Martino Midali inaugura Milano Fashion Week con In Sospensione, una sfilata FW26 che trasforma la moda in ascolto e gesto consapevole.
All’ingresso di Palazzo Bovara nel giardino Martino Midali ha posizionato una panchina rossa. Un oggetto semplice, quotidiano che qui è diventato presenza simbolica e atto consapevole. Uno spazio di sosta e di silenzio che parla di assenza. Ma anche di ascolto, di memoria e di responsabilità collettiva. Un segno che interrompe il ritmo dell’evento moda per aprire un tempo diverso: un tempo di attenzione. La panchina rossa non è una decorazione, è un gesto. Ricorda che la violenza contro le donne non è un tema separato dalla bellezza, dalla creatività, dalla vita quotidiana. Ma la attraversa. E chiede di essere riconosciuta, prima dello spettacolo, prima dello sguardo. In questo gesto si riflette profondamente l’identità di Martino Midali e della collezione FW26 In Sospensione.
Una moda che nasce dall’ascolto, da una pausa consapevole. La co-lab con gli Stati Generali delle Donne nasce da una visione condivisa per aprire un dialogo. Perchè la moda quando incontra l’ascolto, può diventare un gesto che resta. Accanto alle modelle sfilano donne reali come Ludmilla Bozzetti, Ida Di Filippo, Lorella Flego, Martina Pascutti, Paola Ran e Martina Tagliaferri.
Martino Midali FW26
Martino Midali FW26 In Sospensione è una collezione che si muove lentamente, che non segue un ritmo imposto. Ma ne crea uno proprio. Un inverno pensato come spazio abitabile, in cui il corpo non viene definito ma accompagnato. Libero di esistere.
Le silhouette sono verticali, allungate, costruite su proporzioni che non comprimono. Le forme non aderiscono ma restano in equilibrio. I cappotti in lana costruiscono silhouette lunghe e continue. Con scolli ampi che si aprono in diagonale e chiusure decentrate che trasformano la struttura sartoriale in gesto fluido. Le versioni corte dialogano con pantaloni ampi dalla linea arrotondata. Il completo gessato rilegge il tailoring del brand in chiave morbida. La riga verticale allunga la figura. Mentre i volumi restano pieni ma leggeri. Le giacche in jacquard geometrico, essenziali e compatte, si sovrappongono a gonne lunghe e diritte. La materia è centrale. La collezione si muove dentro una palette profonda e avvolgente. Fatta di naturale, grigi minerali, bruni caldi, nero e blu notturno. La materia si fa più calda nei capi in faux fur. Un inverno di quiete urbana.















