The Devil Wears Brera celebra i 250 anni dell’Accademia di Belle Arti di Brera con la sfilata finale del Biennio in Fashion Design e le collezioni di 24 designer emergenti.
In occasione del prestigioso traguardo dei 250 anni dalla sua fondazione, l’Accademia di Belle Arti di Brera ha aperto le sue porte per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno accademico. Gli spazi storici dell’Accademia si sono trasformati in un palcoscenico d’eccezione per la sfilata finale del Biennio Specialistico in Fashion Design. Il titolo del fashion show è The Devil Wears Brera. La sfilata è nata come espressione autentica dello spirito di Brera. Dove linguaggi e discipline diverse dialogano in modo spontaneo.

La sfilata infatti è stata un invito a esplorare l’identità, il carattere e la visione dei designer emergenti. Attraverso collezioni che riflettono ricerca, ironia, sperimentazione e consapevolezza progettuale. Ogni studente ha portato in passerella un suo immaginario personale. Trasformando il corridoio storico adiacente all’iconica aula 55 che si affaccia sul segreto Cortile della Magnolia in un luogo di narrazione e di confronto tra estetiche, materiali e linguaggi. Ogni designer ha sviluppato una ricerca estetica personale attorno a un tema comune: la necessità di essere visti, riconosciuti e ascoltati.
Sfilata The Devil Wears Brera
Sono stati 24 gli studenti a presentare la loro prima collezione. Reinterpretando ciascuno il suo modo di abitare lo spazio accademico e creativo del quartiere di Brera. Rita Ilaria Désirée Gottarelli ha presentato Future Diva, ispirata al mondo delle pin up e delle showgirls per trasmettere femminilità, sensualità e gioia di vivere, con colori decisi e forme a cuore. Poi Francesca Iaccarino ha fatto una ricerca sulle armature come forza e protezione, ispirandosi a Giovanna d’Arco.

Il capo iconico? L’armatura a scaglie con silicone. Inés de Francisco con Champagne Weather utilizza ombrelli rotti come simbolo di transizione tra protezione e vulnerabilità. Susanna Giunti si ispira alla danza classica non solo per la grazia e la perfezione, ma anche per la fatica. Shaima Abu Qaoud e Gilda Rita Fares, con APPROVED, una protesta contro l’identità di massa, in una società dominata dall’immagine. In passerella anche gli outfit di Guanhua Wang, Junheng Li, Jia Junhe, Yuqi Zhang, Thomas Pellitteri, Maria Popescu, Sabrina Di Mito, Shuyue Ning, Yuqi Yao, Asia Rastell, Mahya Mirmohammadi, Kehui Zhang, Marianna Fasanelli, Giulia Campanale, Martina Sala, Silvia Sparaci, Sergio Bao, Luigi Desideri, Alessia Di Russo.


