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Michael Schumacher, le parole del neurologo spengono ogni speranza: «Stato vegetativo irreversibile» 

schumacher
Anche se nei sette anni trascorsi dal terribile incidente sugli sci non era trapelato mai alcun dettaglio clinico, per motivi di privacy, come voluto dalla moglie del pilota Corinna, nel cuore dei tanti tifosi ed ammiratori del 51enne pilota tedesco era sempre viva la speranza di poterlo prima o poi rivedere.

Solo un paio di mesi fa alcune dichiarazioni di Jean Todt, ex direttore della Ferrari, avevano fatto sperare tutti coloro che non hanno mai dimenticato Michael Schumacher.

Le parole di Jean Todt a fine luglio

Parlando con il Daily Mail a Budapest durante il Gran Premio di Ungheria, il manager francese aveva dichiarato: «Ho visto Michael la scorsa settimana. Sta combattendo. Spero che il mondo sarà in grado di vederlo di nuovo. Questo è ciò per cui lui e la sua famiglia stanno lavorando».

Ora invece dal neurologo Erich Riederer arriva una doccia fredda. Parole che gelano, che spengono qualsiasi speranza. Le condizioni di Michael Schumacher, secondo Riederer, sono irreversibili.

Secondo il neurologo, Schumacher è in stato vegetativo irreversibile

«Penso che sia in uno stato vegetativo, il che significa che è sveglio ma non risponde», ha detto Erich Riederer in un documentario su Schumacher realizzato da TMC Francia. La sua tesi conferma lo stato vegetativo e gela le speranze dei fan che in tutti questi anni hanno continuato a sperare in un miglioramento.

«Michael Schumacher è sveglio, respira, il suo cuore batte, probabilmente può sedersi e fare piccoli passi con aiuto, ma non di più. Credo che questo sia il massimo che possa fare». Secondo il professore tedesco, quindi, non c’è speranza di veder tornare Schumacher come prima del terribile incidente di sette anni fa.

Michael Schumacher, l’incidente sugli sci e la lunga riabilitazione

Era il 29 dicembre 2013 e Michael Schumacher era in vacanza con la famiglia a Méribel, in Savoia (Francia). Appassionato di sci, il campione di Formula1 stava scendendo lungo un fuoripista quando è caduto, battendo violentemente la testa contro una roccia. A rendere ancora più grave l’incidente, la presenza di una videocamera sportiva la cui asta di supporto ha perforato il casco di Schumacher. 

Il pilota è stato trasportato d’urgenza al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble e sottoposto a operazione neurochirurgica per grave trauma cranico e per emorragia cerebrale. Dopo circa sei mesi di coma farmacologico, Schumacher ha iniziato un percorso riabilitativo in una clinica privata. 

Nel settembre 2014 è stato dimesso dall’ospedale per proseguire la riabilitazione a casa, nella sua villa di Gland, sulle rive del lago di Ginevra.

Solo i familiari stretti e pochissimi amici fidati, in questi anni, hanno potuto vedere Michael Schumacher. Uno di questi è Jean Todt, 74 anni, che con il pilota ha collaborato per anni quando era a capo della Scuderia Ferrari, e che lo considera come un figlio.

Un altro è l’ex manager di Schumacher, Willi Weber, colpito da ictus nelle scorse settimane. Recentemente Weber aveva dichiarato: «So che Michael è gravemente ferito, ma sfortunatamente non ho notizie dei suoi progressi. Mi piacerebbe stringergli la mano, magari sapere come sta, ma tutto questo è rifiutato da Corinna. Teme che capisca immediatamente la verità e che riveli tutto al pubblico. Credo fermamente nella guarigione di Michael. Lui è un combattente e utilizzerà tutte le possibilità in suo possibile. Questa non può essere la fine. Prego per lui e sono convinto che prima o poi lo rivedrò».

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