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Rocco Fasano, ospite al Giffoni Film Festival, si schiera a favore del ddl Zan

Rocco Fasano, ospite al Giffoni, a favore del ddl Zan
Prossimo alla sua produzione internazionale con Sky, dopo il successo di “Skam”, l’attore dice ai ragazzi: «Spero la legge passi in tutte e sue forme, soprattutto quella che riguarda i transgender»
«Penso che il ddl Zan sia una forma di cività. Spero che passi in tutte le sue forme, soprattutto quella che riguarda i transgender perchè è una tra le categorie più fragili». Queste le parole di Rocco Fasano, uno degli attori in maggior ascesa, volto della serie di successo “Skam”, e non solo, è stato ospite oggi del Giffoni Film Festival. 
Nell’occasione l’attore ha toccato una tematica di cui si è fatto da sempre portavoce, quella dei diritti LGBTQI+. «Questa legge deve passare per tutelare le minoranze come tutti i paesi civili fanno». E proprio in Skam, l’attore interpreta Niccolò, un ragazzo vulnerabile e sfaccettato.

Rocco Fasano e il suo personaggio in “Skam”

L’attore, classe 1993, ha interpretato il ruolo di Niccolò Fares, nella seconda, terza e quarta stagione della serie tv “Skam Italia“, remake della serie tv norvegese Skam. Rocco Fasano ha esordito al cinema nel 2017 in “Terapia di Coppia per Amanti” con Pietro Sermonti e Sergio Rubini.

Rocco Fasano, ospite al Giffoni, a favore del ddl Zan
Photo Credits: Andrea Salvini©
«Mi sento molto fortunato ad aver preso parte in questa serie perché ha permesso di far parlare di temi diversi. Prima di Skam, l’omosessualità era sempre descritta come qualcosa di tormentato, drammatico o legato alla sieropositività, la serie Netflix in un certo senso ha normalizzato la tematica. Skam dal punto di vista artistico e personale mi ha dato molto ed è riuscita a toccare tematiche importanti, come le relazioni omosessuali e i disturbi borderline, con un pubblico molto giovane».
Per Rocco, la serie è stata la linea di demarcazione tra la vita di prima e quella di oggi. «Mi sono fatto degli amici indimenticabili che rimarranno per la vita. Sono cresciuto tantissimo, mi sono trovato ad affrontare situazioni in cui puoi non crescere e, anzi, vuoi anche crescere. Ho una gratitudine immensa per questo progetto. Anche artisticamente, come ho detto anche altre volte, è stata una delle prime volte in cui il materiale su cui lavorare era estremamente interessante e anche complesso». Un set sul quale c’era anche una grande sintonia. «Siamo un gruppo di matti che si vogliono tanto bene e che si divertono tantissimo. Credo che il trucco per la buona riuscita di un prodotto del genere sia anche questo: divertirti mentre lo fai e si vede».
Rocco Fasano, ospite al Giffoni, a favore del ddl Zan
Photo Credits: Andrea Salvini©

La carriera di Rocco Fasano

Studi di medicina e un diploma al conservatorio alle spalle, Fasano è stato anche il volto di Robin in “Non mi uccidere”, «Un film completamente diverso da Twilight che tratta la rabbia adolescenziale, la disillusione giovanile. Il tema centrale è la solitudine di un adolescente». Il film sarebbe dovuto uscire in sala, poi distribuito sulle piattaforme digitali. «È stato un peccato non vederlo sul grande schermo. E’ un film concepito per la sala sia per il lavoro enorme che è stato fatto sul suono, sul sound design, sulle musiche, ma anche per gli effetti speciali. Era stato studiato con una resa cinematografica. Il piccolo schermo non avrà mai il fascino e le caratteristiche del grande schermo. Purtroppo questa è una verità nonostante sembra che il piccolo schermo lo stia quasi soppiantando, la magia del grande schermo ma non potrà svanire, ma non potrà essere sostituita».
Rocco Fasano, ospite al Giffoni, a favore del ddl Zan
Rocco Fasano e Alice Pagani in “Non mi uccidere”

I prossimi progetti dell’attore

Il prossimo impegno, invece, è legato ad una produzione internazionale, la prima che Fasano affronta «Sono sul set di “Hotel Portofino”, stiamo girando in Croazia. Ho sempre amato il cinema e le serie TV inglesi perché credo abbiamo degli standard di qualità davvero molto molto elevati, sarebbe una bugia dire il contrario, non che Italia non si facciano cose belle, anzi, ne stiamo facendo di bellissime ma un’esperienza come questa, con una produzione inglese, volevo farla da tanto tempo, è stato un po’ il coronamento di un sogno e lavorare con loro mi è piaciuto tantissimo perché in effetti la qualità della scrittura è piuttosto elevata e il mio personaggio ha dei colori e delle sfumature molto interessanti, molto attuali. Nonostante la serie sia ambientata negli anni Venti, secondo me piacerà molto anche ai ragazzi».
La serie in Italia andrà in onda su Sky. È ambientata nella Liguria degli anni ’20, quelli dell’ascesa del fascismo in cui si crea un sottobosco intellettuale che si ribella al regime.

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