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Franco Battiato, addio al genio che attraverso la musica ha esplorato il mistero dell’esistenza umana

Era assente dalle scene già da qualche anno, sulle sue condizioni di salute la famiglia manteneva il più assoluto riserbo. Lo scorso 23 marzo aveva compiuto 76 anni. Questa mattina è arrivata la notizia della sua morte.

Franco Battiato lascia un segno senza precedenti nella storia della cultura italiana: oltre ad aver compiuto un lavoro rivoluzionario nell’ambito della composizione musicale e del cantautorato, egli si è cimentato nel corso della sua vita anche nella regia e nella pittura, guidato da un eclettismo “fuori dal tempo”, ricercato, e da uno sperimentalismo urgente e raffinato.

E proprio grazie alla sperimentazione di diversi stili e alla contaminazione tra generi divergenti, dalla classica all’elettronica, dal pop al folk e al rock, Battiato ha dato vita a una musica sorprendente, mai ascoltata prima.

Dalle sperimentazioni al successo commerciale

Ci ha lasciato capolavori come “Centro di gravità permanente”, “La stagione dell’amore”, “La Cura”. Dopo un lungo periodo di sperimentazioni avanguardistiche e commistioni tra new wave, progressive rock e musica etnica, Franco Battiato raggiunge la popolarità con l’album del 1979 “L’era del cinghiale bianco”. Due anni più tardi, nel 1981, pubblica quello che è in assoluto il suo più grande successo: “La voce del padrone”. Un album che contiene capolavori come “Summer on a solitary Beach” e “Cuccuruccuccù”, oltre che “Centro di gravità permanente” e “Bandiera bianca”. Fu il primo LP a superare un milione di copie vendute in Italia, e consacrò definitivamente Franco Battiato nell’olimpo dei grandi autori e interpreti della musica d’autore. 

Negli anni Ottanta Franco Battiato collabora con Giuni Russo (“Un estate al Mare”), Alice (“I treni di Tozeur”) e con la sua musa Milva. Per lei produsse tre album e la storica “Alexander Platz”. «Quando ho lavorato con Milva, con Alice e Giuni Russo, io mi sono limitato a fare il sarto: prendevo le misure», scherzava Battiato quando parlava del suo sodalizio con le tre artiste.

Alla fine degli anni Ottanta Battiato lascia da parte la musica leggera per dedicarsi all’Opera e alla musica sacra, altra sua grande passione. La sua prima rappresentazione è Genesi, al Teatro Regio di Parma, nel 1987. Franco Battiato compone anche colonne sonore per il cinema, come quella del film “Una vita scellerata”, biografia di Benvenuto Cellini.

Franco Battiato è morto oggi a 76 anni

La collaborazione con Manlio Sgalambro

Dalla sua collaborazione con lo scrittore, poeta e filosofo Manlio Sgalambro nasce “La Cura”, il capolavoro contenuto nell’album “L’Imboscata” del 1996. Il loro sodalizio artistico si concretizza anche in “Gommalacca” del 1998, che contiene “Vite parallele”, dove Franco Battiato torna ad affronta il tema della reincarnazione come aveva già fatto in Caffè de la Paix, della quale era un convinto sostenitore.

Ultimo album del millennio è il primo della trilogia “Fleurs” del 1999, che contiene cover di successi come “Ruby Tuesday” dei Rolling Stones ma anche di due brani di Fabrizio De Andrè, scomparso nel gennaio di quell’anno. “Fleurs 3” uscirà nel 2002 mentre nel 2008 arriverà “Fleurs 2”, che contiene tra l’altro “Tutto l’universo obbedisce all’amore”, cantata con Carmen Consoli. 

Negli anni Duemila pubblica gli album “Ferro Battuto”, “Dieci Stratagemmi” e “Il vuoto”, ancora in collaborazione con Sgalambro. Nel 2009 esce l’antologia in due parti “Inneres Auge”, contenente due inediti, alcune cover e nuove versioni di varie hits del passato.

Franco Battiato è morto oggi a 76 anni

Nel 2011 a Sanremo con Luca Madonia

Il nuovo decennio si apre con l’insolita partecipazione di Franco Battiato al Festival di Sanremo del 2011, condotto dall’amico Gianni Morandi. Battiato sale sul palco nella doppia veste di concorrente e direttore d’orchestra, accompagnando il cantautore siciliano Luca Madonia con cui presenta il brano “L’alieno”. L’anno successivo pubblica “Apriti Sesamo”, ultima collaborazione con Manlio Sgalambro che nel 2014 si è spento all’età di 89 anni.

Nel settembre 2017 Franco Battiato tiene il suo ultimo concerto al Teatro romano di Catania, e nel 2019, dopo l’ultimo album “Torneremo ancora”, il suo manager annuncia il suo ritiro dalle scene.

Franco Battiato è morto oggi a 76 anni

Franco Battiato, una vita dedita alla ricerca e all’esplorazione dei misteri dell’animo umano

Una musica portatrice di rinnovamento e progresso, quella di Franco Battiato. Una musica sempre carica di eccezionalità, in grado di sconvolgere e ammaliare, arricchita di contenuti sorprendenti perché forieri di un’originalità tipicamente avanguardista. Indubbiamente, alcuni tra i testi di Battiato sono riconducibili alla creazione poetica. Ma vi è anche dell’altro: della satira, ad esempio; aspre critiche sociali e politiche; riferimenti alla sfera filosofica e in particolar modo alle filosofie orientali, ma anche all’esoterismo e al misticismo. L’iter di Battiato, antropico prima che artistico, è totalmente proteso all’esplorazione della realtà e delle sue estrose facce. E profondamente impegnato nell’esistenza, con la nobile intenzione di raccontare e celebrare l’esperienza umana.

Buon viaggio, Maestro. Ci mancherai.

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