La collezione “New Age” è una raccolta di tutte le tracce lasciate da Lessico Familiare negli anni: abiti ovatta, silhouette cocoon, sottovesti, capispalla.
Dopo due anni, Lessico Familiare, il progetto nato dal pensiero e dalla volontà di Riccardo Scaburri, Alice Curti e Alberto Petillo, è tornato a sfilare. E ha scelto per l’occasione Palazzo Turati, la nuova sede dell’Istituto Marangoni a Milano. Uno spazio fortemente voluto perché significativo del percorso in divenire di lessico familiare: a partire dal nome del progetto che riecheggia il capolavoro di Natalia Ginzburg, caposaldo dell’istruzione italiana, fino al legame stretto e importante con la scuola e con l’Istituto Marangoni in particolare.

Una sfilata che arriva a un anno dalla presentazione da Dover Street Market e dopo l’importante vittoria del CNMI Fashion Trust Grant 2025. Il tema della sfilata è stato New Age. Dove può nascere una nuova era? A scuola, appunto, per ribadire “l’importanza ricoperta dall’insegnamento al fine di costruire una New Age di designers, sarti, creativi, nasi. Sotto le volte del suo cortile aperto alla strada – dove nascono le rivoluzioni – al tramonto, nell’ultimo spiraglio di luce”.
Lessico Familiare FW26
La collezione “New Age” è una raccolta di tutte le tracce lasciate da Lessico Familiare negli anni: abiti in ovatta, silhouette cocoon, sottovesti preziose, capispalla logori, citazioni plateali, fiocchetti leziosi e animali talismani. Non sono dogmi ma tracce precise. Lessico le rimescola. Esplorando nuovi percorsi, forme e linguaggi. Mutando come fa il lessico stesso. Nuove parole e storie si uniscono a vecchie. L‘upcycling lascia il posto al ready made. Niente viene smontato ma conservato, giustapposto e decontestualizzato. Dunque davantini di grembiuli e colletti di camicie diventano top, zerbini come abitini mini, gonne abat-jour.

Proporzioni più asciutte affiancano palandrane manifesto e indumenti bidimensionali. The Power Of GoodBye suona in sottofondo. Mentre capi del passato vengono modificati in nuovi déjà vu. Le spose delle precendenti collezioni sono ora divorziate. E reclamano il loro posto vicino a top pop corn con fiori tie dye, caftani patchwork di orli, pantaloni ballon damascati e di paillettes. L’effetto è spiazzante!


