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Dior SS27, Jonathan Anderson spoglia il New Look

Dior SS27, i look della sfilata di Jonathan Anderson alla Paris Fashion Week
Dior ha sfilato a Parigi con la collezione SS27: Jonathan Anderson alleggerisce il New Look tra lingerie a vista, trasparenze, Bar Jacket destrutturate e il ritorno della Saddle Bag.

Reggiseni in vista, giacche lasciate aperte, camicie che sembrano indossate in fretta e tessuti così leggeri da muoversi a ogni passo. Per la collezione Dior SS27, Jonathan Anderson mette da parte l’idea di una donna perfettamente composta e porta sulla passerella di Parigi una femminilità più libera, sensuale e volutamente imperfetta.

Dior SS27, la passerella sull’acqua ai Jardin des Tuileries di Parigi
La scenografia della sfilata Dior SS27 ai Jardin des Tuileries di Parigi – ph. courtesy of Dior

La sfilata si è svolta ai Jardin des Tuileries, su una passerella sospesa sull’acqua, tra alberi e una nebbia artificiale che avvolgeva le modelle. In prima fila, un concentrato di star: Rihanna, Jennifer Lawrence, Rosalía, Anya Taylor-Joy, Jisoo, Cynthia Erivo e Mia Goth. Ma questa volta lo spettacolo era soprattutto negli abiti.

Dior SS27, il New Look perde la sua rigidità

Jonathan Anderson parte proprio dai codici che hanno costruito la storia di Dior per cambiarne le proporzioni. La celebre Bar Jacket, simbolo del New Look creato da Christian Dior nel 1947, perde la sua costruzione severa. Il peplum si ammorbidisce, le giacche diventano leggere e talvolta trasparenti, mentre il pied-de-poule passa allo chiffon.

 

 

Sotto il tailoring compare la lingerie. I reggiseni rimangono scoperti sotto le giacche aperte, le camicie escono dalle gonne, gli strati si sovrappongono senza cercare una simmetria perfetta. Persino gli orli sembrano mossi dal vento.

Non è trascuratezza, naturalmente. Dietro quell’apparente disordine ci sono lavorazioni sofisticate, dai bottoni in vetro di Murano ai capi ricoperti di centinaia di petali tagliati a mano.

«Quanto può essere leggero un abito?»

È la domanda intorno alla quale Anderson ha costruito la collezione. Organza, chiffon, mousseline di seta e pizzo Chantilly lasciano passare la luce e liberano il corpo dalle strutture più rigide.

Anche l’archivio viene riletto. L’abito La Cigale del 1952 ritorna in tulle rosa plissé, mentre volumi e drappeggi sembrano gonfiarsi e sgonfiarsi intorno al corpo. Nero, bianco e grigio dominano la palette, attraversata da rosa, azzurro e improvvise accensioni metalliche in oro, argento e verde.

L’idea era già racchiusa nell’invito alla sfilata: una coppia di noci wénwán, legate alla tradizione cinese di farle ruotare a lungo nel palmo della mano finché acquistano una patina liscia. Per Anderson la bellezza non deve necessariamente rimanere intatta: può nascere anche dal tempo, dal movimento e dalle imperfezioni.

Torna anche la Saddle Bag di Dior

In mezzo alla leggerezza della SS27 riaffiora anche un’icona molto più recente della Maison: la Saddle Bag, la borsa dalla forma di sella entrata nell’immaginario Dior durante gli anni di John Galliano.

Il suo ritorno crea un altro ponte con l’archivio, ma senza trasformare la passerella in un esercizio nostalgico. Anderson prende elementi riconoscibili e li lascia convivere con pantaloni metallici, gonne corte, lingerie a vista, scarpe basse e borse portate anche in coppia.

Dopo aver assunto nel 2025 la direzione creativa di womenswear, menswear e haute couture, primo dopo Christian Dior a controllare contemporaneamente tutti e tre gli universi della Maison, Jonathan Anderson sta rendendo sempre più riconoscibile il suo Dior. E la SS27 chiarisce bene la direzione: la perfezione della Maison rimane, ma non deve più sembrare perfetta.

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