Tra la cucina d’autore del Frantoio, le mostre pop-up nel palazzo storico e il miglior street food d’Italia, la città di San Francesco coniuga tradizione e contemporaneità in un viaggio sensoriale unico
L’ora dorata ad Assisi non arriva semplicemente: si dischiude come una benedizione. Dalla terrazza panoramica del ristorante Il Frantoio, la vallata umbra si distende sotto lo sguardo in dolci ondulazioni verdi e ambrate. Attraverso le ampie vetrate che corrono dal pavimento al soffitto, la luce del tramonto accarezza i tavoli intarsiati con foglie d’ulivo, facendo brillare riflessi verde smeraldo che sembrano danzare al ritmo delle campane dell’abbazia di San Pietro.

È qui che Assisi rivela la sua contraddizione più affascinante: una città simbolo della spiritualità medievale che è diventata silenziosamente una delle destinazioni culinarie più emozionanti d’Italia. Qui, in un antico frantoio del XVI secolo trasformato in ristorante, la famiglia Angeletti ha creato qualcosa di inedito: un luogo dove l’olio extravergine d’oliva non è un semplice condimento, ma il fondamento filosofico di ogni piatto.
Assisi, la filosofia dell’oro verde
“L’extravergine al Frantoio non è un semplice condimento, ma l’ingrediente attorno al quale ruota tutto il menu”, afferma Elena Angeletti, General Manager della famiglia che da oltre cinquant’anni cura l’ospitalità ad Assisi. Questa filosofia ha valso al ristorante la menzione sulla Guida Michelin e il titolo di “Miglior Ristorante d’Italia” per l’Associazione Città dell’Olio nel 2022 e nel 2023.

Il rituale inizia nel momento stesso in cui ci si siede: qui la prima coccola per l’ospite è una ciotolina di olio nuovo, verde e denso. Il pane, come quello di una volta, arriva tiepido e croccante, perfetto per la scarpetta. È un rito semplice e antico, eppure rivela già molto della filosofia del luogo: l’olio Umbro come re della tavola, da assaporare nella sua purezza sin dal primo gesto. Una comunione di sapori che prepara il palato all’interpretazione della memoria umbra dello chef Gabriele Mattiacci.

A soli ventisette anni, Mattiacci incarna l’ethos del ristorante fatto di innovazione rispettosa. I suoi plin ripieni di lepre in salmì raccontano perfettamente questa storia: la preparazione tradizionale umbra della selvaggina incontra la pasta piemontese, finita con un’inaspettata salsa al mirtillo che alleggerisce il ripieno ricco e boschivo. Accanto, il pane di grani antichi tostato diventa bruschetta rustica per la tradizionale scarpetta: perché alcuni riti sono troppo sacri per essere abbandonati, solo elevati.

“Voglio che nei miei piatti si riconoscano subito i sapori, senza troppi orpelli”, spiega Mattiacci mentre versa personalmente un filo d’olio su un risotto appena servito a un tavolo vicino. La sua filosofia ruota attorno alla “cucina dei ricordi”: “Riprendo quello che mi faceva la nonna, i sapori e profumi che mi sono più cari; li elaboro, li faccio miei e li innovo, sempre rispettando la tradizione. Perché senza passato non c’è futuro.”
Street food d’autore
La visione della famiglia Angeletti si estende oltre l’alta cucina. A poche strade acciottolate di distanza, tra la piazza del Comune e la cattedrale di San Rufino, Ribelle offre un diverso tipo di rivelazione. Questa paninoteca gourmet, con le sue insegne al neon e la colonna sonora indie, sembra ribellarsi alla solennità medievale di Assisi… finché non si assaggia il loro panino signature.

Il Ribelle trabocca di porchetta umbra IGP, cicoria ripassata e una colata di maionese all’olio extravergine al tartufo. Il tutto racchiuso in pane fatto in casa e grigliato al momento. È street food che viene preparato con la stessa attenzione agli ingredienti locali e alle tecniche del fratello “al piano di sopra”. Il riconoscimento è arrivato nel 2023, quando Gambero Rosso l’ha nominato Miglior street food d’Italia.
D’estate l’esperienza si sposta all’aperto con Ribelle Garden, dove si può gustare questo street food d’eccellenza seduti sull’erba sotto antichi ulivi, contemplando la stessa vista sulla valle che completa un pranzo memorabile al ristorante stellato soprastante.
Arte contemporanea tra antiche volte
Ma il rinascimento di Assisi si estende oltre il piatto. Nelle sale affrescate del Fontebella Palace Hotel, Elena Angeletti ha creato Fontebella Pop-up, uno spazio artistico contemporaneo che sfida le percezioni di questa città antica. Le mostre includono “I Templari e l’Eternità”, dove l’iconografia medievale sacra incontra la sensibilità pop art.
Più provocatoria è “MaDonna”, che presenta opere dalla xilografia originale di Salvador Dalí della Beatrice dantesca alla Madonna sensuale e inquietante di Edvard Munch, accanto a una Eva moderna scolpita a grandezza naturale in legno di pioppo. Camminare per questi corridori crea un dialogo costante tra passato e presente, proprio come la cucina che onora la tradizione abbracciando l’innovazione.
I vini della famiglia
L’esperienza al Frantoio culmina con i vini dei vigneti di famiglia degli Angeletti. Il “Donna Elena Rosso” – un blend di Sangiovese, Merlot e Sagrantino – cattura l’intensità e il calore di questa terra in ogni calice. Sorseggiato sulla terrazza mentre il crepuscolo dipinge il cielo di colori pastello, offre la punteggiatura perfetta a una giornata trascorsa a scoprire le molte anime di Assisi.

Il blend bianco di Trebbiano spoletino, Viognier e Chardonnay offre freschezza agrumata con sentori dolci di mandorla e fiori bianchi che si sposa con le preparazioni più delicate del ristorante, mentre la cantina con 400 etichette accuratamente selezionate garantisce abbinamenti perfetti per ogni portata.
Il nuovo itinerario esperienziale
Il fascino di questa esperienza assisana sta nel suo allontanarsi dai percorsi prevedibili di pellegrinaggio. Certo, la Basilica di San Francesco rimane imperdibile, i suoi affreschi di Giotto ancora capaci di fermare il tempo. Ma questa città offre qualcosa di più: una cultura viva che onora il passato scrivendo nuovi capitoli.

Lontano dai flussi turistici più scontati, Assisi rivela un cuore sotterraneo e intimo. Dal Fontebella Palace si scende direttamente nella storia, tra i resti del Foro Romano e le Domus affrescate di Santa Maria Maggiore, ocra e blu cobalto ancora vivi dopo duemila anni. Sotto Palazzo Giampè, mosaici e terme private raccontano la vita dell’antica città. In superficie, l’esperienza si completa con incontri autentici. Un ceramista che prosegue l’arte di famiglia, un tipografo custode dei caratteri a piombo, un forno centenario da cui esce il pane fragrante. È il senso dell’itinerario “Assisi del Buon Ricordo”: un invito a vivere la città lentamente, tra memorie e sapori, come nella “cucina dei ricordi” del ristorante Il Frantoio, dove ogni piatto diventa memoria da portare con sé. Un invito ad avvicinarsi alla città non come a una collezione di monumenti da fotografare, ma come a un luogo da vivere, assaggiare e sentire.
Assisi: quando il tempo si ferma
Il tempo vola e, mentre la sera si adagia sulle colline umbre e le luci dei borghi lontani iniziano a brillare, la vista dalla terrazza del Fontebella offre un momento di profonda chiarezza. Questo è il dono più grande di Assisi. Non solo i suoi singoli tesori, ma la sua capacità di intrecciarli in una narrazione che parla a tutti i sensi.

Qui, in questa città sospesa tra cielo e terra, ogni esperienza contribuisce a una storia unica. La croccantezza di una bruschetta condita con olio nuovo, i riflessi dorati che giocano sulle pietre antiche al tramonto, l’eco dei passi in una camera sotterranea romana, la risata condivisa in un wine bar moderno: tutto diventa parte della nuova storia di Assisi. Chi arriva con il desiderio di scoprirla senza preconcetti scoprirà che Assisi ha molte anime: tutte autentiche, tutte pronte a rivelarsi in un viaggio che nutre occhi, palato e spirito.
Il Frantoio
Vicolo Illuminati, 10 – Assisi
Tel. 075 812242
Orari: giovedì-domenica 12:30-14:30, 19:30-22:00
Prenotazione consigliata
Fontebella Palace Hotel
Via Fontebella, 25 – Assisi
Tel. +39 075 812883
Ribelle Street Food
Centro storico di Assisi, tra piazza del Comune e San Rufino


