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“Padrenostro”, il film autobiografico di Claudio Noce con Pierfrancesco Favino ci riporta agli anni di piombo

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Sarà presentato questa sera alla Mostra di Venezia Padrenostro, il film diretto da Claudio Noce che ha come protagonista Pierfrancesco Favino nel ruolo di Alfonso. Il film uscirà nelle sale il 24 settembre 2020.

Padrenostro, in concorso alla 77ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è un film autobiografico. Il regista è Claudio Noce, nato a Roma il 1° agosto 1974. Dopo diversi cortometraggi, documentari e video clip, nel 2005 ha vinto il David di Donatello e il Nastro d’Argento per il corto Aria, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia come Adil e Yussuf, a Venezia nel 2007.

Padrenostro è basato su un episodio che ha segnato l’infanzia di Noce

Nel 2009 Claudio Noce ha girato Good Morning Aman, presentato alla Settimana della Critica della 66° Mostra del Cinema di Venezia, che ha vinto il premio FICE. Il suo secondo lungometraggio La foresta di ghiaccio, con Kusturica, Ksenia Rappoport, Andriano Giannini e Domenico Diele, viene presentato alla 13° edizione della Festa di Roma. Nel 2017 Claudio Noce ha diretto 8 puntate della serie Non Uccidere, e nel 2018 4 puntate della serie 1994. Padrenostro, che sarà presentato oggi alla 77ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è ambientato nel dicembre 1976 quando il vicequestore Alfonso Noce, padre del regista Claudio, resta ferito in un attentato.

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Claudio Noce – Photo Credits: La Biennale di Venezia – Emanuela Scarpa©

L’assalto dei Nap alla macchina del vicequestore Alfonso Noce

I responsabili sono un gruppo di terroristi dei NAP (Nuclei Armati Proletari), che assaltano l’auto dove viaggiava Alfonso Noce con la sua scorta. Nell’attentato muoiono l’agente di polizia Prisco Palumbo, che era alla guida dell’auto, e uno dei terroristi. Il vicequestore Noce ed un altro agente della sua scorta restano feriti.

Claudio Noce racconta la genesi di Padrenostro

«Nel dicembre del 1976, quando mio padre subì l’attentato, io avevo due anni», racconta Claudio Noce.  «Abbastanza per comprendere la paura, troppo pochi per capire che quell’affanno avrebbe abitato dentro di me per molto tempo. Non sono mai riuscito a dirglielo. Scrivere questa lettera a mio padre tracciando i contorni di una generazione di bambini “invisibili” avvolti dal fumo delle sigarette degli adulti non è stato facile, provare a farlo mutando le parole da private in universali una grande sfida come cineasta e come uomo».

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Photo Credits: La Biennale di Venezia

«La mia vita segnata da questo evento», dice il regista di Padrenostro

«Ho riletto la rivendicazione dei NAP rilasciata dopo l’attentato. Solo adesso capisco veramente come la mia infanzia sia stata percorsa a lungo da quella frase “Alfonso Noce sappia che la sua condanna a morte è stata soltanto rinviata. I proletari hanno tanta pazienza e lunga memoria.” Per anni ho sentito la paura arrivare nel cuore del giorno e della notte ascoltando gli adulti ripetere quella minaccia come un mantra. Durante tutte le fasi della lavorazione del film ho affrontato una faticosa battaglia interiore. Ho lavorato su due piani distinti: uno fortemente evocativo in forte relazione con la porzione autobiografica della storia, l’altro più libero, emancipato dai miei ricordi e più conforme alla favola dell’amicizia». 

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Photo Credits: La Biennale di Venezia – Emanuela Scarpa©

«Per girare Padrenostro ho dovuto riaprire una ferita»

«Sono ripartito dalla ricerca. Un passo indietro, mi sono chiesto ancora una volta cosa fosse successo quella mattina del 1976. Come un reporter sono andato alla biblioteca nazionale ho consultato ancora una volta i quotidiani dell’epoca usciti il giorno dopo l’attentato. La nostra memoria è custodita è scolpita lì da quarantaquattro anni.

Conoscevo già molto bene tutta la dinamica dell’attentato, mi mancavano solo alcuni fondamentali dettagli. Non avevo scelta, dovevo riaprire quella ferita, riesumando quell’istante sommerso. Ma in che modo? certamente attraverso lo sguardo di Valerio. Ma non bastava».

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Photo Credits: La Biennale di Venezia

 

«Avevo paura che tornassero a prendersi mio padre»

«Mi interessava anche la dinamica dell’assalto narrata come una scena di “guerra” così da autorizzare lo spettatore a smarrire nella pancia lo stesso ansimo di Valerio, avvertendo fino in fondo il suo sollievo una volta ritrovato il suo respiro. Spero di esserci riuscito. 

La notte durante la mia infanzia sono rimasto sveglio convinto che l’indomani mattina sarebbero tornati a prendersi mio padre. Molte notti da bambino affacciato alla finestra mentre tutti dormivano. Forse anche questo non l’ho mai raccontato alla mia famiglia».

Il trailer di Padrenostro

Padrenostro, la sinossi del film

Roma, 1976. Valerio ha dieci anni e una fervida immaginazione. La sua vita di bambino viene sconvolta quando, insieme alla madre Gina, assiste all’attentato ai danni di suo padre Alfonso da parte di un commando di terroristi. Da quel momento, la paura e il senso di vulnerabilità segnano drammaticamente i sentimenti di tutta la famiglia. Ma è proprio in quei giorni difficili che Valerio conosce Christian, un ragazzino poco più grande di lui. Solitario, ribelle e sfrontato, sembra arrivato dal nulla. Quell’incontro, in un’estate carica di scoperte, cambierà per sempre le loro vite. 

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Barbara Ronchi – Photo Credits: La Biennale di Venezia – Emanuela Scarpa©

Il cast  

Nel cast di Padrenostro, oltre a Pierfrancesco Favino, troviamo Barbara Ronchi, Mattia Garaci, Francesco Gheghi, Anna Maria De Luca, Mario Pupella, Lea Favino, Eleonora De Luca, Antonio Gerardi, Francesco Colella, Paki Meduri e Giordano De Plano. 

Padrenostro è prodotto da Lungta Film, PKO Cinema & Co., Tendercapital Productions e Vision Distribution, in collaborazione con Sky e Amazon Prime Video. Il film uscirà nelle sale il 24 settembre 2020.

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