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Julien Dossena accende Parigi: la nuova era di Rabanne tra leggerezza e sperimentazione

Modelle con look Rabanne Primavera Estate 2026 alla Paris Fashion Week: abiti mini scultorei, dettagli metallici, tessuti leggeri e silhouette sperimentali
Alla Paris Fashion Week, Julien Dossena presenta per Rabanne la collezione Primavera Estate 2026, tra leggerezza sperimentale e heritage couture.

Alla Paris Fashion Week, Rabanne presenta la collezione Primavera Estate 2026 firmata da Julien Dossena. Il direttore creativo traduce i codici storici della maison in una nuova grammatica visiva, fatta di leggerezza sperimentale e richiami al DNA futurista. Il risultato è uno show che accende la capitale francese con vibrazioni di luce, materia e movimento.

Rabanne, la sfilata Primavera Estate 2026

I tessuti raccontano una storia di contrasti. Alla pelle si affiancano infatti materiali tecnici e inserti metallici, capaci di trasformare il passo delle modelle in una performance multisensoriale. Le applicazioni floreali tridimensionali, i cristalli e gli intarsi sottolineano l’idea di una leggerezza che non rinuncia alla forza. Bustier strutturati si fondono con drappeggi fluidi, gonne origami dialogano con tessuti impalpabili, creando un ritmo fatto di tensione e rilascio.

Il volume diventa protagonista. Cinture oversize scolpiscono la silhouette, mentre gonne a palloncino in oro e argento evocano scenari visionari. I mini abiti frangiati raccontano l’energia elettrica della notte, in un mix che unisce couture e club culture. Tartan e micro-check donano invece alla collezione un tocco più classico, bilanciando l’impronta futurista.

La palette cromatica poi amplifica i contrasti: nero e turchese si intrecciano con arancio, giallo e infinite sfumature di verde e blu. I riflessi metallici attraversano l’intera collezione, dialogando con stampe floreali e accenti pop, in un equilibrio audace di rigore e sperimentazione.

La storia di Rabanne

Fondata negli anni Sessanta da Paco Rabanne, la maison ha scardinato le regole della couture con abiti in materiali non convenzionali. Da Pasaia, la città dei Paesi Baschi dove era nato, Paco Rabanne si è trasferito con la famiglia in Francia quando aveva cinque anni. La passione per la moda gli è stata trasmessa da sua madre, che aveva lavorato nell’atelier di Balenciaga a San Sebastian. A Parigi Paco Rabanne ha iniziato disegnando accessori per stilisti come Givenchy, Balenciaga e Dior. Nel 1963 ha presentato poi la sua prima collezione di abiti. Per i suoi modelli usava materiali inusuali, come metallo, carta e plastica. Per questo Coco Chanel ribattezzò il collega “il metallurgico della moda”. Rabanne è stato il primo stilista in assoluto ad usare la musica nelle sue sfilate.

Oltre agli abiti, sia haute couture che prêt-à-porter, l’impero di Paco Rabanne spazia ad altri settori, come gli accessori, i profumi e da qualche anno anche al make-up. Il suo marchio è entrato a far parte del gruppo spagnolo Puig nel 1986. Tra le sue clienti più celebri, Romina Power e Françoise Hardy. Ha lavorato anche per il cinema: sono suoi i costumi di scena del film di Roger Vadim “Barbarella”, interpretato da Jane Fonda. Paco Rabanne è scomparso a 88 anni nel febbraio 2023.

Rabanne, tra icone pop e avanguardia: il nuovo linguaggio della maison

Julien Dossena, alla guida della Maison dal 2013, ha portato il brand in una nuova era, mantenendo l’audacia originaria e ridefinendo il prêt-à-porter di lusso. Oggi Rabanne si conferma laboratorio di innovazione, capace di coniugare avanguardia e desiderio.

Negli ultimi anni Rabanne ha conquistato le celebrità. Da Dua Lipa a Zendaya, fino a Bella Hadid, molte icone pop e del cinema hanno scelto le creazioni della maison per red carpet e performance live. I celebri abiti in maglie di metallo, reinterpretati da Dossena, sono tornati a brillare sotto i riflettori a dimostrazione della capacità del marchio di parlare a nuove generazioni senza perdere la sua aura rivoluzionaria.

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