione ha attivato un nuovo campanello d’allarme, che richiede un’indagine sociale e sanitaria ben più approfondita. Infatti, trovare metodi di prevenzione efficace può essere la risposta a questo disagio.

Quali sono i cibi che causano allergie più di frequente?

Spesso i “colpevoli” sono i frutti di mare, i latticini, la frutta secca, le uova, la soia, il glutine, il grano, il sesamo. Una volta entrati in contatto con essi è possibile riscontrare delle complicazioni, da prevenire e curare, per evitare lo shock anafilattico.

Proprio per evitare problemi è necessario evitare il contatto con l’allergene, oppure, in caso di contatto accidentale, è importante intervenire con gli antistaminici. Questi agiscono sulla liberazione dell’istamina da parte dei globuli bianchi. Gli antistaminici hanno però una funzione prevalentemente preventiva, a differenza della terapia dello shock anafilattico, che introduce adrenalina nel corpo.

Ad ogni modo, è consigliabile la consultazione di un medico, per evitare di peggiorare la situazione e provvedere a eventuali test allergologici, che siano in grado di definire precisamente di quale tipologia di allergia si tratta.

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