Venezia 83, tutti i vincitori e i premi: Leone d’Oro a Woman Unknown, Coppa Volpi a John Malkovich e riconoscimento a Riccardo Scamarcio.
L’83ma Mostra del Cinema di Venezia ha scelto di sorprendere fino alla fine. Dopo undici giorni dominati dalle star sul red carpet, dai film più attesi e dall’inevitabile toto-Leone, sabato 12 settembre la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha proclamato i vincitori di Venezia 83. E non è stato un verdetto particolarmente accomodante.

Il Leone d’Oro è andato a Woman Unknown di May el-Toukhy, mentre John Malkovich ha conquistato la Coppa Volpi come miglior attore. L’Italia è rimasta fuori dai riconoscimenti principali del Concorso, ma può consolarsi con Riccardo Scamarcio, premiato come miglior attore nella sezione Orizzonti.
Venezia 83, i vincitori: Woman Unknown conquista il Leone d’Oro
A imporsi su tutti è stato dunque Kvinde Ukendt (Woman Unknown), diretto dalla regista danese di origini egiziane May el-Toukhy. Una vittoria che forse non era la più scontata alla vigilia della cerimonia e proprio per questo rende interessante il verdetto di Venezia.
Ambientato in Danimarca dopo la fine dell’occupazione nazista, il film segue Marie, una domestica sul punto di sposare il ricco vedovo per cui lavora. Quando il passato torna a bussare alla porta, quella nuova vita apparentemente già scritta comincia a sgretolarsi.

Ma Woman Unknown non ha convinto soltanto per la regia. Mathilde Arcel, protagonista del film, si è aggiudicata la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, confermando quanto il personaggio di Marie sia uno dei punti di forza della pellicola.
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato invece a Possible Love di Lee Chang-dong, mentre Ilya Khrzhanovsky ha vinto il Leone d’Argento per la regia con DAU.
John Malkovich, una Coppa Volpi che pesa
Se c’è un nome capace di far uscire i premi di Venezia dalla cerchia degli appassionati di cinema d’autore, è quello di John Malkovich. L’attore statunitense ha conquistato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile grazie a Wild Horse Nine di Martin McDonagh, dove veste i panni di un anziano e decisamente poco convenzionale agente della CIA.

Un premio importante in una carriera che certo non aveva bisogno di ulteriori consacrazioni, ma che aggiunge un altro riconoscimento prestigioso a un interprete capace, a 72 anni, di continuare a scegliere personaggi tutt’altro che prevedibili.
Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor. Stéphane Brizé, Coralie Amedeo e Olivier Gorce hanno invece vinto per la sceneggiatura di Un bon petit soldat.

A Malou Khebizi, protagonista di 15/18 (A Place To Heal), è andato il Premio Marcello Mastroianni riservato a un giovane attore o attrice emergente.
Riccardo Scamarcio porta a casa il premio per l’Italia
Per il cinema italiano il bilancio del Concorso principale lascia inevitabilmente un po’ di amaro in bocca. A rimettere un po’ di tricolore nel palmarès ci ha pensato però Riccardo Scamarcio, vincitore del premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile con I figli della scimmia.

E il film italiano non si è fermato qui: Tommaso Landucci e Damiano Femfert hanno conquistato anche il premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura.
È uno dei risultati italiani da ricordare di questa edizione, soprattutto per Scamarcio, che negli ultimi anni ha alternato produzioni molto popolari a progetti più autoriali senza lasciarsi rinchiudere in un solo registro.
Con questi premi Venezia 83 chiude definitivamente i battenti. E, come spesso accade al Lido, il palmarès racconta una Mostra un po’ diversa da quella vista attraverso red carpet e photocall: meno prevedibile, decisamente internazionale e con alcune scelte destinate probabilmente a far discutere ancora.


