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Olga Torrico, a Venezia col corto “Gas Station”: «Il cinema è la mia benzina»

Olga Torrico
L’insicurezza, le paure, l’abbandono dei propri sogni, la casualità che fa venir fuori la voglia di riscatto, di riappropriarsi di ciò a cui si era deciso di rinunciare per sempre.

Nel suo primo cortometraggio Olga Torrico racconta la riconciliazione di Alice con la sé più autentica e vera, quell’essenza che per paura aveva deciso di annullare. Gas Station, prodotto da Sayonara Film e Factory Film in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, è una storia di ricostruzione. La protagonista si concede una seconda possibilità per fare pace con sé stessa, col suo passato, con la musica.

Olga, come hai vissuto la doppia prima esperienza di regista e interprete?

È stato molto intenso, anche se in realtà è stato frutto di una serie di coincidenze, come spesso accade quando si gira un film. Io avevo scelto un attore palermitano, Claudio Collovà, che è venuto a Catania per incontrarmi e per fare delle prove insieme. Non avevo ancora trovato l’attrice protagonista, ma appena l’ho visto ho sentito una forte sintonia umana con lui, un terreno comune di ispirazioni. In quel momento mi sono accorta che comunque la storia era anche un po’ la mia, c’era qualcosa della mia storia in quella di Alice. Così ho deciso di buttarmi e di mettermi in gioco fino in fondo.

Come è nato Gas Station?

La prima parte del corto è stata realizzata all’interno di un percorso formativo che si chiama Extended Cinecampus. Ho potuto sperimentare molto come regista all’interno di questo programma, anche se comunque il set non era una novità per me. Ho imparato molto in poco tempo.

Il lockdown ha influito sulla lavorazione del progetto?

Sì, soprattutto sulla parte finale, perché anche se avevo già lavorato col montatore durante quei giorni ho avuto modo di elaborare e scrivere ulteriori parti del film e della voice over, che accompagna tutto il corto. Sono venute fuori altre cose, proprio perché il lockdown mi ha dato molto tempo a disposizione, anche per pensare.

gas station olga torrico
Photo Credits Ufficio Stampa

Nella tua vita e in quella di Alice che ruolo ha la musica?

La musica è la parte di Alice che lei stessa ha messo da parte, di cui si è dimenticata. Ma la musica non è solo qualcosa di esterno, da qui deriva la sua sofferenza: lei si è scollegata da una parte fondamentale del suo essere. Io ho studiato pianoforte e con la musica ho sempre avuto un rapporto conflittuale: piacere sì, ma anche dovere. Mi sono allontanata col tempo dagli studi, ma in tanti momenti difficili o di confusione della mia vita la musica è sempre stata un porto sicuro a cui tornare, per sfogarmi, per inventare. L’ho riscoperta come passione, non in chiave di carriera: è un modo di esprimersi, che sia nella vita di tutti i giorni o come scelta professionale. E poi è qualcosa di bello da condividere con gli altri.

Il corto si apre con l’acqua e si chiude col fuoco. Di mezzo immagini di archivio e video privati. Perché questa impostazione registica, come l’hai gestita?

Sentivo che il passato di Alice era sommerso: l’idea mi è venuta da quello, infatti l’acqua è il primo elemento e ricorrono spesso anche gli altri elementi fuoco e terra. Quando ho visto il girato per la prima volta mi sono accorta che alcune immagini avevano dei limiti, mancavano di un più ampio respiro: da lì l’idea di approfondire il suo passato attraverso i filmati familiari, che sono appunto i miei. Ho deciso di abbandonarmi alla creatività e alla fantasia, lasciandomi guidare dalle emozioni della protagonista.

gas station olga torrico
Photo Credits Ufficio Stampa

“La musica era la mia benzina”, dice Alice. Nella tua vita qual è la benzina?

Sicuramente il cinema, non solo come autrice, ma anche con gli altri progetti che porto avanti con la casa di produzione. Metto molta passione in quello che faccio: anche i progetti degli altri diventano in qualche modo i miei e si legano al mio quotidiano.

Gas Station, la trama

Quando Alice, giovane benzinaia, incontra inaspettatamente il suo ex maestro di musica si rende conto di non aver mai davvero chiuso la porta a quella strada intrapresa da bambina: lo studio del flauto, abbandonato a causa di un suo personale blocco psicologico nei confronti del palcoscenico. Il passato ritorna prepotente proprio quando ha deciso di vendere lo strumento, come se sbarazzandosene potesse rimuovere quell’esperienza e i suoi echi.

Quello della giovane Alice non è necessariamente un lieto fine, perché non sappiamo cosa ne sarà di lei. Volutamente Olga Torrico non mostra l’evoluzione della sua decisione finale, lasciando aperto un ventaglio di possibilità che comunque indirizzano la protagonista del cortometraggio verso nuovi stimoli e nuove consapevolezze.

Soprattutto una: qual è la vera benzina della sua vita.

Le proiezioni

Il cortometraggio di Olga Torrico è in concorso alla 35esima Settimana internazionale della Critica di Venezia (sezione SIC@SIC Short Italian Cinema) nell’ambito della 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Verrà proiettato in anteprima giovedì 3 settembre, poi sarà la volta della proiezione ufficiale il giorno successivo e delle due repliche sabato 5 settembre.

Prossimamente Gas Station sarà disponibile su Rai Cinema Channel.

gas station olga torrico
Photo Credits: Instagram @elenfantdistribution

 

Gas Station: il trailer

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