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Karla Sofía Gascón a Venezia: «Mi fanno più paura le persone normali degli horror»

Un ritratto ravvicinato di Karla Sofía Gascón, con un'espressione sorridente, mentre indossa un abito in pizzo nero con una collana e orecchini con pietre viola
Karla Sofía Gascón ha ricevuto il Premio Kinéo al Festival del Cinema di Venezia e si racconta senza filtri: dalla controversia dei tweet alle sue paure, dai progetti futuri al sogno di diventare la cattiva di James Bond.

Karla Sofía Gascón è arrivata alla Biennale Cinema 2025 per ritirare il Premio Kinéo come Miglior Attrice Internazionale per Emilia Pérez di Jacques Audiard, un riconoscimento che corona un anno straordinario. La sua interpretazione coraggiosa e rivoluzionaria ha ridefinito i confini della rappresentazione femminile sul grande schermo, regalandole nomination agli Oscar, ai Golden Globe, ai BAFTA e i premi in Francia ai prestigiosi César e Lumière. Ma il trionfo coincide con una tempesta mediatica che ha incrinato la campagna promozionale del film.

Karla Sofía Gascón, intervista all’attrice di Emilia Pérez

«Quando penso alla parola tweet mi arrabbio: è l’unica parola che non sopporto», confessa l’attrice 53enne. «È stata una bugia, una manipolazione che mi ha fatto molto male. Non potevo fare nulla contro un potere che voleva screditarmi sul piano della competenza, soltanto per ciò che rappresentavo.» Per proteggere le chance di Emilia Pérez agli Oscar, Netflix ha preso le distanze da lei, ma Gascón non si lascia abbattere.

 Karla Sofía Gascón in un elegante abito bianco con occhiali da sole scuri, posa in piedi su una passerella con canali d'acqua sullo sfondo, durante il Festival di Venezia

Nonostante le polemiche, rivendica con orgoglio il lavoro fatto: «Sono felice di aver interpretato questo personaggio insieme a grandi artisti. È molto difficile, per qualsiasi attore o attrice, avere la possibilità di interpretare un ruolo come questo.» Alla domanda su cosa le abbia lasciato il personaggio, risponde senza esitazioni: «Ho riversato tutto quel dolore nella prima parte del personaggio e lì l’ho lasciato. Non voglio più portarmi dietro ciò che mi aveva trascinata in un periodo tanto oscuro della mia vita.»

Karla Sofía Gascón posa sul red carpet, indossa un abito lungo rosso con scollo a V, una collana di diamanti e un bracciale coordinato

Lo sguardo, intanto, è rivolto al futuro. «Ho fatto un film meraviglioso che abbiamo finito un mese fa: un western in Spagna con Paz Vega, in cui interpreto una vedova dell’Ottocento. Spero di poterlo presentare a Venezia l’anno prossimo.» Un ruolo diversissimo da Emilia Pérez, che la diverte ancora di più: «Quando mi hanno detto “vuoi fare un western?”, ho pensato subito a cavalli e pistole. Invece no: dovevo fare la vedova. È stata un’esperienza bellissima, completamente diversa.»

I progetti futuri e il sogno di diventare la cattiva di James Bond

Con un sorriso svela anche un sogno professionale: «Vorrei essere la cattiva di un film di James Bond. È sempre stato il mio sogno.» Consapevole che la saga sia un terreno insidioso, la sua determinazione rimane intatta: «Io voglio fare la cattiva.»

L'attrice Karla Sofía Gascón sorride in un ritratto a mezzo busto, con i capelli sciolti e un'espressione gioiosa

Il suo amore per il cinema passa anche attraverso il gusto dello spettatore: «Mi piace soprattutto il cinema horror, perché è l’unico che riesce ancora a sorprendermi davvero.» Cresciuta con i film di Spielberg e Lucas, dice di preferire il cinema “bigger than life”, capace di disconnetterla dal reale e dalle notizie quotidiane. Poi scherza: «Se fosse un horror, io sarei una vampiressa e morderei tutti.»

Ma al di là del gioco, la riflessione si fa seria: «Non mi fanno paura le cose paranormali, mi fanno paura le persone. L’essere umano è peggiore di qualunque creatura paranormale si possa immaginare.»

Diritti, società e l’impatto dei social

Da qui si apre la riflessione sulla società contemporanea. «Stiamo vivendo un momento molto pericoloso per i diritti, non solo per le persone trans. Prima ridono di te, poi tocca agli immigrati, alle donne. Mi fa paura perché stiamo tornando indietro tantissimo.» Nel mirino anche i social media: «Viviamo una manipolazione costante. Crediamo di avere la libertà di esprimerci, invece siamo manipolati da chi ha i soldi per comprare visibilità e distruggere reputazioni.»

Karla Sofía Gascón, con un'espressione decisa e intensa, indossa un top nero con spalline sottili e una collana di diamanti, mentre si tiene una ciocca di capelli sciolti

Sul tema della separazione tra arte e vita privata è pragmatica: «Dobbiamo imparare a distinguere: una cosa è l’artista, un’altra sono le sciocchezze che dice nella vita privata.» E porta l’esempio di J.K. Rowling: «Come artista ha fatto cose molto importanti, mia figlia ha visto tutta la saga di Harry Potter. Ma una cosa è ciò che ha scritto, un’altra sono le cose che continua a dire.»

Karla Sofía Gascón: arte, carriera e passioni

Tra i registi con cui sogna di lavorare, Karla Sofía Gascón cita Paolo Sorrentino, Denis Villeneuve – «ha avuto un rapporto meraviglioso con me e con la mia famiglia» – e Matteo Garrone, che lei ricorda come “Marrone” per Io Capitano. Accenna anche a Michael Tracy, conosciuto di recente. «Per me, i migliori sono quelli che vogliono lavorare con me», conclude con pragmatismo, mostrando una maturità professionale che va oltre le polemiche.

E se l’horror resta un sogno, confessa che la sua vera forza è la commedia: «Mi piacciono le commedie che fanno ridere di pancia, come Scemo più scemo. Non quelle che ti dicono “guarda come sono bravo”. Io preferisco la tontuna.» Quanto al musical, invece, ride e ammette: «No, quello no. Non so cantare, non so ballare. Mi farebbe paura.»

Karla Sofía Gascón lascia Venezia con un premio in mano e la determinazione di chi continua a guardare avanti: «Gli attori non smettono mai di crescere, perché si impara per tutta la vita. La cosa più importante non sono i corsi o gli studi, ma la possibilità di vivere. Più hai vissuto, più esperienze hai fatto, e più strumenti avrai per dare vita ai personaggi che ti arrivano.»

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