Maria Grazia Chiuri firma la prima Haute Couture per Fendi: a Roma una collezione che unisce artigianalità, leggerezza e l’eredità della maison.
Roma non è solo lo sfondo della nuova Haute Couture di Fendi. È il punto da cui tutto ricomincia. Nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Maria Grazia Chiuri firma la collezione Couture AI 2026/27, la sua prima per la maison, scegliendo di raccontare un lusso discreto, fatto di materiali preziosi, lavorazioni d’eccellenza e silhouette che accompagnano il corpo con naturalezza.
La sfilata, presentata il 9 luglio, segna l’inizio di un nuovo capitolo per Fendi e celebra allo stesso tempo il profondo legame tra la maison e la sua città. Non a caso, l’evento coincide con l’apertura della ricostruzione della storica mostra dedicata al marchio, ideato da Karl Lagerfeld nel 1985: un omaggio alla storia della casa di moda che dialoga con il presente senza rinunciare allo sguardo verso il futuro.
Fendi Couture AI 2026/27: la materia diventa protagonista
Per questa stagione Maria Grazia Chiuri parte da ciò che rende Fendi unica: i materiali. La collezione nasce infatti dal loro carattere, dalla loro consistenza, dal modo in cui cadono sul corpo. È un approccio diverso rispetto alla couture tradizionale, dove spesso è la silhouette a guidare tutto il processo creativo. Qui, invece, è il tessuto a suggerire la forma.
Così prendono vita cappotti leggerissimi, mantelle morbide, abiti in georgette attraversati da sottili intarsi in pelle e ricami che sembrano disegnati direttamente sulla pelle. Ogni capo conserva un senso di movimento naturale, senza costringere mai la figura. Il risultato è un guardaroba sofisticato ma incredibilmente contemporaneo, pensato per accompagnare il corpo e non per dominarlo.
L’eredità di Fendi guarda avanti
Nel corso della sfilata riaffiorano molti dei simboli che hanno costruito l’identità della maison. Le lavorazioni in pelle e pelliccia vengono reinterpretate con una sorprendente leggerezza, mentre il cachemire doppiato, il tulle e il velluto acquistano una nuova morbidezza.
Il kimono ispira giacche e cappotti dal taglio rilassato, indossabili sia da lei sia da lui, confermando quella contaminazione tra guardaroba maschile e femminile che Maria Grazia Chiuri sta portando avanti anche nel prêt-à-porter.
A catturare lo sguardo sono anche i ricami geometrici ispirati all’Art Déco, al Bauhaus e alla Secessione Viennese, riferimenti cari anche a Karl Lagerfeld, che per oltre cinquant’anni ha contribuito a costruire il linguaggio estetico di Fendi.
Tra le creazioni più spettacolari spicca un lungo cappotto floreale realizzato recuperando piccoli frammenti di pelle e pelliccia: un lavoro di altissima artigianalità che dimostra come la couture possa continuare a innovare anche attraverso il recupero dei materiali.
Una couture pensata per le donne di oggi
Il nero resta il grande protagonista della palette, affiancato dal raffinato color pergamena, una tonalità che richiama le origini della maison nel mondo della pelletteria. Accanto agli abiti da sera trovano spazio completi pantalone, cappotti morbidi e silhouette rilassate che raccontano un’idea di eleganza lontana da ogni rigidità. Una femminilità sicura di sé, libera e contemporanea.

Non è un caso. Maria Grazia Chiuri guarda alle cinque sorelle Fendi non come figure del passato, ma come donne moderne, imprenditrici e indipendenti che hanno cambiato il volto della maison. È da loro che prende ispirazione per costruire una couture destinata alle donne di oggi.

Entrata in Fendi nel 1989, molto prima delle esperienze in Valentino e Dior, la stilista conosce profondamente il DNA della casa romana. E questa collezione lo dimostra con naturalezza: niente eccessi, nessuna ricerca dell’effetto spettacolare, solo abiti che parlano attraverso i dettagli, i materiali e un’eleganza che non ha bisogno di alzare la voce.







































































