Alla Paris Fashion Week, Chanel presenta la prima collezione di Mathieu Blazy. Una riflessione luminosa sull’eredità della Maison e sulla bellezza del tempo che trasforma.
Parigi accende le luci del Grand Palais per accogliere una nuova era. La sfilata Chanel Primavera Estate 2026 segna il debutto di Mathieu Blazy alla direzione creativa della Maison, e fin dalle prime note si percepisce che qualcosa sta cambiando. Lo spazio, immerso in un’atmosfera cosmica, vibra di luce e di silenzio, come un rito di rinascita. Il pubblico assiste a un dialogo tra memoria e innovazione, dove la tradizione incontra la materia viva del presente.
Chanel, la sfilata di debutto di Mathieu Blazy
Mathieu Blazy non cerca di imitare l’eredità di Chanel. La attraversa con rispetto, ma la riscrive. Il suo linguaggio è quello della libertà e del movimento. Il tweed, simbolo intramontabile della Maison, perde la rigidità classica per acquisire morbidezza e fluidità. I completi si muovono con il corpo, le gonne si avvolgono con naturalezza, i dettagli raccontano una femminilità che si svela senza imporsi. Le camelie, sottili e luminose, brillano come segni di continuità.
Le proporzioni cambiano, i codici si mescolano. Le giacche si accorciano, le gonne sfiorano la caviglia, i tessuti respirano. Il nuovo volto della 2.55 diventa simbolo di questa metamorfosi: la borsa iconica si piega, si modella, vive. Blazy la trasforma in un oggetto che conserva la memoria del gesto, come se ogni piega racchiudesse una storia personale. È un omaggio al tempo, all’imperfezione come valore, all’eleganza che nasce dall’autenticità.
Gli accessori amplificano questo racconto: scarpe con punte argentate che si muovono con leggerezza, cinture che disegnano la vita come un tratto di matita, collane di perle che si intrecciano a fili di metallo. Niente è statico, tutto è in divenire. La collezione si chiude con un sussurro, non con un grido: abiti in satin e tulle che si muovono come onde, un’eleganza quasi spirituale che illumina la passerella.
Chanel: storia di un mito che evolve
Fondata nel 1910 da Gabrielle “Coco” Chanel, la Maison ha rivoluzionato il modo di intendere la moda. Coco liberò il corpo femminile dai corsetti, inventò la modernità del tailleur e rese il nero un simbolo di eleganza. Dopo la sua scomparsa, il testimone è passato a Karl Lagerfeld, che ne ha amplificato il mito trasformandolo in un impero globale. Con Virginie Viard, Chanel ha vissuto un periodo di intima continuità, fedele al minimalismo poetico della sua fondatrice.

Oggi, con Mathieu Blazy, il Chanel apre un nuovo capitolo. Formatasi tra le scuole d’arte e le grandi maison europee, la carriera di Blazy attraversa nomi iconici come Margiela, Céline e Bottega Veneta, dove ha ridefinito la grammatica della pelle e del movimento. In Chanel porta con sé la sua visione sensoriale della moda: concreta, intellettuale, ma sempre umana. La sua prima collezione non celebra solo l’eredità della Maison, ma la sua capacità di rigenerarsi. Chanel non guarda indietro. Cammina, ancora una volta, verso la luce.












































