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Pierre-Louis Mascia amplia la boutique a Milano dentro Palazzo Crespi

Interni della nuova boutique Pierre-Louis Mascia a Milano dentro Palazzo Crespi
Pierre-Louis Mascia amplia la sua boutique milanese a Palazzo Crespi, tra tessuti d’archivio, design, arte e suggestioni scenografiche.

Nel cuore del Quadrilatero, Via Pietro Verri resta un punto fermo per Pierre-Louis Mascia, mentre lo spazio si trasforma. Mascia ha spostato la sua boutique milanese ampliandone i confini all’interno di Palazzo Crespi, architettura firmata da Piero Portaluppi. Un’evoluzione naturale di un progetto già concepito come organismo vivo. Ovvero uno spazio in mutazione, sospeso tra cabinet de curiosité e atelier d’artista. Dove ogni elemento concorre a una narrazione visiva stratificata in continuo divenire.

Interno della boutique Pierre-Louis Mascia a Milano con abiti e tessuti decorativi
Interni della boutique Pierre-Louis Mascia a Palazzo Crespi a Milano – wondernetmag.com

Il lessico estetico della maison si arricchisce qui di nuove profondità storiche. I tendaggi patchwork barocchi del XVIII e XIX secolo, provenienti dall’archivio personale del designer, introducono una dimensione scenografica di impatto. Tra questi, le celebri tele di Genova, utilizzate come schermature solari nei palazzi aristocratici con scene di natura e animali. Ora riattivate in chiave contemporanea, in un dialogo tra memoria e invenzione. Un’esperienza sensoriale e immaginifica, fedele allo spirito libero e trasformista di Mascia.

Pierre-Louis Mascia a Palazzo Crespi

L’interno si configura come paesaggio immersivo, dove la pratica del collage, cifra distintiva di Pierre-Louis Mascia, si traduce in spazio. I camerini, concepiti come quinte teatrali, sono realizzati con tende in seta e stampe d’archivio sviluppate con Achille Pinto. Custode di un sapere tecnico che affonda le radici nel 1933.

Le pareti, rivestite di carte da parati cangianti, amplificano la tensione tra decorazione e racconto, riaffermando così il ruolo centrale dell’immagine nel DNA del brand. L’allestimento della maison amplifica l’idea di uno spazio senza tempo. In cui oggetti, tessuti e riferimenti culturali coesistono in logiche associative. Elementi d’antiquariato, suggestioni artistiche e accenti domestici convivono in un equilibrio volutamente instabile. Evocando tanto l’intimità di un laboratorio quanto la meraviglia di una collezione privata. Infine una selezione di oggetti Liberty, tra cui lampadari su misura scelti da Marie Christophe, introduce un ulteriore livello decorativo, raffinato e colto.

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