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“Per te”: Alessandro Aronadio e la leggerezza che salva dalla memoria che svanisce

Edoardo Leo in una scena del film “Per te” di Alessandro Aronadio, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025
Edoardo Leo e Teresa Saponangelo in “Per te”, un film che sceglie la commedia per raccontare la cura, la perdita e l’amore che resta

C’è una responsabilità enorme nel portare sullo schermo una storia vera di dolore. Alessandro Aronadio lo sapeva quando ha deciso di raccontare la vicenda di Paolo Piccoli, colpito da una forma di demenza precoce a poco più di quarant’anni, e di suo figlio Mattia, che nel 2021 è stato insignito dal Presidente Mattarella del titolo di Alfiere della Repubblica per la dedizione con cui accompagna il padre. “Per te” di Alessandro Aronadio è uscito nelle sale italiane ieri, 17 ottobre 2025.​ Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2025 e ad Alice nella Città, è distribuito da PiperFilm e co-prodotto da Lungta Film e Alea Film, con la collaborazione di Netflix.

Locandina ufficiale del film “Per te” di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo, Teresa Saponangelo e Javier Francesco Leoni
La locandina di “Per te” di Alessandro Aronadio – wondernetmag.com

Per te non è un dramma sulla malattia: è una storia d’amore che attraversa l’oblio. «Ho pensato subito che non potevo limitarmi a guardare nel buco della serratura il dolore di una famiglia,» racconta Aronadio. «Dovevo traslare questa storia, renderla universale. Ho chiesto a Michela, Mattia e Andrea di permettermi di non incontrarli subito, per poter scrivere una storia che non rispettasse la realtà dei fatti, ma la verità di qualcosa che potesse appartenere a tutti.»

“Per te”, un film tra tragedia e commedia

Aronadio sceglie il tono più rischioso: la commedia. «Ho cercato di tirare un filo, tipo Fellini tra le torri, tra la tragedia e la commedia,» spiega. «Credevo che la lente della commedia fosse il modo migliore per non trasformare questa storia in una storia ricattatoria. La malattia è solo un punto di partenza: il film parla di memoria e della cura come atto umano, non solo quando c’è un problema, ma come modo di stare al mondo.»

Javier Francesco Leoni in una scena del film “Per te” di Alessandro Aronadio
Javier Francesco Leoni in “Per te” di Alessandro Aronadio – Ph. Lucia Iuorio – wondernetmag.com

E infatti Per te è un film che sorride mentre commuove, che racconta la paura con la leggerezza di chi sa che l’unica difesa possibile è l’amore. «Mi interessava l’idea» dice Aronadio, «che la memoria non sia solo una funzione cerebrale, ma qualcosa di corporeo, affettivo. Non ricordiamo solo con la mente, ma con il modo in cui ci abbracciamo, con la voce, con gli odori, con il tempo condiviso.»

Edoardo Leo: “L’ho preparato come se fosse l’ultimo film della mia vita”

Edoardo Leo, che interpreta Paolo e coproduce il film, parla con emozione quasi trattenuta:
«Mi ha preso la forza di questa storia. Ho voluto produrla, raccontarla, interpretarla. Era importante farla senza cadere nel sentimentalismo, trovando un tono che potesse essere anche di commedia.»

Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni e il regista Alessandro Aronadio sul set del film “Per te”
Edoardo Leo, Javier Francesco Leoni e Alessandro Aronadio sul set di “Per te” – Ph. Lucia Iuorio – wondernetmag.com

Per costruire il personaggio, Leo ha affrontato un lavoro lungo e fisico: «Ho studiato tutte le immagini, tutti i video di Paolo. Ho lavorato con un coach, cercando di capire come questa malattia agisce non solo sulla mente, ma sul corpo. Lentamente, inesorabilmente.»

Poi si ferma, e aggiunge: «C’è un filo che lega i film che ho fatto con Alessandro: Orecchie, Era ora, e adesso Per te. Tutti parlano del tempo. Ma questo è il peggiore dei tempi possibili: quello che ti porta via anche la memoria dei tuoi affetti. Non c’è paura più grande di questa.»

Teresa Saponangelo: “Una diagnosi è uno spartiacque”

Teresa Saponangelo, nel ruolo di Michela, la moglie, racconta di essersi avvicinata alla vera protagonista attraverso il libro che ha scritto. «Mi hanno colpito le sue note, le cose buffe che ricordava, come quando Paolo le diceva: “Sì, però hai le caviglie grosse”. Quelle imperfezioni rendono vera una storia. Il dolore non è mai puro: è mescolato alla vita, alle battute, agli inciampi.»

Edoardo Leo e Teresa Saponangelo in una scena del film “Per te” di Alessandro Aronadio
Teresa Saponangelo ed Edoardo Leo in “Per te” – Ph. Sara Petrillo – wondernetmag.com

Poi si fa più seria: «Una diagnosi è uno spartiacque tra il presente e il passato. Da quel momento devi organizzare il futuro. Michela ha una doppia, tripla responsabilità: quella di andare avanti, di proteggere i figli, e di costruire per loro una memoria affettiva. È la più forte di tutti, anche se non se ne accorge.»

Buster Keaton e la grazia del rischio

Tra le scelte più sorprendenti del film ci sono le sequenze dedicate a Buster Keaton. «Era un uomo che per contratto non poteva ridere,» racconta Aronadio. «Rischiava la vita a ogni fotogramma per far ridere. In qualche modo, il mio protagonista è come lui: un uomo che si perde e rischia tutto, con una tenerezza tragica. Ridi, ma se ci pensi, è una violenza allo stato puro.» Keaton diventa così la chiave del film: l’arte di resistere sorridendo.

Un’Italia che si prende cura

Aronadio rivendica la dimensione italiana della storia: «A costo di sembrare sciovinista, è un film molto italiano. Noi ce l’abbiamo nel DNA, questa cosa del prendersi cura degli altri, anche quando ci vogliono convincere che siamo cinici e egoisti. Non è buonismo, è il contrario del nichilismo cool che ci vogliono vendere.»

Teresa Saponangelo e Javier Francesco Leoni in una scena del film “Per te” di Alessandro Aronadio
Teresa Saponangelo e Javier Francesco Leoni in “Per te” – Ph. Lucia Iuorio – wondernetmag.com

Persino la musica segue questa logica della memoria: «È un film sulla memoria, quindi anche la colonna sonora doveva dialogare col passato. Tutte canzoni di almeno cinquant’anni fa, fino alla chiusura con Mina. Volevo una canzone italiana, che fosse insieme festa e struggimento.»

“Per te”, una storia per tutti

Alla conferenza stampa, Mattia Piccoli era presente con la madre. La sua voce, emozionata ma ferma, riassume lo spirito del film: «È stato molto emozionante. Poter raccontare la nostra storia e farla conoscere ad altre persone è importante, perché può aiutare chi si trova nella stessa situazione. È quello che stiamo cercando di fare: portare la nostra esperienza per dire che non si è soli.» Il produttore Andrea Calbucci aggiunge: «Il sogno era che questo film potesse essere per tutti. Che un figlio potesse portare un genitore, o un amico portare un amico, e dirgli: questo film è per te. Perché racconta quello che spesso non riusciamo a dire: “Io ci sarò. Qualunque cosa succeda, io sarò lì”.»

L’amore come memoria

Per te è un film che attraversa il dolore senza fermarcisi, che sceglie la commedia come atto d’amore. Racconta l’Italia della cura, quella che non fa rumore ma resiste, che trasforma la paura in gesto, la perdita in promessa.

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