Armani/Casa presenta Origini alla Milano Design Week 2026: icone di design, nuove collezioni e atmosfere eleganti tra passato e contemporaneo.
La nuova collezione Armani/Casa 2026 debutta a Salone del Mobile di Milano, nello store di Corso Venezia 14. Uno spazio simbolico che racconta l’essenza dell’abitare secondo Giorgio Armani. Il progetto si chiama Origini. E già dal nome chiarisce tutto: un viaggio tra passato e presente, tra icone e nuove visioni.

Le vetrine introducono il racconto. Da una parte gli oggetti iconici. Dall’altra la loro evoluzione. Tuttavia questa trasformazione resta nascosta, filtrata da vetri opachi. Si svela solo entrando. Tra i protagonisti spiccano pezzi come la poltrona Balloon, la consolle Seine e la lampada Logo. Oggetti che restano attuali, anche quando cambiano forma.

Al piano terra domina un’atmosfera teatrale. Tessuti neri avvolgono lo spazio. Le teche dorate catturano la luce. Così ogni elemento emerge con forza.
Armani/Casa collezione 2026: il living secondo Armani
Salendo, il percorso cambia ritmo. Il primo piano ruota intorno al living, cuore della casa. Qui ogni ambiente racconta uno stile preciso. Inoltre grandi acquerelli evocano le dimore di Armani, creando un legame intimo con il progetto.

Il primo spazio esprime eleganza grafica. Il tavolo Borgonovo dialoga con le sedie Classic e la lampada Logo. I toni sono morbidi, ma il pavimento a scacchiera introduce contrasto. Poi arriva una zona più scenografica. Il riferimento è la casa milanese dello stilista. Il divano Albert, le poltrone coordinate e i tavoli Brera costruiscono un equilibrio tra materiali e volumi.

Infine, uno spazio raccolto invita al relax. I divani Play e le poltrone Byron creano un’atmosfera calda e avvolgente. E poi l’ultimo ambiente cambia scenario. Il paesaggio richiama Pantelleria. Il divano Brando diventa protagonista, insieme a materiali leggeri e luminosi.
Armani/Casa firma una collezione coerente e riconoscibile. Lo stile evolve, ma resta fedele alle sue radici. Sempre elegante. Sempre attuale.


