Alla Paris Couture Week, Alessandro Michele firma la couture SS26 di Valentino come omaggio al fondatore: una collezione che celebra il mito, il cinema e il glamour senza tempo.
La couture, quando funziona davvero, non ha bisogno di spiegarsi: alla Paris Couture Week, Alessandro Michele sceglie questa strada per il suo debutto couture da Valentino. La collezione Primavera Estate 2026 nasce come un omaggio dichiarato a Valentino Garavani, presentato a pochi giorni dalla scomparsa dello stilista, in un momento emotivamente carico. Non come celebrazione nostalgica, ma come atto consapevole. Michele non ricostruisce un archivio. Costruisce un racconto. E usa la couture come strumento per parlare di immagine, desiderio e permanenza.
Valentino Couture SS26, il tributo di Alessandro Michele a Valentino
Il progetto si intitola Specula Mundi. Uno specchio del mondo, ma anche uno spazio di osservazione. Il formato dello show rompe la ritualità classica della passerella.
Le modelle appaiono in ambienti circolari, visibili solo a frammenti. Non c’è movimento continuo. C’è attesa. C’è concentrazione. È un modo per rallentare lo sguardo e restituire centralità al dettaglio. Un gesto che richiama la visione di Valentino Garavani, per cui l’abito era sempre immagine prima ancora che oggetto.
Il glamour come linguaggio culturale
La collezione esplora un’idea di glamour che non cerca consenso immediato. Michele lavora su riferimenti stratificati. Cinema delle origini, icone femminili, costruzione del mito. Gli abiti sembrano pensati per essere ricordati, non semplicemente indossati. Rasi luminosi, velluti profondi, ricami importanti e volumi calibrati costruiscono una femminilità scenica ma controllata.
L’oro ritorna come segno ricorrente. Non come eccesso decorativo, ma come simbolo di sacralità laica. Le silhouette evocano figure senza tempo. Non personaggi, ma presenze. È qui che l’omaggio a Valentino diventa più chiaro. Nel modo in cui la couture torna a essere aspirazione, non funzione.
La couture come spazio di libertà
Michele usa la couture per sottrarsi alle logiche della moda quotidiana. Questo non è un guardaroba. È un universo. Ogni look vive come un’immagine autonoma, pensata per un altrove preciso: il red carpet, la memoria collettiva, il racconto pubblico. In questo senso, l’omaggio a Valentino Garavani è profondo. Non formale, ma concettuale. La moda come costruzione del sogno.
Con Specula Mundi, Alessandro Michele firma una couture che parla di rispetto, visione e continuità. L’omaggio a Valentino non passa dalla replica, ma dalla riaffermazione di ciò che la couture può ancora essere: uno spazio protetto per l’immaginazione. In un sistema che corre, Michele sceglie di fermarsi. E di ricordarci che la moda, quando è davvero alta, serve anche a questo.















































