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Qi Gong: la pratica giusta per stare bene usando la propria energia

Di origini antichissime, questa disciplina è usata anche nella medicina tradizionale cinese. Aiuta a ritrovare il perfetto equilibrio tra mente, corpo e spirito. Ecco come si pratica, e quali sono i benefici che ne derivano.

Il termine deriva da “Qi”, l’energia vitale che scorre attraverso i meridiani in tutto l’organismo, e “Gong”, che vuol dire “lavoro”. In sostanza è la tecnica del respiro o tecnica dello spirito, è “l’arte” di far circolare l’aria nel modo più adatto per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico. La pratica del Qi Gong stimola una circolazione dell’energia, sbloccando i ristagni nel corpo che possono causare malesseri e malattie. Si basa sulla medicina tradizionale cinese, ma anche sui principi di diverse filosofie orientali per ristabilire un equilibrio mentale, emotivo e fisico, sviluppando consapevolezza e crescita della persona. 

Come funziona

I movimenti del Qi Gong sono molto lenti, le posizioni statiche, e durante la pratica la respirazione è fondamentale. Si usano tecniche di respirazione diverse  a seconda dello scopo che ci si prefigge. Il respiro è un elemento prezioso per “manifestare” e “liberare”. Ogni respiro ha un significato tanto fisico quanto emotivo.

Un sovraccarico di emozioni che non riusciamo a liberare può creare disagi nella funzionalità degli organi interni: con gli esercizi giusti possiamo andare a sciogliere questi nodi. Se da una parte gli esercizi possono sembrare semplici – tanto che il Qi Gong è consigliato e facilmente accessibile a tutti e a tutte le età, dai bambini agli anziani – dall’altra c’è da dire che è importante eseguirli nella maniera corretta, facendosi guidare da un insegnante. 

qi gong

La pratica

In genere, si seguono delle lezioni con frequenza settimanale, ma è importante anche avere la costanza di ripetere gli esercizi tutti i giorni a casa per avere risultati. Bastano dieci minuti al giorno per ritrovare la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni. Il momento migliore per eseguirli è al mattino e alla sera, negli stacchi tra sonno e veglia. Per iniziare occorre apertura mentale e tanta pazienza. All’inizio può sembrare una pratica difficile da seguire, perché molto statica, mentre oggi siamo tutti abituati a correre.

Spesso le persone cercano di mantenere questa frenesia anche nello sport, scaricando le emozioni nei movimenti rapidi. Il Qi Gong è esattamente il contrario. Solo con la lentezza ci si può mettere in ascolto del nostro corpo. Non ci sono controindicazioni, perché anche in caso di problemi fisici o di mobilità esistono le tecniche più adatte. È un ottimo supporto anche nella terapia di chi ha problemi di salute. 

Gli esercizi

Tra i numerosi esercizi ci sono gli “otto broccati”, una tecnica molto antica così chiamata perché sono otto esercizi che si legano insieme come i fili di un broccato: togliendone uno ci sarebbe un “buco” nel tessuto. Hanno nomi particolari, creati originariamente come formule in versi, per aiutare la memorizzazione delle tecniche e delle loro funzioni. Sono sviluppati per un lavoro completo su corpo, respiro e mente. Lavorano sull’equilibrio degli organi interni e sulla circolazione energetica nei meridiani principali, mentre più in profondità sviluppano la flessibilità del corpo, la visualizzazione della proiezione del proprio sé all’esterno, la sensibilità nell’ascolto del mondo esterno e una presa di coscienza per raggiungere consapevolezza.

Sono particolarmente adatti soprattutto a chi è un po’ avanti con l’età, perché aiutano a preservare la propria energia vitale e favoriscono la concentrazione mentale.

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