Palazzo Parigi Milano Hotel & Grand Spa celebra Milano Cortina con un speciale menu degustazione ispirato allo spirito d’alta quota. Fino al 22 febbraio.
In un momento segnato dai grandi eventi Milano-Cortina, Palazzo Parigi sceglie di raccontare la stagione attraverso la cucina, affidando al Ristorante Gastronomico un itinerario di sapori che celebra questa atmosfera. Fino al 22 febbraio, le serate sono accompagnate da un menu degustazione dedicato, per offrire un’esperienza gastronomica in dialogo con il momento che la città si appresta a vivere. Firmato dallo Chef Stefano Pizzasegale, il menu si sviluppa come una narrazione coerente, pensata per essere vissuta la sera in un’atmosfera raccolta e intima.

Gli ingredienti diventano il vero filo conduttore. E costruiscono una mappa che attraversa l’arco alpino, trasformando il menu in un viaggio coerente e riconoscibile. Il menu nasce come una lettura contemporanea del paesaggio alpino. I territori di montagna si raccontano con ingredienti selezionati. Il risultato? Un menu di profumi e consistenze montane in dialogo con il contesto milanese e con l’identità di Palazzo Parigi.
Menù Olimpiadi di Palazzo Parigi
L’apertura è affidata alla Trota IGP del Trentino, marinata alle erbe accompagnata da burro montato e pane di castagna. Segue una proposta vegetale, Sotto la neve, con tuberi, funghi e verdure invernali. Strati, consistenze e temperature diverse sotto una spuma leggera di cavolfiore. Una composizione che richiama il paesaggio invernale. Il centro del menu è occupato dal Raviolo “come un pizzocchero”. Reinterpretazione di una preparazione della tradizione alpina; grano saraceno, patata, verza e Bitto dialogano in forma nuova. Poi le Costolette di cervo arrosto.

Una carne simbolo delle alte quote, abbinata al lardo di Arnad della Valle d’Aosta. Insieme a gnocchetti di rapa rossa e radicchio tardivo, a sottolineare il legame con territori e produzioni specifiche. Infine il dessert omaggia Milano: il Panettone. Un sablé salato accostato a una mousse al mascarpone, allo zafferano e a un gelato al pino mugo. Un incontro fra due mondi, tradizione cittadina con note aromatiche dell’ambiente alpino.


