Chloé SS27: Chemena Kamali porta a Parigi pizzi, frange e impermeabili. In passerella Apple Martin, Eva Herzigova e Mariacarla Boscono.
Alla Paris Fashion Week, Chloé porta in passerella per la sfilata SS27 una femminilità romantica e disinvolta, attraversata questa volta da contrasti più decisi. Chemena Kamali parte dalle sue ossessioni, da quelle forme e quei dettagli ai quali continua a tornare perché appartengono ormai al suo modo di interpretare la Maison.
Presentata all’Osservatorio di Parigi, la collezione Primavera Estate 2027 mescola lingerie e capispalla importanti, pizzo e tailoring, ricami delicati e vinile trasparente. Le frange seguono il movimento del corpo, mentre improvvise accensioni di colore interrompono la palette più morbida. Il guardaroba Chloé resta riconoscibile, ma acquista un carattere meno prevedibile.
Chloé SS27, le ossessioni di Chemena Kamali
Non c’è un unico riferimento intorno al quale ruota la collezione. Kamali mette insieme ciò che continua ad affascinarla: broderie anglaise, lingerie, ricami floreali, frange, perle, bottoni, scollature grafiche e forme a cuore. Il Sangallo alleggerisce minidress e abiti lunghi, spesso accompagnati da maniche ampie e volumi ariosi. Il pizzo lascia intravedere la pelle, mentre piccoli top e dettagli da lingerie accentuano la sensualità dei look senza appesantirli.
I fiori compaiono ricamati, applicati o costruiti in tre dimensioni. Le frange, invece, si allungano fino quasi a sfiorare il pavimento. Seguono il passo delle modelle e trasformano il movimento in una parte essenziale della silhouette. È un romanticismo meno innocente di quanto sembri. Trasparenze, scollature e proporzioni introducono una sensualità più adulta, mentre gli elementi decorativi vengono dosati per evitare l’effetto nostalgico.
Lingerie e impermeabili nello stesso guardaroba
La leggerezza viene interrotta dai capispalla. Impermeabili, mantelle e volumi ispirati all’abbigliamento dei pescatori entrano in scena con proporzioni generose e colori intensi, dal rosso al giallo. A completarli ci sono grandi cappelli da pioggia coordinati, volutamente esagerati.
Kamali lavora anche sul vinile trasparente, utilizzato per costruire sovrapposizioni che lasciano intravedere gli abiti sottostanti. Il richiamo all’abbigliamento antipioggia degli anni Cinquanta perde qualsiasi rigidità rétro grazie alle proporzioni e agli accostamenti.
È proprio l’alternanza tra leggerezza e protezione a dare ritmo alla sfilata. Un abito impalpabile può essere seguito da un impermeabile importante, il pizzo dal vinile, il bianco da un’improvvisa esplosione di colore.
Il tailoring di Chloé torna agli anni Settanta
Accanto agli abiti fluttuanti compare una parte più sartoriale. Tra i riferimenti c’è il Noël, il tuxedo femminile creato da Chloé nel 1972, che riporta l’attenzione su un altro capitolo importante della storia della Maison.
Giacche e pantaloni introducono linee più nette e bilanciano la morbidezza di pizzi, volant e trasparenze. Il tailoring non appare però separato dal resto della collezione. Kamali lo inserisce nello stesso gioco di contrasti che attraversa tutta la SS27.
Anche gli accessori guardano agli archivi. Ritorna una borsa-bracciale di perline che richiama la Primavera Estate 2002 disegnata da Phoebe Philo. Ai piedi restano protagoniste le platform, ormai uno dei segni più riconoscibili del Chloé di Kamali.
Apple Martin debutta, Eva Herzigova torna in passerella
La collezione racconta generazioni diverse anche attraverso il casting. Tra le sorprese dello show c’è Apple Martin, che a 22 anni fa il suo debutto ufficiale in passerella.

La figlia di Gwyneth Paltrow e Chris Martin indossa un lungo abito bianco traforato, con maniche voluminose, volant e aperture che alleggeriscono ulteriormente la silhouette. Ai piedi, le alte platform in legno sottolineano l’impronta Seventies del look.
Apple non è però un volto completamente nuovo per il fashion system. Negli ultimi anni ha partecipato a eventi e progetti legati alla moda, e il suo rapporto con Chloé precede questa apparizione. A Parigi, per la prima volta, passa dal front row alla passerella.

Nello stesso cast compare Eva Herzigova, protagonista di una delle stagioni più iconiche delle supermodel. A 53 anni torna sulla catwalk Chloé portando con sé una presenza che appartiene alla storia della moda degli ultimi trent’anni.
Mariacarla Boscono chiude la sfilata Chloé SS27
Per l’ultima uscita Chemena Kamali sceglie invece Mariacarla Boscono. La top italiana chiude la sfilata e imprime al finale quella sicurezza scenica costruita in oltre vent’anni sulle passerelle internazionali.

Apple Martin, Eva Herzigova e Mariacarla Boscono portano così in passerella tre generazioni della moda. L’esordio della ventiduenne incontra l’esperienza di due top che hanno attraversato stagioni e linguaggi molto diversi, senza perdere la capacità di imporsi sulla catwalk. Una scelta che allarga naturalmente l’immaginario femminile di Chloé, senza bisogno di definirlo attraverso l’età.
Il dialogo tra generazioni prosegue anche nel front row, dove tra gli ospiti spiccano Claudia Schiffer, Claire Danes e Cynthia Erivo.
Una Chloé più sicura del proprio linguaggio
A tre anni dall’inizio del suo percorso alla guida creativa della Maison, Kamali sembra ormai muoversi negli archivi Chloé con maggiore libertà. I riferimenti storici rimangono, ma non diventano il centro della collezione. Pizzo, lingerie, fiori, tailoring e suggestioni anni Settanta vengono mescolati senza l’obbligo di dichiararne continuamente la provenienza.
La Chloé SS27 conserva la sensualità che ha segnato il nuovo corso della Maison, ma la mette alla prova con elementi meno rassicuranti. Il vinile incontra il Sangallo, un impermeabile giallo acceso arriva dopo un abito bianco ricamato, le platform pesanti contrastano con tessuti quasi impalpabili.
Anche il casting segue questa libertà. Apple Martin debutta, Eva Herzigova torna in passerella e Mariacarla Boscono chiude lo show. Età, percorsi ed esperienze differenti convivono nello stesso guardaroba, proprio come i molti codici Chloé che Kamali continua a rimescolare stagione dopo stagione.





























