Un venerdì sera felliniano nel cuore di Roma ha celebrato il centenario del maestro attraverso l’obiettivo intimo di Franco Pinna. Con Molinari che festeggia 80 anni di convivialità italiana.
C’è un momento magico, nella vita di una città, in cui il passato smette di essere nostalgia per trasformarsi in presente pulsante. È quello che è accaduto venerdì 10 ottobre lungo Via Veneto, quando Roma, con “Fellini in Scena!”, ha riabbracciato il grande regista attraverso lo sguardo complice di Franco Pinna, fotografo capace di catturare non solo le pose, ma l’anima stessa del cinema.
“Fellini in Scena!”, il videomapping che ha fatto sognare Roma
Alle 19.00, mentre il cielo si tingeva di viola, Largo Federico Fellini si è trasformato in un palcoscenico onirico. La videoinstallazione di Alessandra Franco ha proiettato sulle antiche mura romane un caleidoscopio di memorie felliniane: il naso rosso di un clown gigantesco che osserva la folla, il red carpet che si srotola virtualmente invitando gli spettatori a salire sul set, i leoni circensi che suonano la tromba in un tripudio di colori acidi: giallo limone, rosso fuoco, blu elettrico.

Le arcate storiche sono diventate portali verso mondi fantastici, mentre le finestre proiettavano frammenti di Fellini Satyricon, I clowns, Roma, Amarcord, Il Casanova di Federico Fellini, Giulietta degli spiriti. Un susseguirsi ipnotico di immagini che fondeva l’architettura della città eterna con l’immaginario visionario del maestro. “Volevamo creare un’esperienza immersiva,” spiega Ursula Seelenbacher, coordinatrice generale della mostra, “far sentire le persone dentro un film di Fellini, non solo spettatori e spettatrici.”
Le istituzioni abbracciano il cinema
“Via Veneto rappresenta l’essenza di un’epoca in cui Roma era capitale mondiale del cinema e della mondanità,” ha dichiarato Giulia Silvia Ghia, Assessore alla Cultura del I Municipio, presente all’inaugurazione. “Riportare Fellini qui, nel centenario della sua nascita, significa ridare voce a quella magia che non abbiamo mai smesso di custodire.”

Accanto a lei, il team dell’Associazione Via Veneto al completo: Elisabetta Calò, Giovanna Silvaggi, e Clelia Antonelli hanno lavorato instancabilmente per riportare cultura e bellezza nel cuore del quartiere. “Via Veneto deve tornare a essere un luogo vivo, non un museo di se stessa,” ha affermato Calò con passione, mentre dietro di lei il videomapping trasformava la piazza in un circo di luci.
“Fellini in Scena!”, l’arte dell’attimo rubato
“Fellini in Scena!” non è una mostra convenzionale. È un viaggio en plein air che trasforma la leggendaria strada della Dolce Vita in una galleria a cielo aperto, dove totem fotografici dialogano con i palazzi storici e i caffè mitici che fecero da scenario al cinema felliniano.

Le fotografie di Franco Pinna, scattate tra il 1964 e il 1976, dai set di Giulietta degli spiriti passando per Block-notes di un regista, Fellini Satyricon, fino a Il Casanova, rivelano un Fellini inedito: istrionico sul set, scanzonato con gli amici, meticoloso fino all’ossessione. “Pinna aveva un accesso privilegiato,” racconta Seelenbacher, “un’amicizia profonda che gli permetteva di fotografare anche i momenti di pausa, quando Fellini abbassava la guardia e diventava semplicemente Federico.”
Il cinema che respira
Tra gli ospiti dell’inaugurazione, volti che incarnano la continuità del cinema italiano: Daniele Cartocci, attore dalla versatilità camaleontica, Cinzia Th Torrini, regista dalla sensibilità acuta capace di raccontare l’Italia attraverso storie universali, e Angela Lopriore, fotografa che prosegue quella tradizione di racconto per immagini inaugurata da maestri come Pinna.

Tutti riuniti sotto lo sguardo gigantesco del clown felliniano proiettato sulle mura, in quella foto di gruppo che sembrava essa stessa una scena rubata da un set: con l’ironia del destino che ha voluto il naso rosso del pagliaccio proprio sopra le loro teste, come a benedire la serata con un tocco di grottesco affetto.
Molinari: 80 anni di brindisi italiani
Non è un caso che Molinari, storica sambuca italiana, abbia scelto di sostenere proprio questa mostra. Nel 2025 il brand celebra 80 anni di storia, e lo fa con una collezione limited edition disegnata da Emiliano Ponzi che trasforma le bottiglie in piccole opere d’arte.

“La convivialità è sempre stata nel nostro DNA,” sottolinea Inge Molinari, presente all’inaugurazione, “e cosa c’è di più conviviale del cinema di Fellini? Quei set affollati, quei brindisi, quella capacità di trasformare ogni momento in festa. Ci siamo riconosciuti in quell’universo.”
Le tre bottiglie della limited edition raccontano altrettanti momenti di socialità. L’aperitivo al tramonto, il party tra amici, il ritrovo casalingo, con il tratto geometrico ed essenziale di Ponzi. Un progetto che cementa ulteriormente il rapporto tra Molinari e il design, tra tradizione e contemporaneità.
Tre mostre, un unico sguardo
“Fellini in Scena!” è parte di un trittico dedicato a Franco Pinna: alla Casa del Cinema si può visitare “Franco Pinna e Pier Paolo Pasolini. Viaggio al termine del Mandrione” (10-30 ottobre), mentre all’Auditorium “Franco Pinna. Mondocinema (1956-1976)” (15-26 ottobre) offre una panoramica più ampia sulla sua produzione cinematografica.

La serata si è conclusa come solo Fellini avrebbe potuto immaginare: con un cocktail al Doney Café dell’Hotel Excelsior, dove arte e mondanità si sono fuse in quel mix inconfondibile che ha reso Via Veneto immortale. Attraverso i finestroni del locale, si intravedeva ancora il bagliore multicolore del videomapping che continuava a danzare sulle mura romane.

Un programma che si intreccia perfettamente con la 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, trasformando la città in un grande set a cielo aperto. Proprio come piaceva a Fellini, che di Roma fece il suo studio, il suo teatro, la sua infinita fonte d’ispirazione.
La mostra su Via Veneto resterà visitabile fino al 30 novembre. Il tempo di riscoprire che certi maestri non invecchiano mai, cambiano solo il modo in cui li guardiamo. E venerdì sera, sotto quel naso rosso gigante proiettato nel cielo di Roma, tutti abbiamo capito che Federico Fellini è ancora qui, a prendersi gioco di noi con quella sua ironia immortale.


