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Gucci SS26: il debutto visionario di Demna Gvasalia a Milano

Mariacarla Boscono, Valeria Golino, Demi Moore e Ghali alla presentazione Gucci SS26 a Milano Fashion Week, debutto di Demna
Demna Gvasalia debutta da Gucci con la collezione SS26 a Milano: niente passerella, ma un film, un lookbook e una première da red carpet che ridefiniscono il concetto di moda.

La città della moda ha assistito a un debutto che ha spiazzato tutti: l’arrivo ufficiale di Demna Gvasalia alla direzione creativa di Gucci. La sua prima collezione Primavera Estate 2026 non ha previsto una tradizionale sfilata. Al suo posto, Gucci ha realizzato un lookbook, un cortometraggio dal titolo The Tiger e una première in stile cinematografico che hanno ridefinito i confini della presentazione SS26. Con questa scelta, Demna ha ribadito il suo rifiuto delle convenzioni e la sua volontà di trasformare la moda in un’esperienza culturale.

Un nuovo linguaggio estetico per Gucci

Nel lookbook La Famiglia, il designer ha intrecciato l’eredità della maison con il suo approccio radicale. I completi in satin monogrammati sono stati abbinati a micro cinture ironiche e stivali appuntiti, mentre gli abiti tempestati di cristalli hanno richiamato l’era di Tom Ford pur mantenendo linee severe e contemporanee. Persino i mini dress in pelle effetto coccodrillo nero, uniti a dolcevita e stivali, hanno trasmesso un senso di autorità, delineando una donna che veste per potere e non solo per bellezza.

Gucci SS26, The Tiger e la première da red carpet

Il corto The Tiger ha esaltato questa estetica, mescolando glamour e tensione. Demi Moore, Kendall Jenner, Keke Palmer e Alex Consani hanno incarnato le muse di Demna, alternando seduzione e pericolo. La scena finale, con un abito arancio e oro ricoperto di cristalli che scivola su un set crepuscolare, ha rappresentato un manifesto contro il minimalismo, celebrando invece un maximalismo cupo e teatrale.

Anche la première ha assunto i contorni di uno show parallelo. Serena Williams, con un abito ornato di piume, ha incarnato forza e sensualità. Gwyneth Paltrow, con un ensemble satinato e monogrammato, ha portato in scena la sobrietà, mentre Lila Moss ha interpretato la vena giovane e ribelle che continua a distinguere Gucci. A completare il parterre di star, Valeria Golino ha aggiunto un tocco di sofisticata eleganza italiana, mentre Ghali in smoking bianco e nero, con il suo stile audace e metropolitano, ha confermato il legame sempre più stretto tra la maison e la cultura pop contemporanea.

La decisione di non salire in passerella è stata rischiosa, perché alcuni look più discreti hanno rischiato di perdersi nel clamore mediatico. Tuttavia, è chiaro che Demna punta a unire abito, performance e cultura pop in un’unica narrazione.

Gucci come laboratorio narrativo

Con la SS26, Gucci inaugura un nuovo corso. Demna non si limita a disegnare abiti, ma costruisce veri e propri racconti che mirano a superare i confini della moda. Ogni stagione promette di diventare un intervento culturale capace di influenzare conversazioni globali. Il risultato è stato glamour, polarizzante e fortemente innovativo: esattamente ciò che Gucci e Milano attendevano.

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