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“L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”: la recensione e la vera storia dietro il film di Sydney Sibilia

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose: recensione del film di Sidney Sibilia
Un sogno di libertà costruito in mezzo al mare. L’incredibile storia di Giorgio Rosa e della sua isola di ferro che sfidò l’Italia, diventa un film diretto da Sydney Sibilia appena uscito su Netflix.

A guardare indietro nel tempo – appena 52 anni indietro -, la caparbietà dell’ingegnere bolognese Giorgio Rosa, deve aver stupito non poco gli assidui frequentatori delle stanze governative dell’epoca. Tanto che, per dissuaderlo dall’idea di fondare il suo personale Stato Indipendente su una piattaforma di 400 mq costruita nel 1968 al largo di Rimini, fuori dalle acque nazionali, l’allora governo in carica guidato da Giovanni Leone e, traghettato nella vicenda dal Ministro dell’Interno Franco Restivo, scomodò addirittura il cacciatorpediniere Andrea Doria, nave di punta della Marina Militare Italiana. Nave con cui l’Isola delle Rose fu abbattuta, terminando la sua avventura dopo 55 giorni di attività.

“L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”

È forse questo il primo pensiero fatto al termine della visione de “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”, prodotto da Groenlandia e distribuito da Netflix. Il film è l’ultimo lavoro del regista Sydney Sibilia, di cui è protagonista Elio Germano. Con la sua interpretazione Germano conferma – come se servisse – la sue indiscusse capacità attoriali. Accanto all’attore romano che con il suo perfetto accento bolognese sembra nato sotto i portici di Piazza Grande, ci sono Matilda De Angelis, Leonardo Lidi, Tom Wlaschiha, Fabrizio Bentivoglio, Luca Zingaretti, Federico Pacifici e molti altri.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose: recensione del film di Sidney Sibilia
Il cast de “L’incredibile storia dell’Isola Delle Rose” – Photo Credits: Simone Florena/Netflix© 2020

Il secondo pensiero che segue, si concentra sulla frase finale con cui Sibilia chiude la pellicola. Quella frase che afferma senza diritto di replica, che “Ad oggi, la distruzione dell’Isola delle Rose è l’unica guerra d’invasione commessa dalla Repubblica Italiana”. Si perché, per quanto assurda sia stata la costruzione di un’isola artificiale che aspira alla sua indipendenza, è proprio quest’ultimo storico atto della faccenda a destare l’attenzione. Un atto che dovrebbe comparire nei libri di storia come una delle tante azioni svolte nella narrazione del governo italiano e che, invece, non vi trova posto. Neanche nei libri di ingegneria. (Provate a cercare per credere).

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose: recensione del film di Sidney Sibilia
Sydney Sibilia ed Elio Germano – Netflix©

La ricostruzione di Sydney Sibilia

Il lavoro di Sibilia, autore della fortunata serie di film “Smetto Quando Voglio”, compone un puzzle i cui pezzi si sono persi nel tempo. Il regista li rimette insieme e racconta una vicenda realmente accaduta, che non ha fatto storia e che, forse, avrebbe dovuto. Forse proprio per quell’ultima frase che il regista ci lascia prima dei titoli di coda. L’opera ingegneristica di Giorgio Rosa ha creato una falla nel sistema repubblicano italiano che, in tutti i modi, ha cercato di sabotare il lavoro dell’ingegnere. Un lavoro che, per carità, a giusta causa non si dovrebbe spalleggiare, ma del quale è impossibile non riconoscere l’ingegno e la visione.

Un uomo e i suoi pochi amici, mettono insieme un sogno galleggiante che diventa una micronazione al largo del Mare Adriatico, al di fuori delle acque territoriali italiane. Il suo nome sarà “Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose”, con francobolli, passaporti, moneta e acqua corrente, il tutto a sei miglia dalla Riviera Romagnola.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose: recensione del film di Sidney Sibilia

La vera storia dell’Isola delle Rose: il contesto socio culturale dell’Italia di fine anni ’60

Siamo nell’Italia del 1968 e il Paese vive un periodo di forti contraddizioni. Da una parte le lotte politiche di piazza e le rivoluzioni operaie in fabbrica. Dall’altra la voglia di ripartenza, la crescita del sentimento di liberalizzazione e lo sdoganamento dei costumi sessuali. Il tutto condito da un forte spirito imprenditoriale e dall’idea che, per quella giovane generazione, fosse davvero tutto possibile. Il movimento hippie italiano si muove attraverso le idee pacifiste, la lotta al consumismo e la crescita della love generation e dei suoi eccentrici vestiti colorati, a cui fa da sfondo una forte assenza di regole.

È in quegli anni che Rimini comincia ad affermarsi come una delle località turistiche italiane più ricercate, caratterizzata dal grande divertimento e da una forte sensazione di libertà. Sono questi i motivi che spingono Giorgio Rosa a scegliere Rimini come luogo ideale per dar vita al suo progetto che, inizialmente, sarebbe stato un’attrazione turistica con bar, uffici e camere d’hotel.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose: recensione del film di Sidney Sibilia
Photo Credits: Simone Florena/Netflix© 2020

Il sogno di Giorgio Rosa durò 55 giorni

Ben presto quell’ammasso di ferro e piloni galleggianti sarebbero diventati un’utopia. La rappresentazione fisica di quella libertà tanto ricercata che il 1°maggio del ’68, autoproclamò la sua indipendenza dalla nazione italiana. Quest’accadimento, che presto si fece notare anche oltre il confine italiano, fu colto dal governo come una “dichiarazione di guerra” e spinse la politica del tempo ad occuparsi della faccenda in modo serio.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose: recensione del film di Sidney Sibilia
Fabrizio Bentivoglio e Luca Zingaretti interpretano rispettivamente Franco Restivo e l’ex presidente della Repubblica Giovanni Leone – Photo Credits: Simone Florena/Netflix© 2020

Dopo molteplici interrogazioni parlamentari, il 25 giugno del ’68 l’isola fu occupata militarmente. Dopo diversi mesi di battaglie legali, a febbraio del 1969 fu definitivamente abbattuta con due tonnellate di esplosivo. Non è facile scoprire quali furono i costi dell’operazione per lo Stato italiano. Ma fu così che, sotto il fuoco militare, il sogno del visionario Giorgio Rosa smise di brillare. Un film da vedere, anche solo per conoscere una storia mai ascoltata e per concedersi un sogno di libertà lungo 117 minuti.

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