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Jade Bar a Roma: dove i cocktail si scelgono come i profumi

Interno del Jade Bar del The Rome EDITION a Roma con arredi verde smeraldo e bancone illuminato
Al Jade Bar del The Rome Edition i cocktail si scelgono come fragranze, grazie alla partnership con Le Labo e a una drink list ispirata alle note olfattive. Un luogo intimo e raffinato nel cuore di Roma.

«Fammi un Martini molto secco», chiedeva il colonnello di Hemingway nella Venezia grigia di Di là dal fiume e tra gli alberi. Se oggi quel colonnello scendesse a Roma, probabilmente finirebbe qui: al Jade Bar del The Rome Edition, tra via Veneto e piazza Barberini, che ha riaperto dopo quasi un anno. Entrare al Jade Bar significa attraversare una soglia e uscire dal tempo. È quel “lucido bancone di bar in penombra” raccontato dalla letteratura, ma qui la penombra è studiata, sofisticata, quasi scultorea.

Marmo verde antico per pavimenti e pareti, venature bianche come schizzi di luce, un soffitto nero lucido che riflette lampade e bicchieri. Il bancone in ottone satinato brilla al centro della stanza, le mensole in vetro e metallo ospitano decanter taglio smeraldo illuminati da una luce radente.

Dettaglio del Jade Bar del The Rome EDITION con tavolino in marmo e poltrone verde smeraldo
Dettaglio degli interni del Jade Bar del The Rome Edition a Roma – wondernetmag.com

Le sedute in velluto verde smeraldo accolgono appena sedici ospiti. Un’intimità che Fitzgerald avrebbe amato, lui che in Belli e dannati faceva scorrere “il tavolino a scomparsa degli alcolici” per serate infinite. Qui non si nasconde nulla: ogni dettaglio è dichiarato, quasi messo in vetrina. Più che un bar d’albergo, una jewellery box incastonata nel cuore di Roma, a pochi passi dal via vai della città ma con l’atmosfera di un salotto segreto.

La firma invisibile: la partnership con Le Labo

La novità di questa stagione è olfattiva prima ancora che visiva. Il Jade Bar entra in dialogo con Le Labo, maison di profumeria artigianale che già firma amenities e candele dell’hotel. Ora la collaborazione arriva al bancone: ogni ospite riceve una busta firmata Le Labo con campioncini, un ricordo da portare via insieme all’eco dei bicchieri.

Menu del Jade Bar del The Rome EDITION con fragranza Le Labo appoggiati su divanetto verde
Menu del Jade Bar con fragranza Le Labo al The Rome Edition ndi Roma – ph: IG @emanuelesemproni – wondernetmag.com

Per Riccardo Di Dio Masa, bar manager del Jade, è un passaggio naturale. «Anche nel mondo della mixology si lavora spesso per famiglie olfattive: agrumi, spezie, fiori, erbe aromatiche. Proprio come farebbe un naso» racconta. «Questa logica permette di costruire drink più equilibrati, ragionando non solo sul gusto ma anche sulla struttura aromatica, sulla profondità e sull’evoluzione del profumo nel bicchiere».

Preparazione del cocktail Bronzite al Jade Bar del The Rome EDITION con garnish agli agrumi
Preparazione del cocktail Bronzite al Jade Bar del The Rome Edition di Roma – wondernetmag.com

I cocktail diventano così fragranze liquide: hanno note di testa, di cuore e di fondo, e si scelgono come si sceglierebbe un profumo da indossare la sera. È una moveable feast in versione romana.

Jade Bar Roma, cocktail come narrazioni

La carta si rinnova tre volte l’anno. I drink prendono il nome da pietre preziose o semipreziose. Diamond, Red Jasper, Tiger Eye Stone, Emerald, e sono costruiti come piccoli racconti.

Cocktail Diamond del Jade Bar Roma con twist di limone
Il cocktail Diamond del Jade Bar Roma – wondernetmag.com

Il Diamond gioca con gin Hendrick’s, acqua di cetriolo e Angostura Bitter Orange; il Red Jasper lavora su un gin infuso al lampone, Cointreau e karkadè. Tiger Eye Stone ed Emerald sono i mocktail della casa: a bassa gradazione o analcolici, ma strutturati quanto i loro fratelli “forti”.

Cocktail Tiger Eye Stone del Jade Bar Roma con grattugiata di spezie
Il Tiger Eye Stone del Jade Bar Roma – wondernetmag.com

Il cocktail manifesto della nuova stagione, però, è Amber: «Se dovessi scegliere un drink che rappresenta pienamente la nuova stagione del Jade Bar, sceglierei Amber» spiega Di Dio Masa.

Cocktail Diamond del Jade Bar Roma abbinato a salmone, avocado e caprino
Il cocktail Diamond del Jade Bar Roma con salmone, avocado e caprino – wondernetmag.com

«La base di gin rappresenta la solidità e l’eleganza della nostra identità; il sake umeshu aggiunge una nota orientale, morbida e contemplativa, che richiama il dialogo tra culture che caratterizza il Jade Bar, mentre il lime cordial porta freschezza e brillantezza, come un lampo di luce dentro la pietra. Infine, il top di champagne eleva l’esperienza, trasformandola in qualcosa di celebrativo e raffinato». Un viaggio liquido in quattro ingredienti, con la coda di bollicine a fare da punto esclamativo.

Dal circuito World Class a un servizio “sussurrato”

Prima di approdare al The Rome Edition, Di Dio Masa ha affinato la sua tecnica nelle grandi competizioni internazionali, come il circuito World Class, la “Champions League” dei bartender. Lì ha presentato un concept interamente dedicato alla sostenibilità e al mondo delle api. «Ho lavorato su vodka aromatizzata alla cera d’api, un miele locale e un decotto di pere “spine” del Lazio. Ho creato un ready-to-drink racchiuso in una piccola bottiglia sigillata con la cera di scarto utilizzata per l’infusione della vodka, unendo gusto, estetica e riuso intelligente della materia prima».

Oggi quella ricerca si traduce, nel microcosmo del Jade, in un servizio quasi “sussurrato”: niente show da bancone televisivo, ma gesti precisi, storytelling discreto, attenzione maniacale ai dettagli.

Mocktail che non conoscono il concetto di serie B

Per chi sceglie di bere poco o nulla, Tiger Eye Stone e Emerald dimostrano che il “senza alcol” non è un ripiego. «Quando si crea un drink a bassa gradazione o completamente analcolico, per evitare un risultato banale è fondamentale lavorare con la stessa attenzione dedicata ai superalcolici: chiarificazioni, infusioni, sciroppi freschi o homemade» sottolinea Di Dio Masa.

«Solo così si può ottenere un drink davvero interessante, ricco e appagante, introducendo anche in questo ambito tecniche moderne e soluzioni creative».

La cucina in formato haute couture

A firmare l’offerta gastronomica è lo chef Antonio Gentile, già alla guida di Anima, il ristorante dell’hotel. Dimenticate il classico “menu snack”: qui la cucina è una narrazione autonoma che viaggia in parallelo al lavoro del bar. «L’idea alla base della proposta food del Jade Bar è quella di utilizzare ingredienti pregiati» spiega Gentile.

Funghi porcini con tartufo nero e erbe al Jade Bar Roma
Funghi porcini con tartufo nero e erbe al Jade Bar Roma — wondernetmag.com

«Poiché i cocktail nascono da ricerca accurata e materie prime premium, anche l’offerta gastronomica è stata progettata per essere all’altezza. Un percorso che accompagna drink sofisticati e li esalta».

Alici con burro aromatizzato e finocchietto al Jade Bar Roma
Alici con burro aromatizzato e finocchietto al Jade Bar Roma — wondernetmag.com

In carta compaiono caviale Beluga con blinis, salmone selvaggio Sockeye, alici del Mar Cantabrico, carpaccio di wagyu, funghi porcini con tartufo nero. Pochi elementi, ma ad altissima intensità, pensati per sedurre il palato in uno, massimo due bocconi.

Ruby & macarons: il piatto “al contrario”

Il dialogo tra cucina e bar è continuo. Se al ristorante Anima è la cucina a dettare il ritmo, qui spesso accade il contrario. «L’abbinamento che amo di più è quello tra il drink Ruby e i macarons di foie gras» confida Gentile. «È l’esempio perfetto di un piatto concepito dopo il cocktail, proprio per valorizzare e accompagnare le sue note aromatiche».

Cocktail Ruby del Jade Bar Roma servito con macarons al foie gras
Cocktail Ruby del Jade Bar Roma servito con macarons al foie gras — wondernetmag.com

Ogni boccone è pensato per essere memorabile in pochissimi morsi. «Si tratta di scegliere ingredienti capaci di colpire subito il palato e di creare un’esperienza sensoriale completa, che lasci un ricordo indelebile in un solo assaggio», sintetizza lo chef.

Il lusso di una pagina di romanzo in 3D

Alla fine, il Jade Bar sembra costruito esattamente per questo: condensare in un’ora quello che certi romanzi spargono su centinaia di pagine. Un luogo in cui Hemingway e Fitzgerald avrebbero discusso sulle proporzioni del Martini guardando l’ombra di un Amber sul marmo verde.

E forse il motivo per cui vale la pena andarci adesso è proprio questo: in una città che ama i grandi gesti scenografici, il vero lusso è un salotto verde smeraldo, sedici posti soltanto, un Amber in mano e la sensazione di essere finiti, per una sera, dentro una pagina di rivista. Ma in versione tridimensionale, con profumo di Le Labo addosso e un ricordo che resta, ostinato, molto più a lungo dell’ultima bollicina nel bicchiere.

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