Milano celebra Giorgio Armani, Rosita Missoni e altri grandi nomi iscritti al Famedio del Cimitero Monumentale.
Ogni anno, nel giorno dedicato alla Commemorazione dei defunti, Milano rinnova un rito che unisce memoria e orgoglio: l’iscrizione di nuovi nomi nel Famedio, il tempio laico del Cimitero Monumentale che custodisce le vite di chi ha reso grande la città. Il termine “Famedio”, dal latino famae aedes (“tempio della fama”), indica proprio questo: un luogo di riconoscenza civile, dove riposano o vengono ricordati i milanesi illustri.
Giorgio Armani, Rosita Missoni e Oliviero Toscani iscritti al Famedio
Nel 2025, tra le quattordici personalità celebrate, spicca il nome di Giorgio Armani, scomparso lo scorso 4 settembre. Pur riposando nel Piacentino, come da sua volontà, il “Re della moda” sarà per sempre legato a Milano, la città che lo ha accolto, ispirato e consacrato. “È la città che gli ha dato mille opportunità, e a cui lui ha restituito tanto”, ha ricordato il nipote Andrea Camerana, sottolineando un legame profondo e reciproco.

Accanto ad Armani, il Famedio accoglie un altro nome iconico della moda italiana, Rosita Missoni, fondatrice con il marito Ottavio dell’omonima maison. Insieme, i due hanno portato nel mondo l’inconfondibile arte del colore e della maglia, trasformando il tessuto in linguaggio.
Ma la moda non è la sola protagonista di questa edizione. Il Famedio 2025 celebra anche due maestri della fotografia, Gianni Berengo Gardin e Oliviero Toscani. Due autori che con i loro scatti hanno raccontato la verità, la bellezza e le contraddizioni dell’Italia contemporanea.
Le altre personalità scomparse che hanno reso grande Milano
Il riconoscimento si estende inoltre a figure che hanno segnato la cultura e la storia civile del Paese: l’ex sindaco Paolo Pillitteri, l’imprenditore Ernesto Pellegrini, il grande scultore Arnaldo Pomodoro, l’architetto Zita Mosca Baldessari, la mecenate Giuseppina Antognini e il giornalista cattolico Cesare Cavalleri. Completano l’elenco le attrici Adriana Asti e Nicoletta Ramorino, l’artista Fausta Squatriti e l’eroe di guerra Augusto Tognasso.
Nel silenzio del Monumentale, tra statue e memorie, Milano rinnova così il suo omaggio ai talenti che hanno trasformato la creatività in eredità. Un pantheon laico, ma non meno sacro, dove l’arte, la moda e la cultura continuano a vivere nel nome della città.


