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Virginia Varinelli, intervista alla top influencer che debutta con una sua linea d’abbigliamento

Virginia Varinelli, intervista alla top influencer e designer
Virginia Varinelli è una delle una delle top influencer italiane. Nove anni fa ha lanciato il brand di bijoux Viridì, poi un’agenzia digital. Ora debutta nella moda con la collezione Autunno/Inverno 2021-22 Virginia Varinelli Label.

Il suo fashion blog “The Ugly Truth of V” è uno dei più seguiti sul web e su Instagram. Uno spazio nato nel 2012, dove Virginia Varinelli condivide con i propri follower gli ultimi fashion trends e dà consigli su stile, outfit e beauty.

La bionda influencer ha poi creato un suo brand di gioielleria, chiamato Viridì, ed ha fondato l’agenzia digital FLOO. Bellissima e sempre super elegante, Virginia Varinelli oltre alla moda ha un’altra grande passione: quella per gli animali. Pratica equitazione ed ha un cavallo, Carpe Diem, e uno sharpei che ha chiamato Aristotele. Al suo primo cane Lancillotto ha dedicato il capo iconico della sua collezione, il Lancelot Sweater. E questa passione per gli animali e per il mondo equestre la ritroviamo anche nel logo del suo brand Virginia Varinelli Label, che ricorda un ferro di cavallo.

Per conoscerla più da vicino e soprattutto per ammirare la sua prima collezione di abbigliamento per l’Autunno/Inverno 2021-22, le abbiamo fatto qualche domanda.

Intervista a Virginia Varinelli

Dalla laurea in Economia all’apertura del tuo fashion blog “The Ugly Truth of V”, uno dei più seguiti del settore. Ci racconti come hai iniziato?

Virginia Varinelli: È iniziato tutto un po’ per caso. Dopo la laurea mi hanno offerto un lavoro in Germania e mi sono trasferta li. In seguito ho lavorato sia a Pechino che Shanghai, sempre per la stessa società e ho avuto anche la possibilità di lavorare a Mosca.

Ma dopo un paio d’anni ho capito che quella non poteva essere la mia strada, ero brava in ciò che facevo ma non ci mettevo passione e così decisi di tornare a Milano e provare ad intraprendere “la strada della moda”. Questo succedeva una decina di anni fa, devo dire che trovai molte porte chiuse o addirittura serrate finché non mi chiamarono da DVF per uno stage a Parigi che accettai all’istante nonostante fosse sottopagato e un ritorno indietro di carriera ma accettai subito.

Finta l’esperienza parigina DVF mi offrì un lavoro a Milano, ma rifiutai perché era l’ennesimo stage.Poi una sera per caso un mio amico mi disse ma perché non apri un blog di moda? All’inizio non mi sembrava una buona idea ma dopotutto cosa avevo da perdere? Aprii il blog ma prima mi studiai tutto ciò che c’era da sapere a livello tecnico. Da lì nacque tutto.

Dopo il successo del tuo blog hai fondato il brand di accessori Viridì. Da dove è nata l’ispirazione?

Virginia Varinelli: Quando nacque Viridì non c’erano tanti marchi che facevano bijoux di alta quaIità. I primi modelli era molto diversi da quelli che propongo oggi. Ho iniziato con dei bracciali intrecciati a mano con fili di seta ed applicazioni. Poi con il tempo e sperimentando ho trovato il giusto trait d’union. Piercing Cuff senza buco, in modo da soddisfare le esigenze di tutte le ragazze che hanno o non hanno i buchi. È un accessorio che può essere indossato sia durante il giorno che la sera. La particolarità dei cuff è che sono componibili, se ne possono indossare più di uno e di tonalità diverse.

E il nome Viridì cosa significa?

Virginia Varinelli: Il nome del brand ha un doppio significato: “vir”, che significa coraggio in latino e “Idi”, dalle idi di marzo. Ma la doppia valenza sta in “Vir” dal nome Virginia e “Didi” il mio soprannome da quando sono nata.

Ora, dopo gli accessori, sei passata a disegnare capi di abbigliamento: hai da poco lanciato la tua collezione AI 2021-22. Quali sono i capi chiave?

Virginia Varinelli: Sono partita da un’idea base: 7 capi che possano essere mescolati, sovrapposti tra loro per creare molteplici outfit  per la giovane donna/donna che ama viaggiare ma non sa mai cosa portare in valigia. Il capo da cui è partito tutto è il Lancelot Sweater, un maglione ideato per portare fuori il cane ma con stile. 8 fili di pura lana merino Made in Italy.

Sono particolarmente fiera di questa creazione anche perché porta il nome del mio primo  cane, Lancillotto. Ho voluto dedicargli un piccolo tributo. Questo è un capo casual chic, poi altro capo che mi piace particolarmente è il cappotto Ivy, dalle tonalità del verde con trecce sovrapposte lungo le maniche. Diciamo che le trecce sono presenti nella maggior parte dei capi, ho voluto creare un legame tra un capo e l’altro.

Sembra che le tendenze moda siano ormai “pilotate” dalle operazioni di marketing, le collezioni quasi costruite a tavolino. Esiste ancora una moda indipendente e di successo?

Virginia Varinelli: Purtroppo negli ultimi anni molto marchi, non tutti, sfruttano le correnti di pensiero comuni per vendere un concetto, un’idea che al 90% di distoglie da quello che il marchio in origine rappresentava.  Ormai non si può più esprimere un concetto o un idea fuori dal gregge che subito si viene additati. Per fortuna ci sono brand che fanno la moda e non si aggregano al mucchio come Prada e Armani che vanno per la loro strada e alla fine questa negli anni si è rivelata la strada vincente.

Virginia Varinelli, intervista alla top influencer e designer

Qual è la “dura verità” di Virginia? Quali sono le mode o le tendenze che non ti piacciono?

Virginia Varinelli: Non mi piace l’esasperazione, sia nel bene che nel male, non è sana. Internet ci ha dato tanto ma nello stesso tempo ha uniformato un po’ tutti, ad oggi sembra che tutti seguano la stessa linea di pensiero. Ad esempio si parla tanto di body positivity, ma trovo che questo termine ormai è stato inflazionato e usato in modo improprio.

Il concetto di base era forte e potente, dare un messaggio importante alle nuove generazioni da parte dei brand, riviste e media. “Amati, prenditi cura di te stessa, il tuo corpo è un tempio.”

Ma purtroppo come succede spesso questo bellissimo messaggio è stato esasperato e portato all’estremo. Si è perso il concetto alla base, e questo è un vero peccato.

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Uno dei capi più ricercati ed acquistati nel secondo trimestre 2021 è stata la gonna da uomo di Thom Browne. Cosa pensi della moda genderfluid?

Virginia Varinelli: Credo che “lo scopo della moda” sia quello di far stare bene le persone. Se guardiamo al passato Coco Chanel introdusse i pantaloni ed eliminò i corsetti. Si può dire che liberò la donna dalle costrizioni di quel tempo.

Quindi se un uomo si sente a suo agio indossando una gonna perché no, d’altronde noi donne quante volte utilizziamo i capi dei nostri fidanzati ? Bisogna sentirsi a proprio agio con quello che scegliamo d’indossare.

Hai un meraviglioso sharpei e sei legatissima al tuo cavallo. Ci parli del tuo amore per gli animali?

Virginia Varinelli: Fin da bambina amavo follemente gli animali. Mi mamma mi raccontava che quando eravamo al ristornate ed io avevo più o meno due anni mi liberavo dal passeggino e finivo sotto i tavoli dove c’erano i cani. Gli animali sono essere meravigliosi e se li sappiamo ascoltare ci danno veramente molto.

Carpe Diem, il mio cavallo ha avuto prima di me una storia difficile, quando l’ho visto per la prima volta mi sono subito innamorata di lui, nonostante aveva un carattere molto particolare e non si faceva avvicinare da nessuno, io con molta pazienza sono riuscita a conquistare la sua fiducia ed ora sono 8 anni che siamo indivisibili.

Virginia Varinelli, intervista alla top influencer e designer
Virginia Varinelli e il suo cavallo Carpe Diem

Aristotele, il mio sharpei è l’ultimo arrivato di casa, tra poco farà 2 anni. Ribattezzato da tutti la mia ombra, perché mi segue dappertutto.

Mentre Lancillotto è stato il mio primo cane che porto sempre con me nel cuore e a cui ho dedicato il capo principale della collezione. Un piccolo omaggio ad un cane che mi ha dato tanto e mi ha sostenuto molto in un periodo difficile della mia vita.

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Virginia Varinelli con il suo sharpei Aristotele

Quella dell’equitazione è una passione che condividi con il tuo fidanzato? 

Virginia Varinelli: L’equitazione è una passione che ho sempre avuto fin da quando ero piccola. Non mi è stata tramandata da nessuno. Semplicemente all’età di tre o quattro anni ho espresso il mio amore per i cavalli.

A 6 anni ho cominciato prendendomi poi una pausa nel periodo liceo-università ma poi ho ripreso perché se si amano i cavalli rimangono sempre nel cuore. Il mio fidanzato pazientemente ogni tanto viene con me al maneggio e sto cercando di convincerlo a provare, con molta calma.

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Qual è l’accessorio che indossi sempre?

Virginia Varinelli: Se parliamo di accessori, al collo porto sempre con me un ferro di cavallo che mi ha regalato qualche anno fa mia mamma. Da li ho cominciato a collezionare gioielli vintage con tema equestre. Infatti mi piacerebbe creare qualcosa di simile tra qualche anno…

E il prodotto beauty che non manca mai nella tua routine?

Virginia Varinelli: Indispensabili sono i patch anti-occhiaie di Chanel della collezione le Lift. Non ne posso fare a meno, li utilizzo sempre prima di un evento o un meeting importante, hanno un effetto rigenerante ed eliminano le occhiaie da stanchezza.

Virginia Varinelli, intervista alla top influencer e designer
Virginia Varinelli sul red carpet di Venezia 78. Abito Yolancris, sandali René Caovilla, make-up Armani Beauty, hair style Kerastase

Cos’è l’eleganza, per Virginia Varinelli?

Virginia Varinelli: Riprendendo una celebre frase di Coco Chanel: “ prima di uscire di casa vai allo specchio e togli qualcosa”.

Il concetto alla base è questo: non occorre addobbarsi come un lampadario per essere elegante. L’eleganza sì, sta nell’abito che indossiamo, ma soprattutto nel portamento e in ciò che siamo.

Ho visto molto donne essere eleganti indossando un paio di sneakers e un jeans come ho visto altrettante donne indossare un tailleur e accessori firmati ed essere fuori luogo e cheap. L’eleganza è fatta da tante piccole cose che non si limitano al vestito che s’indossa.

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