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“Ghiaccio”: Fabrizio Moro debutta alla regia con un film sulla boxe interpretato da Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

Esce in sala “Ghiaccio”, opera prima di Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis. Una storia di riscatto ambientata nel mondo della boxe, con un bravissimo Vinicio Marchioni

“Ghiaccio” sarà al cinema il 7, 8 e 9 febbraio distribuito da Vision Distribution, e poi sulla piattaforma Sky. Prodotto da Francesca Verdini e sceneggiato dagli stessi registi, ha per protagonisti Giacomo Ferrara e Vinicio Marchioni.

Nel cast anche Claudio Camilli, Beatrice Bartoni, Sara Cardinaletti, Valerio Morigi, Lorenzo Grilli, Emanuele Propizio, Mauro Cremonini e Lidia Vitale. La fotografia è curata da Simone Zampagni, la scenografia da Gaspare De Pascali, i costumi da Magda Accolti Gil, il montaggio da Luigi Mearelli. Le musiche originali sono di Fabrizio Moro. “Sei tu”, il brano che Fabrizio Moro presenterà in gara alla 72esima edizione del Festival di Sanremo e contenuto nel nuovo Ep del cantautore “La mia voce”, è parte della colonna sonora del film.

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

“Ghiaccio”, la sinossi 

1999, Roma. Giorgio (Giacomo Ferrara), giovane promessa della boxe, vive con la madre nella periferia degradata della città. Il padre, assassinato anni prima, ha lasciato in eredità al figlio un debito con la malavita che non gli permette di essere un uomo libero. Con l’aiuto di Massimo (Vinicio Marchioni), che ha un passato nella boxe e vede nel ragazzo il grande campione che lui non è riuscito a diventare, Giorgio ha finalmente la possibilità di riscattarsi, entrando nel mondo del pugilato professionistico.  Ma la malavita di periferia non lascia mai scampo a chi non si piega alle sue regole.

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

Fabrizio Moro alla sua opera prima

«Io e Alessio ci siamo conosciuti sul set di un mio videoclip. Volevamo scrivere una storia insieme che parlasse di box, ma non accadeva mai. La pandemia ci ha finalmente dato il tempo di scrivere la sceneggiatura», racconta Fabrizio.

«Volevamo portare in scena la bellezza. La scelta del Quarticciolo è stata casuale. È la borgata che abbiamo conosciuto da ragazzi. Nel film ci sono i dubbi che un uomo ha nella vita, ci sono dentro le nostre paure, ma anche la rabbia che, se canalizzata nel modo giusto, può essere un’arma di rivincita. C’è dentro l’amore», prosegue.

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

«Gestire contemporaneamente Sanremo e Ghiaccio può sembrare complesso, ma dopo due anni a casa ho dormito pure troppo. È un momento in cui sto cercando di raccogliere la fatica e il lavoro svolto in questi due anni di pandemia. Dormo pochissimo. Ma mi sento allineato con la mia energia positiva e questo mi consente di essere lucido su entrambi i progetti. 

La canzone che ho scritto per Ghiaccio non è arrabbiata perché parla dell’amore tra i due personaggi. Nasce dalla mia apertura alla persona che amo, senza più paure. È dedicata a lei, che mi ha salvato dalla parte oscura di me che mi stava trascinando nel baratro durante questi due anni di pandemia» .

Alessio De Leonardis: «Ghiaccio parla della capacità di rialzarsi dopo che la vita ti ha buttato a terra»

«Se non ci fosse stata la pandemia forse ghiaccio non ci sarebbe stato. Abbiamo terminato la scrittura a luglio e a ottobre eravamo sul set. Gli attori che avevamo immaginato in scrittura, hanno accettato. Non accade sempre una simile congiunzione astrale». Queste le parole del co-regista di “Ghiaccio”, Alessio De Leonardis.

«È un film che parla della capacità di rialzarsi dopo che la vita ti ha buttato a terra. Ci chiediamo spesso se quello che ci accade ce lo meritiamo. Ma non è quello il punto. Ognuno di noi deve trovare il proprio ghiaccio, che non è solo quello del secchiello dove metti le mani doloranti dopo un allenamento di boxe.

Con l’ambientazione negli anni Novanta abbiamo giocato in casa. La sceneggiatura fa parte di esperienze vissute da me e da Fabrizio. “Ghiaccio” è una storia d’amore. La boxe è un espediente. Ghiaccio parla di amore nelle sue sfumature, non solo tra uomo e donna, ma tra amici, per i figli, per la mamma. Il nostro obiettivo era tentare di ingannare il pubblico con la boxe e poi spostare l’attenzione sui sentimenti. Chi meglio di un boxeur può raccontare dei pugni presi e restituiti…»

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

«Il film è caratterizzato da una certa leggerezza che viene dal modo di essere di noi romani», prosegue De Leonardis. «Tendiamo sempre a sdrammatizzare. Il film è drammatico, per questo non volevamo raccontare un dramma costante, ma alleggerire. E ci siamo riusciti anche grazie alla recitazione dei due attori. Spesso hanno addirittura improvvisato, come quando nel film Vinicio dice “sembra cattivo ma è solo brutto”: non era nel copione. Il titolo, che per me è una delle cose più importanti, è nato durante la scrittura. La storia iniziale non era neanche questa, è cambiata in fase di lavorazione. Quando abbiamo scritto la scena del ghiaccio, ci siamo detti “Ghiaccio…è un bel titolo”. Ognuno ha il suo ghiaccio. Il mio è mia figlia, che abbraccio la sera quando torno e mi ristora delle fatiche della giornata». 

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

Vinicio Marchioni: «Mi sono allenato come un pugile vero»

«”Ghiaccio” è stato un film che mi ha profondamente cambiato. Non è stato immediato calarmi nel personaggio, ma ci sono state un paio di frasi che mi hanno aperto la strada: “se vinci tu vinciamo tutti” è stata una di queste», dice Vinicio Marchioni.

«E poi la metafora del ghiaccio: mi sembrava meravigliosa e non scontata. Fare un film sul pugilato dopo grandi successi del cinema del passato, era difficile. Invece questa Roma anni Novanta, con la sua ironia, la sua leggerezza, l’abbiamo portata sullo schermo con un senso di riscatto e di comunità. Una romanità positiva che ci ha consentito di parlare delle periferie romane dove sono cresciuto».

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

«Mi sono allenato come un pugile vero, ho sudato, sofferto, ho sentito il male alle ossa. Un attore è come un pugile: si prepara da solo e va sul ring da solo.

Io e Giacomo siamo arrivati sul set con una preparazione che non avevo mai fatto. Pieni di esperienza accumulata. Da protagonista parlo a nome di tutta la squadra. Per me è un onere e un onore farlo, soprattutto in un simile periodo in cui prevale l’individualismo.

Nella vita reale per me oggi vale la pena combattere per fare il mio lavoro nel migliore dei modi. La preparazione che ho affrontato per questo film mi ha confermato che il nostro mestiere è importantissimo: puoi cambiare la vita a uno spettatore».

"Ghiaccio", il film di Fabrizio Moro con Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara

«Nel film c’è un piano sequenza di 7 minuti girati durante l’incontro: quell’energia che confluiva in un’unica direzione, verso la cinepresa, è una delle cose più belle che mi sia mai successa.

Quando ti alleni per due mesi e mezzo, condividendo la fatica, il dolore, la sensazione di impotenza, raggiungi un nuovo livello di consapevolezza. Questo film ha cambiato il mio approccio al mio mestiere. Valeva la pena farlo».

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