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Teatro

“Il Quarto Vuoto”, dal 31 gennaio in scena a Napoli il viaggio interiore del regista Mamadou Dioume

Tra i più grandi maestri del teatro contemporaneo, l’attore e regista Mamadou Dioume, storico artista della compagnia di Peter Brook, sarà a Napoli con lo spettacolo “Il Quarto Vuoto”

Il Quarto vuoto è un viaggio esplorativo e di ricerca nell’animo umano, presentato in esclusiva in Campania al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo. Lo spettacolo sarà in scena da venerdì 31 gennaio e poi con le repliche sabato 1 febbraio e domenica 2 febbraio. Lo spettacolo è prodotto da Teatro Hamlet, mentre il testo e la regia sono di Gina Merulla.

In scena con Dioume ci saranno: Sabrina Biagioli, Massimo Secondi, Fabrizio Facchini Andrea LavagninoLa “prima” di venerdì 31 gennaio sarà preceduta alle ore 18:00 dall’incontro “Peter Brook et moi”.  Mamadou Dioume racconterà al pubblico la sua esperienza nel teatro di ricerca e la collaborazione con il regista britannico, maestro assoluto della scena teatrale. L’incontro sarà condotto da Annamaria Sapienza, docente in Discipline dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno. 

 

“Il Quarto Vuoto” è il nome attribuito al Rub’ al-Khali, il secondo deserto di sabbia del mondo per estensione che ricopre un quarto della Penisola Arabica. Lo spettacolo si propone come un viaggio interiore. Diventa un labirinto desolante e seducente, assordante e silenzioso, oscuro e abbagliante in cui non ci si addentra mai veramente.

L’attore come l’essere umano si trova a confrontarsi con il proprio “Quarto Vuoto” in un difficile e complesso percorso di ricerca. Senza paura e senza difese è tenuto a intraprendere un cammino in se stesso.  Oltrepassa i confini del conosciuto e del consapevole per ascoltare la voce del deserto.

Un viaggio incosciente con risvolti a volte comici, a volte dolorosi, a volte sorprendenti che trascende il testo. Si affida completamente ai corpi che come dune in perenne movimento oscillano, dondolano e mutano insieme al vento.

Si tratta di Teatro/Performance durante il quale gli attori e i performers sviluppano una serie di partiture fisiche su musica o silenzio, accompagnante da una voce guida in background.

Il viaggio inizia con le parole di Blaise Pascal: “Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria e l’ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici”. 

Poi si prosegue con una sorprendente partitura, costituita da 81 musiche differenti. Lo spettatore si confronta con la spasmodica ricerca di senso in un’esistenza in cui i valori crollano e il vuoto avanza.

Acquisita consapevolezza, segue il risveglio nel “Quarto Vuoto” e l’esplorazione delle emozioni più feroci e oscure dell’animo umano: paura, dolore, desiderio, caos. Fino alla resa finale. “Il Quarto Vuoto” non va compreso ma vissuto; lo spettatore ha un’unica scelta: lasciarsi andare e arrendersi al viaggio.  

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