Pieter Mulier nominato nuovo direttore creativo di Versace dal 2026. Dal lavoro con Dior e Alaïa alla sfida della Medusa sotto il Gruppo Prada.
Versace volta pagina e lo fa con una scelta che parla chiaro. Dal 1° luglio 2026, la direzione creativa della maison della Medusa passa a Pieter Mulier, designer belga noto per la sua visione rigorosa, sensuale e profondamente contemporanea. Una nomina che arriva in un momento cruciale, pochi mesi dopo l’ingresso definitivo di Versace nel perimetro del Gruppo Prada, e che segna l’inizio di una nuova fase, più progettuale e meno rumorosa.Non è una scelta di rottura. È una scelta di metodo.
Una nuova era per Versace dopo Donatella
Dopo oltre trent’anni al centro della scena, Donatella Versace ha lasciato la guida creativa, restando però global ambassador del brand. La breve parentesi di Dario Vitale ha accompagnato la fase di transizione. Ora, con Mulier, Versace punta su una figura capace di dialogare con l’heritage senza restarne prigioniera.
Secondo Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo della maison, Mulier è “la persona giusta per esprimere tutto il potenziale del brand”. Un’affermazione che chiarisce la direzione: meno nostalgia, più costruzione.
Chi è Pieter Mulier: dall’architettura alla moda, quasi per caso
Classe 1978, nato a Ostenda, Pieter Mulier non nasce come stilista. Studia architettura a Bruxelles e pensa a un futuro lontano dalla moda. Tutto cambia grazie a Raf Simons, che lo intercetta durante un esame universitario e ne intuisce il talento. Da lì parte un sodalizio lungo quasi vent’anni.
Con Simons lavora da Jil Sander, poi da Dior, quindi da Calvin Klein a New York. Sempre lontano dai riflettori, sempre centrale nei processi creativi.
La svolta Alaïa e la consacrazione internazionale
Nel 2021 accetta la direzione creativa di Alaïa, diventando il primo designer dopo Azzedine Alaïa. Qui Mulier trova la sua dimensione ideale. Ritmo lento. Centralità del corpo. Abiti pensati per durare.
I risultati arrivano. La critica applaude. Gli accessori diventano cult, come la borsa Le Teckel. Nel 2024 riceve il premio International Designer of the Year ai CFDA Awards. La sua uscita da Alaïa, annunciata di recente, anticipa un nuovo capitolo.
Cosa aspettarsi dal “nuovo” Versace
Il lavoro che attende Mulier non è semplice. Versace è sinonimo di sensualità, potere e teatralità. Il suo compito sarà tradurre questi codici in una grammatica più essenziale, senza snaturarli. Meno eccesso. Più precisione. Ma sempre con carattere.
Prima, però, Mulier presenterà la sua ultima collezione per Alaïa a Parigi. Poi inizierà davvero la sfida più attesa.
Una scommessa tutta italiana
Con questa nomina, il Gruppo Prada lancia un messaggio chiaro. Versace resta Versace, ma cambia passo. E affida il proprio futuro a un designer che lavora in profondità, non in superficie.


