La collezione Dior Autunno-Inverno 2026-2027 porta in passerella una nuova visione firmata Jonathan Anderson: silhouette scultoree, richiami couture e codici iconici della maison.
Il Jardin des Tuileries, nel cuore di Parigi, diventa il palcoscenico simbolico della sfilata Dior Autunno Inverno 2026-2027. Un luogo carico di storia. Un giardino progettato per essere visto e attraversato. Qui la moda assume la forma di una vera performance visiva.
Il set richiama l’idea della passeggiata parigina. Le modelle avanzano lungo un percorso che ricorda la Grande Allée del parco. Il pubblico osserva. Proprio come accade tra i viali del giardino. La passerella diventa quindi una metafora della città. Un luogo dove sguardi, identità e stile si incontrano.

Il riferimento letterario a Radclyffe Hall e alla sensibilità modernista del primo Novecento introduce un tema chiave della collezione: la moda come espressione individuale. Ogni look racconta un personaggio. Ogni silhouette diventa una dichiarazione di stile. Allo stesso tempo il décor gioca con l’illusione. Fiori che sbocciano nel freddo. Ninfee artificiali che galleggiano sull’acqua. Il confine tra realtà e artificio si dissolve. Un concetto molto caro alla moda contemporanea.

Tra le star che hanno assistito alla sfilata in front row, le brand ambassador Jisoo, Charlize Theron, Anya Taylor-Joy, Deva Cassel, il regista Pedro Almodovar, Beatrice Borromeo, Emily Ratajkowski, Letitia Casta ed Emmanuelle Seigner.
Dior, la sfilata Autunno Inverno 2026-2027
Con la collezione Autunno Inverno 2026-2027, Jonathan Anderson esplora l’archivio della maison e lo traduce in una grammatica nuova. Il designer nordirlandese, nominato direttore creativo di Dior nel giugno 2025 dopo Maria Grazia Chiuri, porta con sé un approccio che unisce rigore sartoriale e sperimentazione contemporanea.
I look rivelano subito alcuni codici chiave della maison. Il primo è la struttura della silhouette. Le giacche scolpite richiamano la storica Bar Jacket ideata da Christian Dior nel 1947 per il celebre New Look. Tuttavia Anderson ne modifica le proporzioni. Le linee diventano più morbide. I volumi si aprono in balze e rouches dinamiche.
Un esempio appare nel look con giacca grigia in maglia texturizzata. Il busto è aderente. Il fondo si apre in una balza scultorea. Sotto compare una minigonna di tulle ricamato con volant sovrapposti. Il risultato mescola couture romantica e spirito contemporaneo.
Anche il bianco domina molte uscite. Una giacca avorio con maniche svasate accompagna pantaloni decorati da ricami argentati ondulati. La linea è essenziale. Tuttavia il dettaglio sartoriale crea movimento. In mano la modella porta una Lady Dior reinterpretata in velluto verde oliva.
Il dialogo tra opposti continua con il look composto da giacca in pelle marrone con grande colletto di shearling. Il capo richiama l’estetica aviator. Sotto appare una gonna ricamata dalla texture preziosa. Il contrasto tra materiali maschili e decorazioni couture diventa uno dei fili conduttori della collezione.
La nuova visione Dior
Anderson introduce anche una palette cromatica più audace. Una giacca verde smeraldo con colletto in shearling crema si abbina a una minigonna strutturata con volumi ondulati. Il taglio ricorda quasi un’architettura tessile. In passerella compare anche una borsa scultorea dalla forma organica, quasi una piccola opera d’arte.
Il romanticismo emerge invece in un abito bianco trasparente con pois in rilievo. La cintura crea una grande balza asimmetrica. Il movimento del tessuto accompagna la camminata della modella. Un richiamo alla leggerezza delle creazioni couture degli anni Cinquanta.
Non mancano infine silhouette più minimal. Una giacca color burro con linea cropped si posa sopra una base di denim morbido. Un look urbano. Moderno. Perfetto per una nuova generazione Dior.
La collezione si chiude con un completo total black dalla costruzione impeccabile. Spalle nette. Vita segnata. Pantaloni lunghi con bordi decorativi. Un look essenziale che riafferma il cuore sartoriale della maison. Con questa collezione Jonathan Anderson dimostra di conoscere profondamente la storia di Dior. Tuttavia non si limita a citarla. La reinterpreta con libertà.
Il risultato è una moda che dialoga con il passato ma guarda avanti. I codici del New Look, la raffinatezza della couture e l’energia contemporanea convivono nello stesso racconto.
Nel cuore delle Tuileries, tra natura e artificio, la sfilata racconta proprio questo. La moda come spettacolo. La moda come identità. Ma soprattutto la moda come linguaggio in continua evoluzione.



































































