IED inaugura Fashion Graduate Italia 2025 con un fashion show che celebra otto giovani designer italiani e la forza delle idee che cambiano la moda.
Milano si riaccende di creatività con l’apertura ufficiale di Fashion Graduate Italia 2025. A inaugurare la nuova edizione, dal titolo Bridging Tribes, Building Dreams, è stato l’IED Graduate Fashion Show. Una sfilata che ha messo sotto i riflettori il talento di otto giovani fashion designer provenienti dalle sedi di Milano, Roma, Firenze, Torino, Cagliari e Como.
IED apre Fashion Graduate Italia 2025
Un debutto potente, quello dell’Istituto Europeo di Design, che si conferma tra le 20 migliori scuole di moda al mondo, al 16° posto nella classifica di CeoWorld Magazine. Un riconoscimento che premia un metodo didattico costruito su ricerca, sperimentazione e contaminazione culturale.

In passerella, un mosaico di linguaggi e visioni: collezioni uomo, donna e genderless che raccontano il presente della moda attraverso materiali innovativi e riflessioni sul corpo, sull’identità e sul futuro del pianeta. “Fashion Graduate Italia è una lente sul domani, un’occasione per osservare da vicino le nuove linfe che rigenerano i linguaggi del fashion,” ha spiegato Danilo Venturi, direttore di IED Milano e vicepresidente di Piattaforma Sistema Formativo Moda.

Venturi ha poi sottolineato come il dialogo tra discipline e culture diverse sia la chiave per costruire il futuro del settore.
IED Graduate Fashion Show, gli otto fashion designer
Tra i protagonisti della serata, Arian Mahmoudzadeh con The New Persia, una collezione-manifesto che parla di libertà e diritti delle donne in Iran, attraverso stampe simboliche e colori ribaltati. Chiara Cavalieri con Essere per sé ha indagato la tensione tra corpo e identità. Chiara Gallo, con La brava bambina, ha trasformato invece la memoria dell’abuso in un racconto di rinascita, fatto di trasparenze e materiali delicati.

Filippo Sansalone, con Say Cheese, ha riportato in scena l’ironia degli anni ’80 e la nostalgia dei pranzi di famiglia. Mia Agopian ha firmato Between the Lines Outsiders, un guardaroba gender-fluid e sartoriale che parla di libertà espressiva. Nicola Demontis, con Resilience, ha proposto invece una moda funzionale e sostenibile che risponde al cambiamento climatico con capi modulari e trasformabili.

Stiven Harapi ha presentato invece Tyāga, un viaggio spirituale tra tecnicità e leggerezza. Infine Umberto Fenicchia, con Teche, ha trasformato l’abito in un guscio identitario che protegge e rivela.

Ogni progetto ha raccontato dunque un frammento del mondo contemporaneo, filtrato dallo sguardo personale di una generazione che non teme di mettere in discussione regole e convenzioni.
Dalla denuncia alla sperimentazione materica, dal concetto di corpo fluido alla riflessione sul clima, il messaggio è chiaro: la moda è uno spazio di libertà.

Un laboratorio dove i sogni si trasformano in visione concreta. L’IED Graduate Fashion Show si è così imposto come un momento simbolico di questa edizione di Fashion Graduate Italia. Una dichiarazione d’intenti che guarda al futuro con coraggio, consapevolezza e poesia.



