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Salvatore Vignola: «La mia collezione FW 2020-21 è un racconto pieno di speranza per le paure di questo momento storico» 

Salvatore Vignola, tra i nomi più promettenti della nuova leva di stilisti italiani, è stato uno degli ospiti del Fashion Hub Impact dal 18 al 24 febbraio, nel corso della Fashion Week, dove ha presentato la sua collezione AI 2020-21, “Come la neve pulisce”.

Salvatore Vignola si è approcciato giovanissimo alla Moda. Fin dall’infanzia, la sua attitudine creativa si è tradotta in un approccio pieno di sensibilità verso le nuove tendenze ma anche verso i grandi classici, che reinventa in modo assolutamente originale. La tragica scomparsa di Gianni Versace, avvenuta quando Salvatore aveva solo 6 anni, lo ha portato a scoprire la figura dello stilista e ha segnato da allora in poi la sua strada e il suo percorso come fashion designer. Oltre che da Versace, Salvatore Vignola è stato fortemente ispirato e influenzato da altri nomi di spicco del panorama della Moda internazionale. Tra questi, Chanel, Jean Paul Gaultier, Elsa Schiapparelli e John Galliano. Tutti designer che con le loro creazioni hanno apportato alla storia del costume delle vere e proprie rivoluzioni stilistiche.

Due modelli della collezione SS 2020 di Salvatore Vignola

 

Dopo gli studi in Architettura e Arredamento presso l’Istituto d’Arte di Potenza e la laurea in Fashion Design alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, nel 2016 Salvatore Vignola ha creato il proprio marchio, riscuotendo ottimi risultati fin dal principio. La sua collezione SS18 è stata selezionata come ospite europeo alla Kazakistan Fashion Week, per essere poi presentata nel progetto Archiproducts del WHITE di Milano.

Lo abbiamo incontrato per capire gli umori e le sensazioni che hanno ispirato la nuova collezione Autunno Inverno 2020-21.

Come sta andando questa Fashion Week, Salvatore?

Sono ospite al Fashion Hub insieme ad altri stilisti, ed è interessante il confronto che posso avere con altri designer che hanno un percorso più lungo, come il mio, o magari minore, e soprattutto per il passaggio di buyer e giornalisti che si mostrano molto interessati alle nostre creazioni.

A cosa è ispirata la nuova collezione?

La mia nuova collezione Autunno/Inverno 2020-21 si chiama “Come la neve pulisce”,  ed è un racconto apocalittico di quello che sta succedendo, della paura che abbiamo attualmente in questo momento storico. E’ una storia su una nevicata allegorica che cade per pulire i nostri animi, per mettere da parte i pensieri negativi.  Racconto di una donna eroina. I tessuti sono stati presi dal mondo abbigliamento dell’ufficio maschile, soprattutto i dettagli sartoriali, ma come sempre, nelle mie collezioni c’è un grande rispetto e una valorizzazione del corpo femminile.

Sei originario della Basilicata, una terra lontana dai luccichii milanesi. Quanto è presente nelle tue collezioni?                

 Il Sud è un background innato nelle mie collezioni e continua ad essere uno spunto continuo. E, a prescindere dalla mia ricerca stilistica, è naturale che il mio passato, la mia vita, il mio stile si siano formati lì. 

Chi sono gli stilisti a cui ti ispiri e che, magari, vorresti emulare?

Nella lista dei miei stilisti preferiti ci sono Vivienne Westwood, Elsa Schiapparelli, John Galliano. Non sogno di emulare nessuno di loro, ognuno ha uno stile e un percorso personale. Quello che mi piace di loro è che hanno portato un’innovazione anche sociale attraverso la moda.

Quanto la moda è vicina agli emergenti, e in cosa dovrebbe migliorare, eventualmente, il sistema moda italiano?

Penso che in Italia non ci sia niente da migliorare. E’ difficile emergere perché la storia della moda italiana ha alle sue spalle una storia fatta di grandi maestri. Per fortuna ci sono iniziative come quelle della Camera Moda e, in particolare di Vogue Talents, che, per foruna, supportano molto i nuovi talenti e continuano a farlo.

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